{"id":5489,"date":"2019-10-06T12:32:50","date_gmt":"2019-10-06T10:32:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/francesco-barana\/?p=5489"},"modified":"2019-10-06T12:37:39","modified_gmt":"2019-10-06T10:37:39","slug":"cosa-e-cambiato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/francesco-barana\/2019\/10\/06\/cosa-e-cambiato\/","title":{"rendered":"COSA \u00c8 CAMBIATO"},"content":{"rendered":"<p>Non \u00e8 uno scatto. Non \u00e8 l&#8217;onda emotiva. Non \u00e8 (solo) il momento atletico favorevole. Il Verona di Juric se fosse un ciclista sarebbe un passista. Quello che colpisce dei gialloblu \u00e8 la regolarit\u00e0 e la solidit\u00e0. La capacit\u00e0 di gestione dei 90 minuti. La maturit\u00e0. Ieri solo in due circostanze si \u00e8 rischiato di andare fuori giri, nella ripresa &#8211; leggi i due contropiedi della Sampdoria. Per una neopromossa, una facezia. Per il resto il Verona ha gestito il vantaggio con personalit\u00e0, senza troppa smania di cercare il secondo gol (poi comunque arrivato) e perci\u00f2 senza esporsi a sbandate. Non era affatto scontato, il rischio era farsi prendere troppo dall&#8217;euforia e dall&#8217;emotivit\u00e0 (vista anche la conclamata superiorit\u00e0 rispetto alla Samp). Questo s\u00ec alle neopromosse, o comunque alle piccole, accade spesso.<\/p>\n<p>Il Verona invece mentalmente \u00e8 gi\u00e0 grande. E questo \u00e8 merito di Juric, come ovviamente l&#8217;impronta e l&#8217;organizzazione tattica data alla squadra. Il resto lo fanno quattro signori giocatori piazzati nei ruoli chiave: Amrabat e Veloso in mediana e Kumbulla (ormai una certezza) e Rrhamani in difesa. E di questi inserimenti va dato merito a Juric e al ds D&#8217;Amico.<\/p>\n<p>Ma con la Sampdoria Juric ha smentito anche un&#8217;etichetta che si porta addosso da anni, quella di eccessiva ortodossia tattica. Juric il talebano, insomma. Non \u00e8 cos\u00ec, perch\u00e9 ieri il tecnico di Spalato ha stupito tutti ridisegnando la fase offensiva della squadra, schierando due punte vere (Salcedo e Stepinski) e un trequartista (Pessina). Uno schema che ha determinati vantaggi. Alza la squadra e d\u00e0 respiro al centrocampo &#8211; che deve correre meno per tenere corta la squadra nelle due fasi. Aiuta l&#8217;azione di Stepinski, che con un compagno vicino nasconde meglio i suoi limiti nel disimpegno della palla. Aumenta in generale la qualit\u00e0 offensiva del Verona, perch\u00e9 Salcedo pur giovanissimo ha le stimmate dell&#8217;attaccante di razza. Il rischio ovviamente \u00e8 di poter pagare qualcosa in fase difensiva, ma sar\u00e0 Juric a dover valutare se fare del 3-4-1-2 lo schema definitivo, oppure variare a seconda degli avversari.<\/p>\n<p>Infine una nota a margine (ma neanche tanto). Al netto che Juric, a differenza di Pecchia, \u00e8 un allenatore da serie A, non si pu\u00f2 nemmeno paragonare il valore tecnico di questa rosa a quella del 2017-18. Saremo pure ultimi nel monte ingaggi (che poi io a certe classifiche credo relativamente),\u00a0 ma siamo abbastanza nella norma per una serie A di fascia bassa. Due anni fa non era cos\u00ec, non avevamo giocatori di serie A neanche come fascia economica. Tradotto: Setti la scorsa estate ha fatto (ha potuto fare?) uno sforzo maggiore sul piano del budget. Pur nell&#8217;equilibrio e nel minimalismo, siamo lontani dalla spending rewiev di due anni fa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 uno scatto. Non \u00e8 l&#8217;onda emotiva. Non \u00e8 (solo) il momento atletico favorevole. Il Verona di Juric se fosse un ciclista sarebbe un passista. Quello che colpisce dei gialloblu \u00e8 la regolarit\u00e0 e la solidit\u00e0. La capacit\u00e0 di gestione dei 90 minuti. La maturit\u00e0. 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