{"id":5517,"date":"2019-11-20T09:56:58","date_gmt":"2019-11-20T08:56:58","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/francesco-barana\/?p=5517"},"modified":"2019-11-20T10:28:45","modified_gmt":"2019-11-20T09:28:45","slug":"il-testamento-di-roberto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/francesco-barana\/2019\/11\/20\/il-testamento-di-roberto\/","title":{"rendered":"IL TESTAMENTO DI ROBERTO"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;artista di popolo non \u00e8 mai amato dagli altri artisti. Anche Roberto Puliero, autentico artista di popolo, era (mal) sopportato nel suo ambiente. Troppo famoso e popolare. Molti colleghi si sentivano in ombra e sparlavano: &#8220;Qualche teatrante invidioso diceva che riempivo i teatri solo perch\u00e9 il Verona ha vinto lo scudetto, mentre qualcuno che voleva scritturare la compagnia chiedeva &#8216;ma \u00e8 quella di quel Puliero che fa el paiasso?'&#8221;, mi raccont\u00f2 l&#8217;estate di due anni fa, seduti uno di fianco all&#8217;altro nel retropalco del cortile dell&#8217;Arsenale.<\/p>\n<p>Anche qualche giornalista poco tollerava Puliero. Per lo stesso motivo: il cantore conosciuto era Roberto, mica il cronista di turno che mentre ne sparlava anelava con invidia misera e feroce alla sua fama. Quando \u00e8 stato allontanato dalle radiocronache, qualcuno di sottecchi se la rideva pure. Piccole e ottuse gelosie da strapaese. Ma c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9: pensate che Roberto con la sua &#8220;Edicola&#8221; televisiva &#8211; satira sferzante sul conformismo e sulla mediocrit\u00e0 e sgrammaticatura (estetica ed etica) di un certo giornalismo &#8211; si fosse fatto nuovi amici?<\/p>\n<p>La verit\u00e0 era che Roberto era l&#8217;attore, il poeta, il cantore della gente. Nessuno a Verona, nell&#8217;epoca moderna, \u00e8 stato come lui. Un&#8217;icona. Ce ne stiamo accorgendo pi\u00f9 che mai in questi giorni che piangiamo la sua morte. Roberto \u00e8 tanti ricordi sociali, collettivi. Roberto per migliaia di persone \u00e8 la domenica pomeriggio. Roberto \u00e8 il 33 giri del post scudetto che ascoltavi la domenica mattina con pap\u00e0 e mamma cantando fino alle lacrime. Credo che molti di noi si sentano un po&#8217; pi\u00f9 vecchi e pure un po&#8217; orfani. Come se gli anni passati ci avessero chiesto il conto. Ci resta sabbia tra le mani. Cupi, impotenti e un po&#8217; pi\u00f9 soli, siamo noi.<\/p>\n<p>Roberto ha segnato un&#8217;epoca e un&#8217;epica. Epopea meravigliosa, irripetibile e indimenticabile. Il suo testamento morale e culturale per\u00f2 rimane e spero che qualcuno (anzi tanti), in questa dormiente citt\u00e0, possa coglierlo: il vero intellettuale (e Roberto lo era) non se la tira con sciccherie snob, unisce l&#8217;alto con il basso, sa comunicare, regala generosamente la cultura alle masse. E le migliora. Roberto mi disse: &#8220;Il mio \u00e8 un teatro popolare, divertente o drammatico che sia, di chiara lettura e ampio respiro spettacolare. Amo coinvolgere la gente, per questo ho fatto diversi adattamenti anche di testi importanti. Se oggi il teatro \u00e8 meno conosciuto \u00e8 colpa dei teatranti che fanno delle cose pallose, difficili. Prendi la tragedia greca, la puoi leggere, la puoi studiare, ma non proporla a teatro&#8221;. Arrivare al popolo, per lui, non significava abbassare il livello, al contrario: &#8220;Ho un debole per Goldoni, questo per\u00f2 \u00e8 anche molto pericoloso. Ci sono molte compagnie di attori modesti che dicono &#8216;femo Goldoni perch\u00e9 el fa ridar, perch\u00e9 \u00e8 in dialetto&#8217;. Lo conoscono superficialmente, Goldoni \u00e8 un grande autore universale, rappresentato in tutto il mondo. Il rischio cos\u00ec \u00e8 di declassarlo a folclorismo e io odio il dialetto come folclore, come comunicazione rozza, mi \u00e8 sempre piaciuto portare in teatro il dialetto alto, quello del Ruzante. Il mio intento \u00e8 far conoscere Goldoni per quello che \u00e8 e per farlo tagliuzzo molto, anche intere scene, ma il miglior modo per esser fedeli a un classico \u00e8 non essergli fedele del tutto. So che lui sarebbe contento, mi direbbe bravo, ai miei attori dico che io con Carlo ci parlo&#8221;.<\/p>\n<p>Roberto \u00e8 stato il nostro Giorgio Gaber. Ti sia lieve la terra.<\/p>\n<div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;artista di popolo non \u00e8 mai amato dagli altri artisti. Anche Roberto Puliero, autentico artista di popolo, era (mal) sopportato nel suo ambiente. Troppo famoso e popolare. 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