{"id":5845,"date":"2022-03-28T10:42:16","date_gmt":"2022-03-28T08:42:16","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/francesco-barana\/?p=5845"},"modified":"2022-03-28T10:46:21","modified_gmt":"2022-03-28T08:46:21","slug":"snodo-hellas-il-futuro-di-damico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/francesco-barana\/2022\/03\/28\/snodo-hellas-il-futuro-di-damico\/","title":{"rendered":"SNODO HELLAS: IL FUTURO DI D&#8217;AMICO"},"content":{"rendered":"\n<p>Di veri direttori sportivi oggi ne esistono pochi. Molti sono scendiletto dei presidenti, che delegano sempre meno e non concedono poteri di firma o gestioni dirette del budget. \u00c8 il motivo per cui ne troviamo di mediocri in serie A e di bravi nella risulta della B (vedi Marchetti).<\/p>\n\n\n\n<p>Tony D\u2019Amico \u00e8 un operativo, nella struttura snella del Verona \u00e8 titolare di deleghe pesanti, sebbene sia poi Setti a gestire direttamente le operazioni pi\u00f9 importanti e danarose. Non stupisce dunque che D\u2019Amico possa avere una pretendente come l\u2019Atalanta, club nella quale la figura del manager sportivo ha ancora una sua specificit\u00e0,\u00a0 si veda il lavoro svolto da Sartori in questi anni. D\u2019Amico, 41 anni, ds dell\u2019Hellas dal 2018, ma a Verona gi\u00e0 dal 2016 come capo-scout di Fusco, \u00e8 uno che \u00e8 cresciuto in fretta e bene. \u00c8 un sanguigno e un rampante, coltiva le sue ambizioni. Tradotto: non possiamo dare per scontato che rimanga.<\/p>\n\n\n\n<p>I punti nodali sono due: deleghe e budget. Escluso che Setti possa ampliare i poteri di D\u2019Amico a discapito dei suoi, non ci si deve aspettare grandi aumenti nemmeno sul budget da destinare alla squadra. Qualcosa in pi\u00f9 ci sar\u00e0, Setti dal 2020 ha sempre gradualmente accresciuto il livello degli investimenti. Tuttavia la solfa sar\u00e0 la solita: saranno ceduti i pi\u00f9 bravi (Barak, Caprari e Casale sono gli uomini mercato), che andranno rimpiazzati senza indebolirsi sul piano tecnico. D\u2019Amico ci \u00e8 riuscito bravamente negli ultimi due anni, ma \u00e8 il primo a sapere che non \u00e8 scontato ripetersi sempre e in automatico. <\/p>\n\n\n\n<p>Gli affezionati lettori sanno come la penso: il Verona resta, gli uomini passano. Il mio pensiero \u00e8 anche la filosofia di Setti, che non si \u00e8 mai legato a nessuno pi\u00f9 del necessario. Ha ragione. Personalmente ho sempre rigettato la mitizzazione degli allenatori, che fossero Mandorlini o Juric. Sul lavoro di quest\u2019ultimo abbiamo vissuto un po\u2019 di rendita anche quest\u2019anno, eppure \u00e8 stato giusto separarsi se non c\u2019erano pi\u00f9 le condizioni di stare assieme. Le motivazioni sono alla base di tutto, valeva per il tecnico croato, determinante per il consolidamento del club, vale per D\u2019Amico. Dico per\u00f2 anche che un direttore sportivo, per certi equilibri, pu\u00f2 essere pi\u00f9 importante di un allenatore.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi D\u2019Amico rappresenta innanzitutto un metodo di lavoro che si sposa perfettamente con la struttura che ha creato Setti. Questo ingranaggio \u00e8 pi\u00f9 sottile e difficile da replicare di un modulo di gioco. Di allenatori ce ne sono tanti, pi\u00f9 o meno bravi certo, ma \u00e8 una categoria maggiormente intercambiabile. Siamo a uno snodo decisivo per il Verona, che per la prima volta dagli anni \u201880 far\u00e0 il suo quarto torneo di serie A consecutivo. Ci stiamo consolidando, ma non ci siamo ancora consolidati. La differenza \u00e8 tutta qui. E richiede di non sbagliare la scelta sul diesse. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di veri direttori sportivi oggi ne esistono pochi. 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