{"id":722,"date":"2014-04-30T19:04:41","date_gmt":"2014-04-30T17:04:41","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/francesco-barana\/?p=722"},"modified":"2014-05-02T17:17:19","modified_gmt":"2014-05-02T15:17:19","slug":"16-marzo-1988-ventisei-anni-dopo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/francesco-barana\/2014\/04\/30\/16-marzo-1988-ventisei-anni-dopo\/","title":{"rendered":"16 MARZO 1988: VENTISEI ANNI DOPO&#8230;"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">\u201cTe lo ricordi?\u201d, cantavano struggenti gli Stadio nel 2000. Dodici anni prima, il 16 marzo 1988, il Verona giocava la sua ultima partita in Europa. \u201cTe lo ricordi?\u201d. Dannata serata di Brema: quarti di finale, Kutzop del Werder che indovina l&#8217;incrocio da trenta metri nonostante il volo impossibile di Giuliani, Volpecina che di testa pareggia e rid\u00e0 fiato alla speranza. Vanamente, alla resa dei conti. L&#8217;andata a Verona era finita 1-0 per i tedeschi, sigillo di Neubarth, nervosismo di Elkjaer, assente al ritorno. Il cammino sin l\u00ec era stato esaltante, calcisticamente e letterariamente, tra trasferte impossibili negli allora regimi comunisti di Polonia (Stettino) e Romania. &#8220;Te lo ricordi?&#8221;, la neve della grigia Bucarest, i cronisti di allora che narravano di stucchevoli disagi logistici, Ceausescu che sar\u00e0 giustiziato appena due anni dopo&#8230; A noi bambini attaccati a un sogno quelli sembravano mondi impossibili, specie in quei gaudenti anni &#8217;80, e quelle imprese ai nostri occhi acquisivano ancora pi\u00f9 solennit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Eravamo in film&#8230; con un brutto finale. Brema infatti segn\u00f2, ipso facto, l&#8217;epilogo del grande Verona di Bagnoli. Sebbene l&#8217;Osvaldo rester\u00e0 ancora due stagioni in giallobl\u00f9, la magia si spezz\u00f2 ineluttabilmente quella sera al Weserstadium, contro i verdi di Herr Otto Rehnagel e di Frank Neubarth e Karl Heinz Riedle. Il canto del cigno si formalizz\u00f2 con un finale di campionato mediocre e le partenze estive degli ultimi reduci dello scudetto, Elkjaer, Di Gennaro, Fontolan e Volpati.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Da l\u00ec in poi quasi tutti dolori: Cesena e il condor Agostini, le \u201cFata Morgana\u201d Caniggia e Stojkovic,\u00a0la stanca\u00a0fragilit\u00e0\u00a0del Verona di\u00a0Reja, la mediocrit\u00e0 degli anni di Mutti, la sfacciata presunzione di Cagni, le illusioni di Malesani, gli inganni di Pastorello, i raggiri subiti da Arvedi in un verminaio di cardinali e soldi falsi, faccendieri\u00a0e malaparata. In mezzo sublimi quanto effimere gioie: la promozione nell&#8217;anno del fallimento con Fascetti, l&#8217;acquisto di Piksi e l&#8217;esaltazione \u201cda spiaggia\u201d di Eros Mazzi (\u201cstano nemo in Uefa!\u201d), \u201cPerotti s\u00ec s\u00ec s\u00ec stano ghe la femo\u00a0nemo su dalla B\u201d, il gioco arioso di Prandelli e\u00a0l&#8217;indolente genio\u00a0di Morfeo, la corsa sotto la curva di Malesani e i dribbling di Mutu, le speranze di Ficcadenti&#8230;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Fino a Martinelli, fino a Mandorlini, fino a Setti, fino a Sogliano&#8230; Fino a questo esaltante campionato che adesso, a tre partite dal traguardo, ha maturato un pensiero proibito: l&#8217;Europa League.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Difficile, ma possibile. Mandorlini ci crede eccome, pi\u00f9 di quanto dia a vedere. I giocatori idem. Ci riescano o meno, sar\u00e0 stato bello comunque, ovvio; per\u00f2 tornare a varcare confini che ora non esistono pi\u00f9 sarebbe la chiusura dell&#8217;ennesimo cerchio. Brema \u00e8 ancora l\u00ec, ventisei anni dopo. \u201cTe lo ricordi?\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cTe lo ricordi?\u201d, cantavano struggenti gli Stadio nel 2000. Dodici anni prima, il 16 marzo 1988, il Verona giocava la sua ultima partita in Europa. \u201cTe lo ricordi?\u201d. 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