{"id":841,"date":"2014-09-08T14:31:42","date_gmt":"2014-09-08T12:31:42","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/francesco-barana\/?p=841"},"modified":"2014-09-08T14:44:27","modified_gmt":"2014-09-08T12:44:27","slug":"bella-senzanima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/francesco-barana\/2014\/09\/08\/bella-senzanima\/","title":{"rendered":"BELLA SENZ&#8217;ANIMA"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">\u201c<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Tutto senza allegria, senza una lacrima\u201d. No emotions, \u00e8 il calcio di oggi. Anzi forse il football moderno, a differenza della cocciantiana \u201cBella senz&#8217;anima\u201d, non \u00e8 neppure bello (partite imbarazzanti\u00a0nella prima giornata di campionato); ma l&#8217;anima, questo \u00e8 sicuro, se l&#8217;\u00e8 venduta al diavolo. Il resto \u00e8 venuto di conseguenza,\u00a0trasformando uno sport in un marchio (quasi) fine a se stesso. Nostalgia canaglia di chi ha vissuto gli anni &#8217;80 e &#8217;90? Forse. Snobismo a met\u00e0 tra disincanto e rassegnazione? Probabile. Eppure, credo, ci sia anche qualcosa che va oltre l&#8217;inflazionato filone del \u201csi stava meglio quando si stava peggio\u201d. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Chi scrive sa benissimo che in passato non era tutto romanticismo, anzi. L&#8217;ombra del doping negli anni &#8217;70, il Totonero del 1980, i due punti a vittoria che spesso erano la molla per accomodare diverse partite in un pari (il buffoniano \u201cmeglio due feriti che un morto\u201d ante litteram), dirigenti gi\u00e0 allora \u201cchiacchierati\u201d quando Moggi era solo un allievo di Italo Allodi, i ritmi blandi di gioco e le eterne manfrine in campo. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Ma c&#8217;\u00e8 una differenza decisiva: in passato il business, per quanto importante, rimaneva comunque e sempre un passo indietro rispetto allo sport e all&#8217;agonismo; e la corruzione era in un certo senso \u201cnaif\u201d, paternalistica, cio\u00e8 frutto di iniziative individuali e di sistemi quasi arcaici se non improvvisati.\u00a0A rileggere\u00a0adesso \u201cNel fango del dio pallone\u201d di Carlo Petrini, che spiega il sistema delle scommesse a fine anni &#8217;70, viene quasi da sorridere confrontandolo con quanto \u00e8 emerso dagli scandali degli ultimi anni. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Oggi invece il business prevarica totalmente la sfera sportiva, che anzi sembra quasi un impiastro, una convitata da tollerare giusto per mantenere le apparenze. <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">E&#8217; questo il passaggio determinante: gli affari da dignitosi e legittimi comprimari sono divenuti gli arroganti protagonisti, anzi gli \u201cone man show\u201d di un sempre pi\u00f9 delirante monologo. Comandano le pay tv e i grandi sponsor, presidenti e dirigenti sono solo controfigure che (felicemente) si adeguano. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Cos\u00ec cambiano gli usi e i costumi, le priorit\u00e0, e persino le parole. Succede allora che un termine commerciale come \u201cbrand\u201d venga applicato tristemente a un club sportivo senza che ci si renda conto di quanto grottesca sia la cosa. La parola \u201cimmagine\u201d \u00e8 tutto e dappertutto, ma John Lennon purtroppo non c&#8217;entra. Identit\u00e0 e appartenenza sono solo concetti di retroguardia per vecchi tromboni nostalgici. Le multinazionali &#8211;\u00a0della tv o dell&#8217;abbigliamento poco importa &#8211;\u00a0si sono prese tutto e omologano tutto, ch\u00e9 ormai non si capisce pi\u00f9\u00a0chi \u00e8 chi. Le interviste e il racconto giornalistico sono specie in via d&#8217;estinzione, tutto viene racchiuso e pianificato in inutili e stantie conferenze stampa che non dicono niente. Il resto \u00e8 gossip. Il resto sono (scadenti) recite di attorucoli (quasi) tutti con le stesse pettinature, le stesse cuffie, gli stessi tatuaggi, le stesse donne e, nel pre e post partita, le stesse gravi e seriose espressioni da entrata e uscita in sala operatoria (ma giocano a calcio od operano a cuore aperto?). Il resto sono le facce grigie come i loro completi sartoriali e mai sorridenti di dirigenti in poco geniale parata. Il resto sono giornalisti specializzati in calciomercato &#8211; cio\u00e8 niente, quindi tutto in quest&#8217;epoca &#8211; per 365 giorni l&#8217;anno, cantori del calcio virtuale, un po&#8217; come se qualcuno ci\u00a0volesse convincere\u00a0che scopare su internet \u00e8 pi\u00f9 bello. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Infine ci sono i tifosi, trattati come polli da batteria, consumatori da blandire e mungere, da sballottare con partite in giorni e orari sempre pi\u00f9 improbabili e \u2013 se \u00e8 il caso \u2013 da punire con regole e sanzioni demenziali, in nome di un politicamente corretto oramai surreale quanto inutile (si puniscono i cori dentro lo stadio, ma poi le vere tragedie succedono fuori, vedi Raciti a Catania e Ciro Esposito a Roma). Gi\u00e0 i tifosi, gli ultimi giapponesi a difesa della sola verit\u00e0 del calcio. Verit\u00e0 popolare, col suo pathos e non il suo ethos, le sue rivalit\u00e0 e le sue differenze. I tifosi, spesso capri espiatori per lor signori, in realt\u00e0 l&#8217;unica \u00e0ncora di bellezza che\u00a0pu\u00f2 salvare\u00a0il mondo (del calcio).\u00a0Qualcuno\u00a0lo metta in testa ai padroni del vapore, che con il loro bulimico business hanno intristito tutto. Qualcuno dica loro che la maionese sempre pi\u00f9\u00a0impazzita che ci\u00a0propinano\u00a0sta andando a male.\u00a0Qualcuno li avverta\u00a0che la\u00a0&#8220;bella senz&#8217;anima&#8221;, a forza di cambiare letti e uomini, \u00e8 rimasta\u00a0sola. \u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cTutto senza allegria, senza una lacrima\u201d. No emotions, \u00e8 il calcio di oggi. 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