{"id":1297,"date":"2013-05-04T01:12:49","date_gmt":"2013-05-03T23:12:49","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/gianluca-vighini\/?p=1297"},"modified":"2013-05-04T01:13:37","modified_gmt":"2013-05-03T23:13:37","slug":"ricordi-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/gianluca-vighini\/2013\/05\/04\/ricordi-2\/","title":{"rendered":"RICORDI"},"content":{"rendered":"<p>E&#8217; un piccolo pertugio. Laggi\u00f9, in fondo ad un tunnel lungo undici anni. C&#8217;\u00e8 una luce intensa alla fine di quel tunnel. Ma noi ci siamo ancora dentro. Perch\u00e8 non \u00e8 ancora sufficiente, perch\u00e8 la nostra sofferenza deve ancora allungarsi nel tempo e nello spazio. Cosa ricordare di questi undici anni? I miei flash adesso vanno ad una conferenza stampa in corte Pancaldo e Pastorello che mostrava le locandine dell&#8217;Arena che dicevano che i giocatori non volevano firmare le liberatorie per l&#8217;iscrizione al campionato e solo dopo una notte Malesani li convinse a farlo. Tra questi non c&#8217;era Mutu, che avrebbe avuto pi\u00f9 motivi di tutti per non firmare, visto che era la stella supersitite della squadra (ma sarebbe stato ceduto a brevissimo&#8230;).<\/p>\n<p>Altro flash: una telefonata del Conte Arvedi presa mentre ero sul mio terrazzino dopo un temporale: &#8220;Ho compr\u00e0 el Verona assieme a dei banditi&#8230; Bisogna che te me aiuti&#8221;. Vicino a lui c&#8217;era Peppe Cannella da Nocera che ascoltava la telefonata in viva voce e poi mi rimprover\u00f2 di aver detto al Conte: &#8220;Ferma tutto, Piero, pensaci su&#8221;. 23 dicembre, l&#8217;esonero del mio amico Ficcadenti. Cannella (e Arvedi) non ebbero il coraggio di farlo davanti alle telecamere dopo che avevano gi\u00e0 deciso tutto. Sapevo di quanto Cannella, aiutato anche da qualche &#8220;collega&#8221; e con l&#8217;appoggio di qualche giocatore (troppi&#8230;) aveva lavorato ai fianchi nello spogliatoio il gladiatore Massimo. La ritenevo un&#8217;ingiustizia, avevo capito che il Verona era finito perch\u00e8 stava saltando l&#8217;ultimo baluardo. Finimmo in Lega Pro, dopo una falsa rimonta perch\u00e8 Cannella, nel tentativo di cacciare Ficcadenti aveva fatto perdere troppi punti per strada alla squadra.<\/p>\n<p>E poi mi rivedo nell&#8217;ufficio di Prisciantelli nell&#8217;anno in cui Previdi aveva preso in mano la situazione dopo aver rischiato la C2. Dopo tante stagioni di oblio c&#8217;era un ds che mi faceva vedere la squadra con i possibili moduli e due alternative per ogni ruolo. Qui metto Bergamelli, qui Parolo, qui Girardi e qui Gomez. Non ne conoscevo uno, ma apprezzai che per la prima volta ci fosse un disegno su una carta e qualche idea di mercato che poi, tra l&#8217;altro si rivel\u00f2 ottima.<\/p>\n<p>La memoria mi porta adesso una sera a casa di Arvedi, villa deserta, non c&#8217;\u00e8 nessuno, solo io e Piero. E Piero che mi tira fuori progetti, carte, mi fa vedere i terreni che ha in Montenegro, dove ha una regione tutta sua e dove vuole costruire una pista d&#8217;atterraggio per piccoli aerei dove portarci i cacciatori veronesi in cerca di quaglie e di qualche montenegrina (Arvedi faceva tutto un pacchetto&#8230;). Mi riemp\u00ec di tristezza quella sera, perch\u00e9 vidi un uomo solo, terribilmente solo e capii che il Verona altro non era che il suo ultimo appiglio alla vita.<\/p>\n<p>E&#8217; mattina presto quando dopo una notte insonne sono al Carlo Poma di Mantova. Arvedi \u00e8 in fin di vita, investito da un polacco ubriaco. Per tutto il giorno faccio collegamenti e metto notizie on -line sul sito Tggialloblu.it, la prima grande novit\u00e0 editoriale internet che i veronesi hanno iniziato ad apprezzare e a visitare in massa. Arvedi in fin di vita e il Verona sta per finire. Previdi sta male, Prisciantelli fa la spola tra l&#8217;ospedale, la sede e Modena dove anche Previdi ha i giorni contati.<\/p>\n<p>Sono adesso al bancone di un bar in via San Fermo. Brindo con il nuovo padrone del Verona, Giovanni Martinelli. Gli chiedo dell&#8217;Hellas, mi sembra spaesato. Esco, prendo una telefonata, dall&#8217;altro capo un amico mi dice: non esultare, questi vogliono fare una sola squadra, Martinelli e Campedelli sono gi\u00e0 d&#8217;accordo, chiediti chi \u00e8 Davide Bovo&#8230; Non volli ascoltarlo, volevo solo pensare che era finita e che il Verona, l&#8217;Hellas, il mio Hellas aveva un futuro.<\/p>\n<p>Adesso sono all&#8217;antistadio e vedo tre tifosi che circondano Martinelli dopo che Bovo (quel Bovo&#8230;) alla sera aveva fatto capire ad un calcio club che la fusione era cosa fatta e imminente. Vedo Martinelli e Ficcadenti. Capisco che \u00e8 un punto di non ritorno. Non so cosa si siano detti. So che Bovo il giorno dopo sparir\u00e0 dall&#8217;organico del Verona e da quel momento non si parl\u00f2 pi\u00f9 di fusione.<\/p>\n<p>Mi rivedo in Piazza Bra alle 4 di mattina dopo Salerno. Ho appena terminato una diretta fiume durata pi\u00f9 di tredici ore. Sono con il mio amico Nino Gazzini e con il mio fedelissimo pard Stefano Rasulo. Adesso ho solo voglia di festeggiare, come un tifoso qualunque. Arriva la squadra e intono cori.<\/p>\n<p>L&#8217;ultimo flash: Verona-Varese \u00e8 appena finita, Massa ha appena compiuto un misfatto. Sto guardando il monitor mentre scorrono le immagini di Sassuolo-Sampdoria. Vedo assegnato un rigore vergognoso. Capisco tutto. E&#8217; una buffonata orchestrata per tirare su la squadra pi\u00f9 blasonata. Mi imbufalisco e dico tutto in video. Il giorno dopo qualcuno negher\u00e0 l&#8217;esistenza di complotti. E mi incazzer\u00f2 ancora di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Ora sono qui: fermo nel limbo. Aspetto dopo undici anni di ritornare in serie A. Per asciugare le lacrime di Piacenza. E dimenticare tutto. C&#8217;\u00e8 la luce in fondo a questo tunnel, ma la strada non si \u00e8 ancora conclusa. Lo so, lo sappiamo: sei dell&#8217;Hellas? Devi soffrire. Ma ci siamo abituati. E&#8217; pi\u00f9 bello cos\u00ec&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; un piccolo pertugio. Laggi\u00f9, in fondo ad un tunnel lungo undici anni. C&#8217;\u00e8 una luce intensa alla fine di quel tunnel. Ma noi ci siamo ancora dentro. Perch\u00e8 non \u00e8 ancora sufficiente, perch\u00e8 la nostra sofferenza deve ancora allungarsi nel tempo e nello spazio. Cosa ricordare di questi undici anni? 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