{"id":138,"date":"2010-06-18T08:59:00","date_gmt":"2010-06-18T08:59:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=49ED6046-5056-8F05-E407EB410EE859F0"},"modified":"2010-06-18T08:59:00","modified_gmt":"2010-06-18T08:59:00","slug":"IL-NUOVO-VERONA","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/gianluca-vighini\/2010\/06\/18\/IL-NUOVO-VERONA\/","title":{"rendered":"IL NUOVO VERONA"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;Ieri sera &egrave; nato il nuovo Verona. Dietro alla scelta del presidente Martinelli di ingaggiare Mauro Gibellini ci stanno quattro giorni di duro lavoro, passati con l&#8217;anima sconfitta e la rabbia per la promozione buttata nel vento. Trovare la lucidit&agrave; in questi casi non &egrave; facile. Il rischio di &quot;ingerenze esterne&quot; per dirla alla Bonato, &egrave; stata fortissima. Per fortuna Martinelli non ha ceduto a queste ingerenze, come forse e direi purtroppo ha fatto una volta in passato, pur nella completa buonafede. E, grazie anche a Benito Siciliano, ha operato una scelta oculata e ponderata. In lizza erano rimasti due ds. Appunto Gibellini e Riccardo Prisciantelli. Entrambi, a mio avviso, gente di calcio, che conosce perfettamente categoria e giocatori. Nel calcio i venditori di fumo sono dietro l&#8217;angolo. C&#8217;&egrave; gente abile a fare trattative, a tessere rapporti con i procuratori, ma che i calciatori li vede con il binocolo. Sono pochi quelli che macinano chilometri con le loro auto e vanno a seguire gare giovanili, di C1 e di C2. Sono pochi anche coloro che riescono a capire che dietro un Pugliese (nome che non faccio a caso&#8230;) c&#8217;&egrave; un giocatore che pu&ograve; fare bene anche in una categoria superiore&#8230; Gibellini e Prisciantelli erano due di questi. C&#8217;&egrave; stato un momento ieri sera in cui Prisciantelli aveva superato Gibellini. Martinelli, dopo averlo incontrato, sembrava pi&ugrave; propenso a sposare il suo progetto. Prisciantelli voleva anche Osti, per fare il direttore generale, una sorta di &quot;ombrello&quot;. Un ulteriore &quot;peso&quot; per la societ&agrave;. E forse questo ha fatto decidere per Gibellini, oltre che, naturalmente per le sue doti umane e la sua idea di calcio. Ho sentito il &quot;Gibo&quot; ieri sera. Era come un bambino che avesse visto per la prima volta un luna-park. Gibellini fa parte di quella schiera di ds poco pubblicizzati. E&#8217; uno concreto che non vende &quot;fumo&quot;. Sa che ora dovr&agrave; mettere mano nella palude, che dovr&agrave; fare le scelte giuste, anche se all&#8217;orizzonte non sono previste rivoluzioni. Ha lavorato a Verona in due occasioni: prima del fallimento e poi con Pastorello, cio&egrave; in uno stato pre-fallimentare visto che non c&#8217;erano soldi e Pastorello in quel momento era un presidente in fuga (poi torn&ograve; a dicembre, giusto in tempo per vendere Italiano&#8230;). Nonostante queste due situazioni aveva lavorato bene, scoprendo giocatori sconosciuti e rivalutandone altri che a Verona, con troppa facilit&agrave;, avevamo ammazzato. Un giorno a Bussolengo, durante un allenamento, mi parlava di Cassani come di un giocatore che poteva andare in nazionale. Dentro di me sorrisi e un po&#8217; pensai che &quot;Gibo&quot; fosse matto. Ero io che non avevo capito nulla. Spero che ora &quot;Gibo&quot; possa lavorare con tranquillit&agrave;. So che lo far&agrave; solo per il bene del Verona. Ci aspettiamo tantissimo da lui. La sua fame di riscatto, &egrave; la nostra. Su questo si giocher&agrave; la prossima stagione. Buon lavoro, Mauro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;Ieri sera &egrave; nato il nuovo Verona. Dietro alla scelta del presidente Martinelli di ingaggiare Mauro Gibellini ci stanno quattro giorni di duro lavoro, passati con l&#8217;anima sconfitta e la rabbia per la promozione buttata nel vento. Trovare la lucidit&agrave; in questi casi non &egrave; facile. 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