{"id":1411,"date":"2013-09-13T12:41:30","date_gmt":"2013-09-13T10:41:30","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/gianluca-vighini\/?p=1411"},"modified":"2013-09-13T12:52:46","modified_gmt":"2013-09-13T10:52:46","slug":"non-credo-ai-filantropi-ma-credo-che-si-possa-fare-calcio-onestamente-senza-rimetterci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/gianluca-vighini\/2013\/09\/13\/non-credo-ai-filantropi-ma-credo-che-si-possa-fare-calcio-onestamente-senza-rimetterci\/","title":{"rendered":"NON CREDO AI FILANTROPI. MA CREDO CHE SI POSSA FARE CALCIO ONESTAMENTE SENZA RIMETTERCI"},"content":{"rendered":"<p>Un titolo lunghissimo, forse il pi\u00f9 lungo che ho mai fatto. Per spiegare un concetto. Io non ho mai creduto ai filantropi. Neanche a quelli che la storia ci ha raccontato esserlo. Come minimo erano ricchi da far schifo, cos\u00ec ricchi da essere stufi di possedere qualsiasi cosa terrena, cos\u00ec ricchi che hanno pensato bene di &#8220;acquistarsi&#8221; la gloria eterna, sponsorizzando artisti e opere. Figurarsi se oggi pu\u00f2 esistere una cosa di questo tipo. Il filantropo ha sempre uno scopo. Diretto o indiretto. Nella vita e a maggior ragione nel calcio.<\/p>\n<p>Oggi il calcio assomiglia sempre di pi\u00f9 ad un&#8217;industria. Un&#8217;industria del divertimento e dello svago, dove la passione della gente e la fidelizzazione ha un tasso anomalo rispetto ad altre realt\u00e0 &#8220;merceologiche&#8221; simili e dove il risultato sportivo, \u00e8 sempre sovrano. In questo ambito si sono susseguiti in questi anni vari &#8220;gestori&#8221; dell&#8217;Hellas Verona. I quali, spesso, hanno una caratteristica: non sono veronesi. E questo \u00e8 paradossale, visto l&#8217;attaccamento viscerale che il popolo veronese (parlo di popolo volutamente, perch\u00e8 ci sarebbe molto da parlare per quanto riguarda la cosiddetta &#8220;crema&#8221; della citt\u00e0) ha nei confronti della sua squadra.<\/p>\n<p>Eppure questo amore (con numeri eccezionali, da far impallidire qualsiasi ufficio marketing soprattutto quelli di qualche azienda veronese che spiegavano dall&#8217;alto della loro grande sapienza che sponsorizzare l&#8217;Hellas era controproducente&#8230;) non riesce ad esprimere un industriale vero che possa guidare la societ\u00e0. Certo, qualcuno dir\u00e0 che Arvedi e Martinelli erano due veronesi. In realt\u00e0 sono proprio loro due le eccezioni che confermano la regola. Arvedi era un &#8220;contadino&#8221; facoltoso che si era innamorato per vari motivi del Verona ma che non aveva nessuno scopo &#8220;strategico&#8221; nell&#8217;avere rilevato la societ\u00e0. E Martinelli un piccolo imprenditore (del Garda, tra l&#8217;altro) che sperava di poter coagulare altri compagni d&#8217;avventura senza che questo sia mai avvenuto.<\/p>\n<p>Prima di loro c&#8217;\u00e8 stato Pastorello. Al quale del Verona non fregava niente. Era solo un&#8217;ottima societ\u00e0 per far transitare giocatori, metterli in mostra e fare un &#8220;giro&#8221; di mercato attraverso la sua societ\u00e0 di procuratori. In questo sarebbe stato &#8220;stampellato&#8221; come ci dicono ora i pm di Parma, dalla Parmalat di Calisto Tanzi. A noi questa esperienza ha toccato da vicino. Il Verona ha rischiato di sparire sotto i colpi mortali che Pastorello gli aveva inferto. E che io assieme a pochi altri a Verona, avevo denunciato, mentre in molti stimavano l&#8217;abilit\u00e0 di Pastorello. E&#8217; una lezione che dobbiamo sempre tenere presente.<\/p>\n<p>Ora \u00e8 arrivato Setti. Il quale ha parlato pi\u00f9 con i fatti che con le parole. Pu\u00f2 piacere o non piacere il suo modo di fare un po&#8217; guascone, ma l&#8217;antipatia o la simpatia non devono condizionare un giudizio. Setti ha capito qual era il tallone d&#8217;Achille del Verona: l&#8217;organizzazione. E ha dotato la societ\u00e0 della migliore organizzazione che da anni non vedevamo a Verona. Ogni aspetto \u00e8 oggi curato nei minimi particolari, scontando anni di ritardo. Il lavoro fatto \u00e8 stato imponente \u00e8 ha colmato in pochi mesi un gap pazzesco. E&#8217; difficile spiegarlo questo ai nostri lettori e ai tifosi del Verona. L&#8217;Hellas era una tabula rasa, sorretta dalla buona volont\u00e0 delle impiegate e degli impiegati che hanno lavorato molto spesso quasi in modo volontaristico e senza nessuno riconoscimento (mi ricordo le prese in giro per un post che elogiava il lavoro oscuro di queste persone&#8230;). In meno di sei mesi quel divario \u00e8 stato colmato. E&#8217; stato un lavoro imponente. Lo dicevo quest&#8217;estate parlando con Mazzola, il team manager giallobl\u00f9: &#8220;In tre mesi&#8221; mi spiegava Sandro &#8220;abbiano recuperato dieci anni di lavoro arretrato&#8221;. E&#8217; chiaro che gli errori ci stanno davanti a tanta mole di lavoro. Ma sono errori &#8220;veniali&#8221; mai sostanziali. Errori che noi tutti commettiamo, ogni giorno, nei nostri posto di lavoro, quando lavoriamo con passione e dedizione. Se apri e organizzi un Hellas Store in piazza Bra, se cambi lo sponsor e ti affidi, primo caso per una provinciale, a Nike in meno di tre mesi, se devi affrontare una campagna acquisti, se devi strutturarti nel marketing, se devi strutturarti nella comunicazione, se devi ricostruire un settore giovanile, come fai a non sbagliare?<\/p>\n<p>Ma (ecco perch\u00e8 giudico positivo l&#8217;operato di Setti), io devo guardare all&#8217;insieme generale, a quello che era il Verona due anni fa e a quello che \u00e8 oggi. Oggi il Verona \u00e8 passato dall&#8217;essere un &#8220;bersaglio&#8221; facile e uno zimbello (vi ricordate la vicenda della finta vendita al finto cardinale?) ad una societ\u00e0 stimata dal Palazzo. Una societ\u00e0 che ha numeri eccezionali. Uomini giusti al posto giusto. Professionisti seri. E che ha ottenuto risultati apprezzabili.<\/p>\n<p>A questo punto, a me che osservo e vigilo che cosa importa? Che Setti abbia la camicia aperta o che operi per il bene del Verona? Io credo sia molto pi\u00f9 importante la seconda. E a parte questo che \u00e8 colore e gossip. Mi interessa ancora di pi\u00f9 che il signor Setti sia qui a Verona non per creare un personale business privato ma qualcosa che vada a beneficio dell&#8217;Hellas.Anzi: personalmente lo aiuter\u00f2 perch\u00e9 questo sia sempre pi\u00f9 possibile. Ma lo ostacoler\u00f2, come ho sempre fatto, dovessi intravvedere anche lontanamente, un tentativo di speculazione o peggio di un vantaggio personale a scapito del nostro caro, vecchio Verona.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un titolo lunghissimo, forse il pi\u00f9 lungo che ho mai fatto. Per spiegare un concetto. Io non ho mai creduto ai filantropi. Neanche a quelli che la storia ci ha raccontato esserlo. Come minimo erano ricchi da far schifo, cos\u00ec ricchi da essere stufi di possedere qualsiasi cosa terrena, cos\u00ec ricchi che hanno pensato bene&#8230;  <a class=\"excerpt-read-more\" href=\"https:\/\/blog.telenuovo.it\/gianluca-vighini\/2013\/09\/13\/non-credo-ai-filantropi-ma-credo-che-si-possa-fare-calcio-onestamente-senza-rimetterci\/\" title=\"Read NON CREDO AI FILANTROPI. 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