{"id":157,"date":"2010-09-27T12:39:00","date_gmt":"2010-09-27T12:39:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=52E7C423-5056-8F05-E4A62D2F96BA8558"},"modified":"2010-09-27T12:39:00","modified_gmt":"2010-09-27T12:39:00","slug":"UN-PO-DI-SERENO-ALLORIZZONTE","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/gianluca-vighini\/2010\/09\/27\/UN-PO-DI-SERENO-ALLORIZZONTE\/","title":{"rendered":"UN PO&#8217; DI SERENO ALL&#8217;ORIZZONTE"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;La delusione resta cocente. L&#8217;ultimo posto in classifica uno schiaffo in faccia. Eppure, qualche motivo per essere ottimisti, dopo il pareggio con la Reggiana, esiste. Vediamo allora quali sono i punti che rendono questo grigio luned&igrave; un po&#8217; pi&ugrave; sereno.<\/p>\n<p>1) FINE DEGLI EQUIVOCI. La squadra &egrave; stata disposta in campo con un senso logico. Ogni uomo all&#8217;interno del 3-5-2 aveva un suo ruolo e un suo significato. Le linee, di conseguenza sono rimaste molto pi&ugrave; unite. la squadra non si &egrave; sfilacciata. La compattezza ha permesso alla difesa di svolgere un lavoro egregio (Cecca finalmente ai livelli che conosciamo&#8230;) limitando quello che era uno dei migliori attacchi della Lega Pro. Anche le scalature, a destra (Campagna) e a sinistra (Scaglia) hanno funzionato molto meglio. Per la prima volta in questa stagione possiamo parlare di vera e propria &quot;fase difensiva&quot; e non di estemporanea difesa.<\/p>\n<p>2) PRESSING QUESTO SCONOSCIUTO. Il Verona di Giannini non conosceva, fino ad ieri, questo basilare concetto del calcio. Quando non hai il pallone devi andartelo a riprendere se vuoi fare tu la partita. La squadra era compassata proprio perch&egrave; &quot;assisteva&quot; immobile alle ripartenze degli avversari. Ieri invece, grazie ad Halfredsson (Indiavolato) e Russo (bentornato) il Verona ha finalmente &quot;alitato&quot; sul collo e sulle caviglie degli avversari. A questi due aggiungetevi pure Paghera, che ha addirittura fatto meglio in questa fase che in quella di costruzione del gioco. Il risultato &egrave; che il Verona ha fatto sempre la gara, non ha concesso tregua agli avversari, ha tenuto alto il ritmo. Si pu&ograve; migliorare, ma la strada &egrave; quella giusta,<\/p>\n<p>3) CAPACI DI ASPETTARE. La dote che si deve avere in questa categoria &egrave; anche quella dell&#8217;attesa. Basta pensare alla partita che fece il Portogruaro al Bentegodi nell&#8217;ultima giornata della scorsa stagione. Si aspetta, ci si difende con ordine, e poi si assesta il kappa&ograve; decisivo. Ecco, il Verona ieri ha dimostrato pi&ugrave; maturit&agrave; anche da questo punto di vista. Ha aspettato, non ha avuto frenesia e ha cercato di colpire. Se Ceccarelli avesse avuto buona mira e Ferrari riflessi migliori, la gara sarebbe stata vinta. E oggi i giudizi di tutti, spesso ahinoi condizionati dai risultati, sarebbero stati molto diversi.<\/p>\n<p>L&#8217;errore che si pu&ograve; commettere adesso &egrave; di pensare che tutto sia risolto. In realt&agrave; la linea di annegamento resta stabile e a Reggio &egrave; stato solo tracciato un percorso che dovrebbe portare a respirare pi&ugrave; agevolmente in superficie. La vera settimana decisiva inizier&agrave; domani a Sandr&agrave;. Servir&agrave; ancora pi&ugrave; rabbia, attenzione e concentrazione. La vera gara della svolta, c&#8217;&egrave; poco da fare, &egrave; quella di luned&igrave; sera con la Cremonese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;La delusione resta cocente. L&#8217;ultimo posto in classifica uno schiaffo in faccia. Eppure, qualche motivo per essere ottimisti, dopo il pareggio con la Reggiana, esiste. Vediamo allora quali sono i punti che rendono questo grigio luned&igrave; un po&#8217; pi&ugrave; sereno. 1) FINE DEGLI EQUIVOCI. 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