{"id":159,"date":"2008-09-12T00:39:00","date_gmt":"2008-09-12T00:39:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=539404DB-19B9-F93B-C36AB6A101696C29"},"modified":"2008-09-12T00:39:00","modified_gmt":"2008-09-12T00:39:00","slug":"REMONDINA-IMPARA-DALLOSVALDO","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/gianluca-vighini\/2008\/09\/12\/REMONDINA-IMPARA-DALLOSVALDO\/","title":{"rendered":"REMONDINA, IMPARA DALL&#8217;OSVALDO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Osvaldo Bagnoli aveva una sua idea di calcio. Ma prima di tutto sapeva adattare gli uomini al modulo e non viceversa. Era questo il suo segreto. &ldquo;Parlo poco con i calciatori&rdquo; mi spieg&ograve; una volta &ldquo;e quando lo faccio &egrave; per chiedere loro dove preferiscono giocare&rdquo;. Cos&igrave; l&rsquo;Osvaldo riusc&igrave; a &ldquo;inventare&rdquo; il Briegel mediano e poi marcatore su Maradona, riusc&igrave; a giocare con i due attaccanti piccoli (Iorio e Galderisi) e con la torre (Pacione), fece faville con i terzini che &ldquo;aggredivano&rdquo; lo spazio (Marangon) e con le ali che diventavano attaccanti aggiunti (Fanna). Persino quando i dirigenti sconvolsero la sua squadra e le sue idee acquistando Dirceu per sacrificare Guidolin, Bagnoli, dopo una buona dose di incazzature, adatt&ograve; la squadra alle esigenze del brasiliano e non viceversa. Altro calcio, certo. Meno pressing, non esisteva la zona se non per i centrocampisti e non per tutti. Ma la lezione &ldquo;filosofica&rdquo; dell&rsquo;Osvaldo resiste comunque al tempo. Una squadra deve avere un progetto di gioco ma deve al contempo mettere nelle condizioni i singoli di esprimersi al meglio. <br \/>\nOggi appare evidente che il Verona di Remondina gioca molto meglio con il suggeritore (Parolo) alle spalle delle punte che con i tre attaccanti voluti e preferiti dal tecnico.<br \/>\nLe cose migliori della stagione si sono viste proprio quando entra in campo il centrocampista ex Foligno e non con le due ali larghe e il centravanti isolato in mezzo. Il gioco del tridente &egrave; infatti funzionante se i due laterali sono veloci e sanno creare tagli e superiorit&agrave; numerica. Questo, per un motivo o per l&rsquo;altro, fino ad oggi nel Verona non s&rsquo;&egrave; visto. Vuoi per gli infortuni, vuoi per l&rsquo;equivoco Tiboni (punta centrale o laterale?). Spinto dalla necessit&agrave;, dunque, Remondina ha adattato il modulo alle caratteristiche della squadra imitando in questo l&rsquo;Osvaldo. Il problema &egrave; che il mister non appare convinto di questa scelta, affezionato com&rsquo;&egrave; alla sua idea originale di 4-3-3. Ed &egrave; un errore grossolano che rischia di costare caro al Verona soprattutto se Remondina continuer&agrave; a perseguirlo. In questo momento, infatti la squadra non pu&ograve; giocare con quel modulo, non c&rsquo;&egrave; niente da fare. S&rsquo;&egrave; visto benissimo nel primo tempo della gara con la Spal, quando il povero Girardi veniva sommerso dai due centrali avversari, mentre i due esterni vagavano larghi come i reduci della &ldquo;zattera della medusa&rdquo;. Quando invece &egrave; entrato Parolo la squadra ha trovato subito la misura. Si &egrave; accorciata, ha ristabilito le distanze e il resto &egrave; venuto di conseguenza.<br \/>\nQuindi Remondina si faccia convinto. Non &egrave; un disonore essere un allenatore moderno e cambiare idea adattando il materiale umano al suo progetto di gioco. Bagnoli ha costruito su ci&ograve; uno scudetto allestendo una macchina perfetta. Chiss&agrave; che anche il buon Gian Marco non riesca a creare, con un po&rsquo; pi&ugrave; di elasticit&agrave;, il suo piccolo miracolo.<br \/>\n<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Osvaldo Bagnoli aveva una sua idea di calcio. Ma prima di tutto sapeva adattare gli uomini al modulo e non viceversa. Era questo il suo segreto. &ldquo;Parlo poco con i calciatori&rdquo; mi spieg&ograve; una volta &ldquo;e quando lo faccio &egrave; per chiedere loro dove preferiscono giocare&rdquo;. 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