{"id":1804,"date":"2014-09-09T10:49:57","date_gmt":"2014-09-09T08:49:57","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/gianluca-vighini\/?p=1804"},"modified":"2014-09-09T10:49:57","modified_gmt":"2014-09-09T08:49:57","slug":"siamo-uomini-o-moduli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/gianluca-vighini\/2014\/09\/09\/siamo-uomini-o-moduli\/","title":{"rendered":"SIAMO UOMINI O MODULI?"},"content":{"rendered":"<p>Dice Mandorlini (e con qualche ragione&#8230;) che da nessuna parte si parla del modulo come a Verona. In effetti a volte il dibattito si focalizza troppo su quell&#8217;espressione numerica (4-4-2, 4-3-3, 3-5-2) che vuol dire qualcosa ma non vuol dire tutto. Le varianti sul tema sono infinite e ancora pi\u00f9 importante del numero sono due aspetti: come si interpreta quella disposizione in campo e gli uomini che hai a disposizione per interpretarla.<\/p>\n<p>Un maestro di calcio come Bagnoli ha spiegato cos\u00ec, con la consueta semplicit\u00e0 la sua formula vincente: &#8220;Chiedevo ai miei giocatori dove volessero giocare e quali erano le loro caratteristiche migliori. Siccome io sono stato giocatore, sapevo benissimo quanto era importante questo e quanto faccia piacere ad un calciatore essere messo nel posto giusto&#8221;. Nacque cos\u00ec il Verona dello scudetto, dove i &#8220;terzini facevano i terzini e le ali facevano le ali&#8221;.<\/p>\n<p>Da quel calcio molta acqua \u00e8 passata sotto i ponti, la zona e Sacchi hanno spazzato via molti di quei concetti, ma non tutti.<\/p>\n<p>Mandorlini appartiene alla scuola di Mazzone e di Trapattoni. Non \u00e8 un sacchiano, sa che ci sono risorse umane da sfruttare al meglio. Ma \u00e8 anche un allenatore moderno che applica alla sua squadra un concetto chiaro di gioco e un&#8217;identit\u00e0 precisa. Invece di applicare al suo calcio la filosofia &#8220;tante idee ma confuse&#8221;, Mandorlini \u00e8 della scuola &#8220;poche idee ma chiare&#8221;. In questi anni a Verona ha sempre giocato col 4-3-3, ma con diverse varianti. Non \u00e8 sempre stato il solito Verona. A volte ha tenuto tanto il pallone, a volte \u00e8 ripartito con brucianti contropiede, a volte \u00e8 arrivato al gol con i cross, a volte con il gioco a terra.<\/p>\n<p>Quest&#8217;anno, pare, il Verona mirer\u00e0 ad avere un possesso palla pi\u00f9 alto. Marquez, giustamente, sar\u00e0 l&#8217;uomo da cui iniziare l&#8217;azione. Toni il terminale offensivo, ma forse meno esclusivo rispetto alla passata stagione. Gran parte del nuovo Verona e del suo gioco verter\u00e0 su come gli esterni si adatteranno a Mandorlini e alla sua idea di 4-3-3 e viceversa. Se il tecnico si aspetta da Saviola e da Nico Lopez lo stesso lavoro garantito da Iturbe e Gomez, beh state sicuri che i due assieme giocheranno poco. Per come la vedo io, o gioca uno o gioca l&#8217;altro. E solo in alcuni frangenti della partita e soprattutto dopo opportuni rodaggi andranno a coesistere con Toni per un Verona tutto trazione anteriore. Gi\u00e0 l&#8217;anno scorso quando paventavo a Mandorlini l&#8217;idea di giocare con Toni e Cacia e magari un trequartista la sua risposta fu: &#8220;E poi chi torna a coprire?&#8221;. Infatti quella soluzione non decoll\u00f2 mai.<\/p>\n<p>Per\u00f2 c&#8217;\u00e8 anche da dire che questo Verona \u00e8 pi\u00f9 solido dietro. Ha messo su centimetri e peso con Tachtsidis, che sempre di pi\u00f9 appare come il perno centrale da cui dipender\u00e0 il futuro tattico della squadra. E Obbadi (ancora pi\u00f9 di Hallfredsson che conosciamo bene nei suoi pregi e nei suoi difetti), avr\u00e0 meno compiti di percussione rispetto a Romulo che era invece quasi una vera e propria ala destra in certi frangenti.<\/p>\n<p>Come sempre, insomma, e come diceva Bagnoli, gli uomini conteranno pi\u00f9 dei moduli. Il resto tocca a Mandorlini. Che non ha un compito facile. Per vedere il vero Verona e capire qualcosa di questa squadra prevedo una decina di partite. Solo dopo tireremo opportune considerazioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dice Mandorlini (e con qualche ragione&#8230;) che da nessuna parte si parla del modulo come a Verona. In effetti a volte il dibattito si focalizza troppo su quell&#8217;espressione numerica (4-4-2, 4-3-3, 3-5-2) che vuol dire qualcosa ma non vuol dire tutto. 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