{"id":298,"date":"2009-10-29T11:25:00","date_gmt":"2009-10-29T11:25:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=9FF05F70-5056-8F05-E4069BA220C768BA"},"modified":"2009-10-29T11:25:00","modified_gmt":"2009-10-29T11:25:00","slug":"CITTASTATO","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/gianluca-vighini\/2009\/10\/29\/CITTASTATO\/","title":{"rendered":"CITTA&#8217;-STATO"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;Perch&egrave; mai una partita con il Pescina deve portare allo stadio 14.665 persone? Qual &egrave; il motivo che ci induce a seguire in migliaia la nostra squadra quando gioca a Reggio Emilia, piuttosto che a Ravenna? E perch&egrave; il Verona si indentifica perfettamente con la nostra citt&agrave;, sino a ricevere le stesse critiche socio-politiche fatte ai veronesi?<\/p>\n<p>Ho trovato una straordinaria risposta a queste domande in una bella intervista contenuta in uno speciale fatto da Sky Sport sulla tifoseria del Liverpool. Il reportage si chiama &quot;Un altro giorno di gloria&quot; se ne avete la possibilit&agrave; vi consiglio di guardarlo.<\/p>\n<p>L&#8217;intervista &egrave; stata fatta ad un tifoso sfegatato del Liverpool che spiegava perch&egrave; quella dei &quot;Reds&quot; non &egrave; una tifoseria normale, cos&igrave; come il Liverpool non &egrave; n&egrave; sar&agrave; mai una squadra &quot;normale&quot;.<\/p>\n<p>Facendo una straordinaria analisi sociologica, il tifoso del Liverpool spiegava in sintesi che:<\/p>\n<p>1) Liverpool &egrave; una citt&agrave; anomala dell&#8217;Inghilterra. In questa citt&agrave; ci si sente meno inglesi che altrove. Ancora di pi&ugrave;: la nazionale inglese, venerata in molte zone dell&#8217;Inghilterra, non &egrave; qui un riferimento. Il riferimento vero e proprio &egrave; il Liverpool, la vera &quot;nazionale&quot; per la citt&agrave; e i suoi abitanti.<\/p>\n<p>2) Proprio per questa sua peculiarit&agrave; Liverpool pu&ograve; essere definita in un certo senso una citt&agrave;-stato. Una citt&agrave;, cio&egrave;, indipendente, con forti spinte autonomiste, poco legata al contesto nazionale, ma anche regionale, dove appunto, in via identificativa, la squadra di calcio diventa l&#8217;emblema principe.<\/p>\n<p>3) Le &quot;bandiere&quot; cio&egrave; i giocatori pi&ugrave; amati, sono appunto quelli che hanno sposato la causa-Liverpool. Non necessariamente i pi&ugrave; forti. Owen, ad esempio, a parte il fatto che ora veste la maglia dell&#8217;odiato Manchester United, non &egrave; mai diventato un simbolo proprio perch&egrave; metteva la nazionale inglese e non il Liverpool al vertice delle sue priorit&agrave;.<\/p>\n<p>4) L&#8217;andare a Anfiel Road, cio&egrave; il Tempio del calcio in assoluto, &egrave; dunque un fattore ereditario. Gli abbonamenti passano di padre in figlio e se non sei di Liverpool &egrave; praticamente impossibile trovare posto l&igrave;.&nbsp;<\/p>\n<p>Credo che le analogie con Verona siano moltissime. Anche Verona &egrave; una citt&agrave; anomala. Non &egrave; lombarda, ma forse nemmeno veneta se il riferimento veneto &egrave; Venezia. E&#8217; un crocevia che si appoggia su un territorio &nbsp;che va dalla pianura, alla montagna, passando dal Lago. E&#8217; insomma, una moderna citt&agrave;-stato, che trova di conseguenza la sua massima espressione nella squadra veronese, l&#8217;Hellas Verona, appunto.<\/p>\n<p>Ecco allora che si spiegano quelle 14.665 persone di luned&igrave; sera a guardare Verona-Pescina. Perch&egrave; non &egrave; l&#8217;avvenimento che attira, non &egrave; lo spettacolo, ma il fatto di testimoniare la propria presenza quando gioca la &quot;nazionale-veronese&quot;, l&#8217;emblema e il simbolo della nostra citt&agrave;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;Perch&egrave; mai una partita con il Pescina deve portare allo stadio 14.665 persone? Qual &egrave; il motivo che ci induce a seguire in migliaia la nostra squadra quando gioca a Reggio Emilia, piuttosto che a Ravenna? 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