{"id":3582,"date":"2017-02-24T09:34:28","date_gmt":"2017-02-24T08:34:28","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/gianluca-vighini\/?p=3582"},"modified":"2017-02-24T09:35:18","modified_gmt":"2017-02-24T08:35:18","slug":"haters","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/gianluca-vighini\/2017\/02\/24\/haters\/","title":{"rendered":"HATERS"},"content":{"rendered":"<p>Premessa: un tifoso ha tutto il diritto di criticare. Ma mi chiedo: fino a che punto questa critica pu\u00f2 spingersi senza cadere nell&#8217;autolesionismo? Nell&#8217;epoca dei social e degli haters di professione la questione \u00e8 di pressante attualit\u00e0. Il dibattito si \u00e8 spostato dai bar alle pagine di facebook che grondano insulti e giudizi senza un domani. Vengono attaccate etichette che a volte puzzano di strumentalizzazione.<\/p>\n<p>Fazioni si affrontano cercando di avere ragione le una sulle altre. Per anni abbiamo discusso su Mandorlini. Per alcuni un semidio, per altri un incapace. La discussione ha fagocitato le nostre anime, fino a farci dimenticare l&#8217;obiettivo finale che dovrebbe essere solo e sempre l&#8217;Hellas Verona. Ancora oggi l&#8217;argomento resiste. Ma \u00e8 solo un esempio. Ne faccio un altro: nulla e nessuno faranno cambiare idea su Bianchetti. E&#8217; stato battezzato &#8220;brocco&#8221; e tale rester\u00e0 fino alla fine dei tempi. Non voglio difenderlo, ma mi d\u00e0 fastidio la critica preventiva.<\/p>\n<p>Bianchetti sbaglia spesso, non ha un grande carattere n\u00e8 una grande personalit\u00e0, di certo non lo aiuta leggere certi giudizi. Lo so, direte: \u00e8 un professionista, fa parte del gioco. E&#8217; vero: ma \u00e8 un uomo e non tutti abbiamo il famoso pelo sullo stomaco e un super ego nella nostra coscienza. A volte una pacca sulla spalla pu\u00f2 fare miracoli.<\/p>\n<p>Potremo continuare: Pecchia \u00e8 passato dall&#8217;essere un nuovo Van Gaal allo status di &#8220;coglione&#8221;. Senza passare dal via, come a Monopoli (il gioco, non la citt\u00e0). E magari qualcuno non aspettava altro per dimostrare di avere ragione.<\/p>\n<p>Di esempi ne abbiamo tantissimi e nessuno come un tifoso del Verona dovrebbe saperlo. Ci fu una gara, mi pare contro il Gubbio, in cui Nicola Ferrari, schierato a sorpresa da Mandorlini come titolare, venne fischiato non a fine partita ma durante la lettura delle formazioni. La famosa critica preventiva. Gi\u00e0 i social grondavano di insulti per Nicola, quei fischi potevano ammazzarlo. Nicola \u00e8 un trentino tenace, segn\u00f2 un gol in mezza rovesciata e da l\u00ec in poi inizi\u00f2 il suo riscatto. Pian piano tutti noi iniziammo a vederlo sotto una luce diversa. E divenne Iron Nick, l&#8217;uomo che ci tir\u00f2 fuori dalla palude della Lega Pro, successivamente idolatrato magari anche dagli stessi haters che hanno questa facilit\u00e0 di spostare il loro tiro. Un po&#8217; come fanno le banderuole che indicano da che parte tira il vento. Ma cos\u00ec \u00e8 troppo facile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Premessa: un tifoso ha tutto il diritto di criticare. Ma mi chiedo: fino a che punto questa critica pu\u00f2 spingersi senza cadere nell&#8217;autolesionismo? Nell&#8217;epoca dei social e degli haters di professione la questione \u00e8 di pressante attualit\u00e0. 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