{"id":3876,"date":"2017-06-16T15:57:20","date_gmt":"2017-06-16T13:57:20","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/gianluca-vighini\/?p=3876"},"modified":"2017-06-16T15:58:02","modified_gmt":"2017-06-16T13:58:02","slug":"le-bandiere-non-esistono-piu-ma-le-maglie-si","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/gianluca-vighini\/2017\/06\/16\/le-bandiere-non-esistono-piu-ma-le-maglie-si\/","title":{"rendered":"LE BANDIERE NON ESISTONO PIU&#8217;. MA LE MAGLIE SI&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>Fa un po&#8217; sorridere che i milanisti ora piangano sul latte versato. Cio\u00e8 su Gigio Donnarumma che se ne va. Fa ridere perch\u00e8 nessuno pi\u00f9 del Milan e di Berlusconi hanno creato questo calcio. Lo chiamano calcio moderno, cio\u00e8 il calcio dello show business dove un attaccante si sposa sotto gli ombrellini bianchi per non farsi vedere dai fotografi (pare che si sia lo zampino della signora Pazzini dietro la trovata&#8230;). Raiola per anni ha fatto affari con il geometra Galliani e finch\u00e8 portava Ibrahimovic era un santo. Oggi \u00e8 il male del calcio. Cio\u00e8 dello stesso calcio s-venduto alle televisioni a pagamento che ha svuotato gli stadi. Le bandiere non esistono pi\u00f9, s&#8217;\u00e8 detto per anni. E&#8217; lo show business, bellezza.<\/p>\n<p>A Verona lo sappiamo da tempo. Passati i tempi di Zigo e Elkjaer, ma anche di Chiampan che non volle vendere Di Gennaro al Milan, le bandiere le abbiamo ammainate. I giocatori fanno i loro interessi, \u00e8 legittimo, dovrebbero solamente evitare di baciare maglie o fare proclami di amore eterno. E i tifosi (cos\u00ec come i giornalisti, il sottoscritto in primis&#8230;) dovrebbero imparare a farsi prendere un po&#8217; meno in giro.<\/p>\n<p>Se non esistono pi\u00f9 i giocatori-bandiera, dunque, cos&#8217;\u00e8 una squadra di calcio? Un circo ambulante che allestisce uno spettacolo quindicinale in una citt\u00e0 o c&#8217;\u00e8 ancora un trasporto romantico, un&#8217;Idea che va al di l\u00e0 del puro show? Io credo che la squadra sia l&#8217;espressione di una comunit\u00e0. E che come tale vada tutelata e rispettata. Niente e nessuno come noi veronesi, conosce il valore della nostra squadra dove si esprime il nostro essere, dove tutti i tifosi sono uguali, dove si azzerano le differenze di classe e di reddito. Un grande gioco popolare che poi non \u00e8 solo un gioco. I calciatori sono professionisti che, pagati, devono, nel periodo in cui giocano per il Verona, mettere in campo tutta la loro professionalit\u00e0. Mentre la societ\u00e0 \u00e8 quella che maggiormente deve &#8220;tutelare&#8221; l&#8217;identit\u00e0 dei suoi tifosi.<\/p>\n<p>A iniziare dal simbolo per antonomasia: la maglietta, la divisa, o se volete il &#8220;jersey&#8221; come addetti al marketing inglesizzati da un corso al Cepu, le chiamano. Nulla dovrebbe essere pi\u00f9 tutelato, amato, custodito, curato di quel simbolo. Che invece, purtroppo negli ultimi anni ha subito da questo punto di vista una vera e propria &#8220;profanazione&#8221; fino a mutare il colore autentico del gonfalone in un arancione-nero che ha tramutato i nostri calciatori &#8220;non bandiera&#8221; in carnevalesche api. Ecco: le bandiere non esistono pi\u00f9, ma le maglie s\u00ec. Salviamo almeno quelle&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fa un po&#8217; sorridere che i milanisti ora piangano sul latte versato. Cio\u00e8 su Gigio Donnarumma che se ne va. 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