{"id":401,"date":"2010-02-17T11:21:00","date_gmt":"2010-02-17T11:21:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=DB95620B-5056-8F05-E4B1B65C4BBEF8C9"},"modified":"2010-02-17T11:21:00","modified_gmt":"2010-02-17T11:21:00","slug":"UN-UOMO-SOLO-AL-COMANDO","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/gianluca-vighini\/2010\/02\/17\/UN-UOMO-SOLO-AL-COMANDO\/","title":{"rendered":"UN UOMO SOLO AL COMANDO"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;Un anno fa Martinelli salv&ograve; il Verona dal fallimento. In tredici mesi, il presidente di Castelnuovo ha &quot;risanato&quot; il bilancio e costruito una squadra fortissima, lanciata verso la serie B. Ha speso tanto, tantissimo. Perch&egrave; i tempi lo richiedevano e perch&egrave; la priorit&agrave; numero uno era di uscire da questa assurda categoria. E&#8217; ora, per&ograve;, di chiedersi che futuro avr&agrave; il Verona, quanti soldi Martinelli dovr&agrave; ancora sborsare e soprattutto se non &egrave; ora che Verona, la ricchssima Verona, pur in tempi di grave crisi economica, non s&#8217;impegni fattivamente e solidamente per supportare la societ&agrave; scaligera e il presidente.<\/p>\n<p>Il Verona, e non temo smentite, &egrave; stato &quot;abbandonato&quot; a se stesso per troppi anni. Altre realt&agrave; venivano concretamente supportate mentre l&#8217;Hellas sembrava vivere ai tempi della peste di manzoniana memoria. Nessuno si avvicinava. Per due motivi essenzialmente. Il primo: i dirigenti dell&#8217;epoca non davano a eventuali partners sufficienti garanzie. Il secondo: si dava la colpa alla tifoseria (o una parte di essa), dipingendola becera, violenta e razzista. Questo alibi &egrave; stato abilmente fomentato anche dagli stessi dirigenti che guidavano il Verona e che volevano in tal modo spiegare i loro insuccessi sportivi e la nascondere la loro malafede.<\/p>\n<p>Perseguendo un disegno che avrebbe dovuto portare ad una sola squadra, la citt&agrave; che conta ha lasciato che il Verona affondasse. Solo l&#8217;incredibile attaccamento della sua gente ha permesso di invertire questa strada che era gi&agrave; segnata. Una vera e propria Diga umana davanti ai progetti di fusione. Se anche l&#8217;ultimo tassello fosse stato sistemato, esasperando la gente del Bentegodi e tenendola fuori dallo stadio, oggi non ci sarebbe il Verona primo in Lega Pro.<\/p>\n<p>Forse anche Martinelli, prima di entrare nel Verona aveva pensato che questo fosse il disegno migliore. Una sola squadra, quattrini garantiti dalle televisioni, il posizionamento nella geopolitica calcistica a ridosso delle grandi. Il disegno si &egrave; interrotto per&ograve; bruscamente e ancora per merito dell&#8217;amore immenso dei tifosi che si sono messi di traverso a qualsiasi &quot;porcata&quot; di questo tipo. Martinelli ha cos&igrave; scelto di riportare il Verona in alto. Da solo. Per adesso. Ma credo sia arrivato il momento di scoprire le carte e vedere se quella famosa &quot;citt&agrave; che conta&quot; &egrave; ancora convinta che la fusione fosse la strada migliore e che ora lasci Martinelli &quot;abbandonato&quot; a se stesso per dimostrargli che quella era la cosa migliore da fare. Una vergogna non riscontrabile in nessuna citt&agrave;. Martinelli va affiancato. Ognuno secondo le sue possibilit&agrave;. Altrimenti stavolta, tutti (politici e imprenditori) dovranno fare i conti con i quindicimila irriducibili del Bentegodi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;Un anno fa Martinelli salv&ograve; il Verona dal fallimento. 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