{"id":4824,"date":"2018-10-06T00:33:43","date_gmt":"2018-10-05T22:33:43","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/gianluca-vighini\/?p=4824"},"modified":"2018-10-06T00:33:43","modified_gmt":"2018-10-05T22:33:43","slug":"aiuto-il-verona-si-e-gia-smarrito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/gianluca-vighini\/2018\/10\/06\/aiuto-il-verona-si-e-gia-smarrito\/","title":{"rendered":"AIUTO: IL VERONA SI E&#8217; GIA&#8217; SMARRITO"},"content":{"rendered":"<p>Il Verona si \u00e8 gi\u00e0 perso. In un turbinio di moduli, giocatori, centrocampisti, doppioni. Perso nei meandri delle scelte astruse del proprio allenatore, capace di far diventare fenomeni due discrete squadre di serie B. Un Verona anestetizzato da dichiarazioni politicamente corrette, ma che non accendono pi\u00f9 la passione. Il Verona si \u00e8 perso a Salerno e non ha ritrovato la strada contro il Lecce. Dobbiamo migliorare, ripete come un mantra Fabio Grosso (nuovo tormentone che sostituisce il &#8220;siamo in crescita&#8221; di Pecchia), \u00a0i cui limiti di lettura della partita stanno diventando macigni sulla strada della serie A, in cui l&#8217;abbondanza della rosa fa a pugni con le scelte, in cui pi\u00f9 in generale, manca l&#8217;atteggiamento, la rabbia, la cattiveria. Chiamare in causa la sfortuna \u00e8 da perdenti.<\/p>\n<p>Il Verona deve piangere perch\u00e9 non segna e perch\u00e9 prende gol da polli. Perch\u00e9 fa una fase difensiva all&#8217;acqua di rose, perch\u00e9 soffre le verticalizzazioni degli avversari, perch\u00e9 crossa cento volte ma nessuno di quei cross \u00e8 di qualit\u00e0 e perch\u00e9 tiene i suoi uomini migliori in panchina. Grosso stasera doveva venire in sala stampa con la bava alla bocca, doveva farci vedere la sua rabbia, quella che dovrebbe trasmettere ai suoi giocatori. Invece la sua conferenza sembra tarata sulla modalit\u00e0 &#8220;dobbiamo migliorare&#8221; &#8220;abbiamo creato molto&#8221; e non d\u00e0 una spiegazione che sia una al perch\u00e9 il Verona che dovrebbe &#8220;ammazzare&#8221; il campionato grazie al suo paracadute milionario (certo lo ricordiamo perch\u00e9 \u00e8 impossibile dimenticarlo nel metro del giudizio&#8230;) perde due a zero in casa contro il Lecce.<\/p>\n<p>Il Verona non ha anima, che \u00e8 dote differente dal gioco, non ha cattiveria, non ha il sacro fuoco. Grosso ha voluto imporre il suo metodo di lavoro. Allenamenti lontani dalla gente, praticamente tutti a porte chiuse (da quando l&#8217;Hellas \u00e8 tornato dal ritiro le sedute a porte aperte si contano sulle dita di una mano) privandosi del valore aggiunto che una provinciale come il Verona pu\u00f2 vantare: l&#8217;entusiasmo dei suoi meravigliosi tifosi. Che non si crea con le parole, gli slogan inglesizzati, i media event di plastica e solo con la stampa amica ammessa.<\/p>\n<p>Si chiedeva a Setti quest&#8217;estate una netta dicotomia con lo schifo che ci era stato propinato. Lo chiedeva la Sud a cui venne ribattuto che nessuno avrebbe imposto le scelte. E cos\u00ec \u00e8 stato promosso come ds il braccio destro di Fusco, l&#8217;invisibile Tony D&#8217;Amico ed \u00e8 arrivato il suo amico Grosso da Bari, eliminato ai play off dal Cittadella. Sufficiente per dimenticare il passato? No: perch\u00e9 lo schema di lavoro \u00e8 esattamente lo stesso della precedente gestione. Sono cambiati solo i nomi, ma tutto \u00e8 riconducibile a ci\u00f2 che ha creato la pi\u00f9 grande disaffezione che si sia mai vissuta a Verona. \u00a0La coppia di amici Fusco-Pecchia \u00e8 stata sostituita dalla coppia D&#8217;Amico-Grosso. Questo \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 accaduto, in mezzo c&#8217;\u00e8 stata una campagna acquisti al risparmio (i migliori sono tutti parametri zero, arrivati dai fallimenti di Cesena e Bari) e molte plusvalenze. Nel frattempo Setti che solo qualche mese prima aveva umilmente spiegato ai veronesi di essere unicamente mosso da passione calcistica, ha acquistato il Mantova. Un cortocircuito comunicativo che non ha eguali.<\/p>\n<p>Nonostante questo per la bassa qualit\u00e0 del campionato di serie B, il Verona \u00e8 competitivo. Ma non \u00e8 una squadra. Non ancora. \u00a0La gara con il Crotone, a questo punto, va letta come una felice eccezione. In mezzo tante partite confusionarie, una vinta a tavolino, due perse in modo sciagurato. Eppure ritrovare la diritta via non deve essere cos\u00ec difficile. Basta fare mosse logiche, abbandonare le rotazioni insensate, trovare e mantenere un&#8217;identit\u00e0 di uomini e di moduli, mettere in campo quelli bravi. E trovare una testa, una societ\u00e0, uomini che ci rimettano passione. Quella vera. Quella per l&#8217;Hellas Verona.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Verona si \u00e8 gi\u00e0 perso. In un turbinio di moduli, giocatori, centrocampisti, doppioni. Perso nei meandri delle scelte astruse del proprio allenatore, capace di far diventare fenomeni due discrete squadre di serie B. Un Verona anestetizzato da dichiarazioni politicamente corrette, ma che non accendono pi\u00f9 la passione. 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