{"id":57,"date":"2009-11-22T21:01:00","date_gmt":"2009-11-22T21:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=1D902123-5056-8F05-E4EE4F1E5D92D5FF"},"modified":"2009-11-22T21:01:00","modified_gmt":"2009-11-22T21:01:00","slug":"RAFAEL-CHIAMATE-LA-NEURODELIRI","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/gianluca-vighini\/2009\/11\/22\/RAFAEL-CHIAMATE-LA-NEURODELIRI\/","title":{"rendered":"RAFAEL: CHIAMATE LA NEURODELIRI"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;Che cosa sia successo a Rafael in quei venti secondi &egrave; da trattato di psichiatria. Il nostro portiere, umile e timido durante le interviste, con quella sua voce sempre sussurata e gentile, &egrave; diventato una bestia dopo aver preso il gol su rigore. In questi casi si dice che ti si chiuda la vena che porta il sangue al cervello e che non ragioni pi&ugrave;.<\/p>\n<p>Chi ha giocato a calcio sa che sono cose che possono capitare, quando sei in campo e la tensione agonistica &egrave; al massimo e l&#8217;adrenalina ti scarica addosso la sua energia. E&#8217; successo a tutti, campioni e no. Altrimenti non si spiegherebbe la testata di Zidane a Materazzi durante una finale mondiale. Rafael &egrave; impazzito per venti secondi, la stessa follia che lo aveva portato a uscire dalla porta durante la gara con la Ternana, facendoci impazzire (a nostra volta) di gioia.&nbsp;<\/p>\n<p>E&#8217; un episodio come ha detto Remondina, ne possiamo parlare se volete, ma secondo me, non ne caveremo un ragno dal buco. Piuttosto &egrave; pi&ugrave; utile analizzare che cosa sia successo al Verona in quei quindici minuti del secondo tempo, in cui i giocatori dell&#8217;Hellas sembravano essere parenti lontani di quelli che aveva dominato il primo tempo. &nbsp;E&#8217; in questo lasso di tempo che si &egrave; creata la situazione che poi ha compromesso il match.<\/p>\n<p>Mi chiedo se in quel frangente di difficolt&agrave;, anche per stemperare un po&#8217; il nervosismo che iniziava ad affluire, Remondina non potesse fare qualcosa dalla panca. Un segnale, magari, per far capire ai suoi ragazzi che la gara era sempre nelle nostre mani.<\/p>\n<p>Non avrei visto male un cambio di modulo, un passaggio al 4-4-2, togliendo Rantier (il pi&ugrave; nervoso, tanto &egrave; vero che la rissa &egrave; stata innescata da lui) e inserendo Garzon, pi&ugrave; abile anche nel gestire questi momenti di difficolt&agrave;.<\/p>\n<p>E&#8217; un peccato che il Verona non abbia vinto questa gara che era gi&agrave; nelle sue mani. Stasera saremo qui a parlare di un unico e solitario protagonista del torneo e di squadra in fuga. Poich&egrave; amiamo la sofferenza come essenza del nostro stesso essere dell&#8217;Hellas Verona, continuiamo invece il nostro cammino di espiazione verso la serie B.<\/p>\n<p>Convinti comunque, che con tre giocatori come Cangi, Berrettoni e Pugliese, quelli visti quando siamo rimasti in nove, nessun traguardo ci &egrave; precluso. Anzi, se proprio questa partita ci doveva dire qualcosa di buono, adesso sappiamo anche che questa squadra, oltre a qualche matto, pu&ograve; contare su gente con attributi grandi cos&igrave;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;Che cosa sia successo a Rafael in quei venti secondi &egrave; da trattato di psichiatria. Il nostro portiere, umile e timido durante le interviste, con quella sua voce sempre sussurata e gentile, &egrave; diventato una bestia dopo aver preso il gol su rigore. 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