{"id":6019,"date":"2022-04-07T18:08:15","date_gmt":"2022-04-07T16:08:15","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/gianluca-vighini\/?p=6019"},"modified":"2022-04-07T18:08:15","modified_gmt":"2022-04-07T16:08:15","slug":"il-silenzio-di-ciccio-mascetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/gianluca-vighini\/2022\/04\/07\/il-silenzio-di-ciccio-mascetti\/","title":{"rendered":"IL SILENZIO DI CICCIO MASCETTI"},"content":{"rendered":"\n<p>A Ciccio non serviva parlare. Soprattutto quando aveva davanti l&#8217;Osvaldo. Uno che parlava pochissimo, l&#8217;altro ancora meno. Eppure si capivano. Sceglievano i loro ragazzi con cura, pezzo per pezzo, prima per caratteristiche tecniche, poi per carattere. I bomber li scovavano sul Panini. Se nelle statistiche uno andava sempre in doppia cifra, vuol dire che non ti puoi sbagliare. L&#8217;algoritmo prima dell&#8217;algoritmo. Ciccio era sempre l\u00ec, elegante, come in campo, persino austero, intelligente, fine di testa, anche furbo. Il capitano del Verona, l&#8217;otto sulla schiena, l&#8217;uomo che frenava le mattane del Zigo e del Commenda Saverio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora sia chiaro: centrocampisti come Mascetti oggi ce li sogniamo. Nel calcio di oggi uno cos\u00ec giocherebbe stabile nel Liverpool di Klopp e prenderebbe 40 milioni di euro all&#8217;anno. Aveva il fosforo nei piedi, la giocata pulita, la voglia di sacrificarsi e di ripartire, il tiro, l&#8217;assist, il gol. Era un lusso per il Verona. In pi\u00f9 rappresentava lo spogliatoio, metteva in riga i pi\u00f9 riottosi, si faceva rispettare. Divenne ds ma era un po&#8217; anche team manager, factotum della societ\u00e0, confidente e cuscinetto. Il miglior compagno per Bagnoli che non era mica farina da far ostie come si crede, sbagliando. <\/p>\n\n\n\n<p>Zaso era uno che se piantava un chiodo facevi fatica a farglielo togliere. Dirceu non lo voleva proprio, per esempio, serv\u00ec tutta l&#8217;abilit\u00e0 diplomatica del Ciccio per farglielo andar gi\u00f9. Morale: Gibellini se ne and\u00f2, Zaso sacrific\u00f2 anche il pupillo Guidolin, restarono Dirceu e Nico, il Verona era uno spettacolo per chi lo guardava, ragazzino, dagli spalti come me.<\/p>\n\n\n\n<p>Mascetti c&#8217;era sempre fino a quando cap\u00ec che era tempo di andare. Lavor\u00f2 a Roma dove cerc\u00f2 di imporre la pacatezza in un ambiente di esauriti. Port\u00f2 l\u00e0 Damiano Tommasi e lanci\u00f2 il giovane Totti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ciccio parlava poco, giusto per spiegare le cose come stavano ai romanisti in perenne rivoluzione. Fu anche a Bergamo, all&#8217;Atalanta, e un po&#8217; ma solo un po&#8217; gli deve essere sembrato di stare a casa sua, a Verona.<\/p>\n\n\n\n<p>A Verona aveva sposato Emanuela, la sorella della nostra Simonetta. E poi c&#8217;erano Matteo e Matilde, i due figli, le nipoti, la famiglia, gli ex giallobl\u00f9, Bagnoli e il presidente Chiampan. Una maledetta malattia, di quelle che ti mangiano l&#8217;anima e la coscienza ancor prima del corpo, ha cominciato a dilaniarlo. Ecco perch\u00e9 non lo vedevamo pi\u00f9 in giro. Se n&#8217;\u00e8 andato, quasi per togliere il disturbo, con la solita discrezione. <\/p>\n\n\n\n<p>Il suo silenzio, da oggi, \u00e8 pesantissimo da sopportare. Ma sappiamo che il Ciccio, per noi che lo abbiamo visto, apprezzato e conosciuto, vivr\u00e0 per sempre nel nostro cuore giallobl\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Ciccio non serviva parlare. Soprattutto quando aveva davanti l&#8217;Osvaldo. Uno che parlava pochissimo, l&#8217;altro ancora meno. Eppure si capivano. Sceglievano i loro ragazzi con cura, pezzo per pezzo, prima per caratteristiche tecniche, poi per carattere. I bomber li scovavano sul Panini. 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