{"id":6246,"date":"2023-12-01T11:22:38","date_gmt":"2023-12-01T10:22:38","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/gianluca-vighini\/?p=6246"},"modified":"2023-12-01T11:22:39","modified_gmt":"2023-12-01T10:22:39","slug":"setti-il-verona-e-quella-disaffezione-pericolosa-che-non-si-riesce-piu-a-fermare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/gianluca-vighini\/2023\/12\/01\/setti-il-verona-e-quella-disaffezione-pericolosa-che-non-si-riesce-piu-a-fermare\/","title":{"rendered":"SETTI, IL VERONA E QUELLA DISAFFEZIONE PERICOLOSA CHE NON SI RIESCE PIU&#8217; A FERMARE"},"content":{"rendered":"\n<p>Leggo su Repubblica una bella intervista a Paolo Maldini, bandiera del Milan, &#8220;scaricato&#8221; dal fondo d&#8217;investimento proprietario della societ\u00e0 rossonera. Spiega Maldini: &#8220;Ci sono persone che sono di passaggio in istituzioni come il Milan, nel mondo dei club di calcio di profilo internazionale, e che non hanno un reale rispetto della sua identit\u00e0 e della sua storia. Non sono incaricate e non si muovono per dare una visione per le nuove generazioni di tifosi. Spesso sono manager che vengono a lavorare in un grande club di grande prestigio e popolarit\u00e0 anche per migliorare il proprio curriculum e poi andare da un\u2019altra parte. Per contro, invece, ci sono persone che hanno a cuore tutte queste cose, molto pi\u00f9 a lungo termine e molto pi\u00f9 legate agli ideali che il club, nel corso della sua storia, ha insegnato a tanti, sul campo e fuori. Purtroppo, nel calcio professionistico moderno, la popolazione della prima tipologia di persone sta diventando sempre pi\u00f9 numerosa. Io credo che bisognerebbe tenersi stretto chi \u00e8 portatore di ideali e orienta il proprio lavoro per salvaguardarne valori e identit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Le parole di Maldini mi hanno fatto riflettere: non tanto sul Milan, ma sul Verona, la squadra della nostra citt\u00e0. Che cos&#8217;\u00e8 oggi il Verona, quale impianto &#8220;ideologico&#8221; promuove, quali sono i suoi obiettivi, esiste un &#8220;appeal&#8221; nei confronti delle nuove generazioni, distratte da altre squadre, sport, campioni?<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo la verit\u00e0 \u00e8 che non esiste nulla di tutto questo. La gestione Setti ha allontanato in maniera tragica la massa dei fans dall&#8217;Hellas. Il Verona, per carit\u00e0, resta un importantissimo asset della citt\u00e0, ancora oggi uno dei biglietti da visita di Verona, ma quasi completamente &#8220;spogliato&#8221; di ogni romanticismo, che sopravvive nel cuore e nella mente di ogni singolo tifoso ma che non riesce a trovare pi\u00f9 nella societ\u00e0 scaligera il motore primo di questo incredibile amore.<\/p>\n\n\n\n<p>La squadra, cio\u00e8 l&#8217;asset sportivo se vogliamo parlare con il linguaggio del manager, \u00e8 lontanissimo da ogni tifoso. Si allena isolata, lontana dagli occhi e dal cuore di chi la sostiene poi alla domenica allo stadio. La disaffezione \u00e8 evidente. Non esiste un minimo contatto diretto con il giocatore che non si abbevera delle emozioni dei tifosi, della loro carica, anche del loro malumore. Spesso le prestazioni in campo non ricalcano il calore dello stadio, la passione del veronese.<\/p>\n\n\n\n<p>Ridurre poi il calcio e soprattutto il Verona ad un arido ambito commerciale, dedito a bilanci, plusvalenze ha creato una mentalit\u00e0 distorta persino nel tifoso pi\u00f9 romantico. Basta scorrere un qualsiasi social in tempo di calcio mercato per capire che ormai anche il tifoso sia permeato da valori che sono lontani dal sogno sportivo di creare cio\u00e8 sempre una grande squadra o comunque la migliore possibile. Si parla di quotazioni, di formule, di cessioni ancora prima che di campioni o futuri campioni che possano rafforzare quella squadra. La mancanza di emozioni di Setti, sempre freddo sugli spalti quanto glaciale quando deve cedere un giocatore, persino quelli giovani, ha creato un ulteriore scollamento. Non ci pu\u00f2 innamorare di un giocatore perch\u00e9 puntale arriva l&#8217;inevitabile cessione che tra l&#8217;altro mai porta a creare qualcosa di pi\u00f9 importante, di alzare il livello, come magari \u00e8 successo all&#8217;Atalanta. Si vende per sopravvivere, vivacchiare, per salvarsi, senza ambizione, senza sognare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Verona non ha un grande campione di riferimento, non ha una bandiera. Non appena un giovane calciatore riesce ad esplodere viene ceduto, sull&#8217;altare del bilancio e della plusvalenza. Ma come fa un ragazzino ad innamorarsi senza questi riferimenti? Tutti noi, che abbiamo avuto la fortuna di vivere i meravigliosi anni &#8217;80 nella nostra adolescenza, avevamo sui muri delle nostre camerette i posters dei nostri campioni preferiti. Personalmente dormivo tra Elkjaer e Fanna che accompagnavano i miei sogni notturni. Ma oggi, un ragazzino chi potrebbe avere come &#8220;mito&#8221;? Jorginho, ceduto a gennaio? Simeone, ceduto ai primi gol? Caprari, svenduto al Monza? <\/p>\n\n\n\n<p>Maldini tocca poi un altro aspetto, non meno secondario. Quello dei manager che vengono, passano, a volte distruggono, molto spesso &#8220;mangiano&#8221;. Ne abbiamo viste a decine a Verona. Gente che, tranne eccezioni, non ha dato nulla, semmai tolto. Nel Verona non esiste praticamente nessuno che incarni veramente la storia dell&#8217;Hellas Verona, che sappia tramandare quello spirito. Setti non conosceva nemmeno la storia della sua societ\u00e0 e volutamente ha sempre allontanato dai ruoli chiave chi incarnava quello spirito. Lasciamo stare gli incarichi di facciata, come la presidenza onoraria di Osvaldo Bagnoli, che sono serviti pi\u00f9 a mettersi l&#8217;anima in pace proprio per ribattere a questa accusa, che a dare veramente un senso di appartenenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Setti \u00e8 figlio del calcio moderno, di quel calcio che in Italia sta sempre pi\u00f9 precipitando verso il baratro. Non gliene faccio una colpa. A livelli di risultati resto convinto sia uno dei migliori presidenti avuti da trent&#8217;anni a questa parte, ma \u00e8 indubbio che mai il Verona squadra e la citt\u00e0 siano stati cos\u00ec distanti. Ed \u00e8 un gioco pericoloso. Non pensare ai giovani, ai futuri tifosi, alle nuove generazioni, porter\u00e0 ad una desertificazione del Bentegodi, ad un impoverimento del valore della societ\u00e0, ad un ridimensionamento del fenomeno. Oggi l&#8217;Hellas \u00e8 ancora vivo e vegeto perch\u00e9 vi sono generazioni che lo tengono in vita, che ne animano ancora la discussione, che ne custodiscono gelosamente tradizioni, vittorie e sconfitte. <\/p>\n\n\n\n<p>Sono temi che alla vigilia di un futuro passaggio di consegne della societ\u00e0 vanno a maggior ragione ribaditi. Il Verona non \u00e8 e non sar\u00e0 mai una semplice societ\u00e0 per azioni, un&#8217;impresa commerciale. E&#8217; una banca di sogni, emozioni, ricordi. Se perde questa &#8220;mission&#8221; sar\u00e0 solo un vuoto e decadente magazzino. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Leggo su Repubblica una bella intervista a Paolo Maldini, bandiera del Milan, &#8220;scaricato&#8221; dal fondo d&#8217;investimento proprietario della societ\u00e0 rossonera. 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