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lug 2018
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L'Indiscreto

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M5S, VOTATI A LORO INSAPUTA?

In segno di rispetto, di solito non ribatto a quanto scrivono i lettori di questo Blog, ma è troppo interessante la tesi,  espressa qui nei giorni scorsi, secondo cui chi ha votato M5S lo ha fatto senza credere al suo programma.

E’ una riflessione che apre davvero un nuovo mondo.

Adesso faccio un paragone forte, ma per favore cerchiamo di capirci: non ho la minima intenzione di assimilare i grillini ai nazisti, ci mancherebbe altro!

Mi prude però di ricordare come Adolf Hitler avesse messo nero su bianco tutto quello che poi avrebbe fatto: cancellare la democrazia, abolire le libere elezioni, sterminare milioni di ebrei, scatenare una guerra mondiale che avrebbe lasciato in vetta, libera e sola, l’imbattibile razza ariana.

Tutto messo nero su bianco in un libretto chiarissimo e facile da leggere, anche per i meno istruiti: il Mein Kampf.

Eppure, quasi nessuno ci credette:  i tedeschi lo votarono in massa, da destra e da sinistra, gli inglesi lo adorarono per anni, gran parte degli americani (da papà Kennedy in giù) fecero lo stesso.

Dopo di che, quando lui si limitò a mantenere le sue promesse, tutti si stupirono, si meravigliarono e si scandalizzarono.

Ripeto, non cominciate ad insultarmi dicendo che paragono i due leader o i due movimenti. Non c’entra nulla.

Dico solo che siamo fatti così, che spesso ci crediamo troppo furbi (“sì, vabbè, quello dice così ma poi vedrai che farà diverso…”) mentre la storia si ripete (la prima volta in tragedia, la seconda in farsa).

I Cinquestelle (al di là delle scie chimiche e fanfaluche del genere, che pure hanno un loro significato) hanno spiegato da subito cosa volevano e vogliono: no Tav, no Tap, no Vax, no euro, reddito di cittadinanza, antiparlamentarismo totale (“la scatola di tonno”), l’insulto e il Vaffa come regola di comportamento e soprattutto (e in capo a tutto)  la decrescita felice come spina dorsale dell’economia.

Adesso, ovviamente un po’ alla volta, con prevedibili difficoltà e frequenti giravolte, stanno cercando di mantenere le loro promesse.

E in tanti si stupiscono, si meravigliano, si scandalizzano (basta rileggere i giornaloni nazionali, che adesso si preoccupano quasi tutti, ma che li appoggiavano da anni, per non parlare di La7 e dei media di Berlusconi, che è corso ai ripari cambiando direttori quando tutto s’era compiuto).

Loro però, i grillini,  l’avevano detto subito, quel che volevano fare: forte e chiaro.

Ecco perché la tesi (certamente bislacca) di chi dice che li hanno votati senza credere a quel che promettevano, apre un modo di pensare diverso.

Se davvero fosse andata così, allora vivremmo in un Italia stracolma di minorati mentali ma avremmo almeno una spiegazione di quanto sta succedendo.

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8 risposte a “M5S, VOTATI A LORO INSAPUTA?”

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  1. bardamu scrive:

    I 5stelle sono stati votati soprattutto per protesta contro l’intera classe politica e, al sud, forse anche per l’illusione del reddito di cittadinanza. Pensare che gli elettori , la maggior parte di loro, conoscano i programmi dei partiti sarebbe come ritenere che chi acquista i giornali legga il contenuto oltre al titolo e al sottotitolo in grassetto.
    Il titolo che è passato era No A QUESTA POLITICA e, in seconda istanza, REDDITO DI CITTADINANZA.
    Così come Salvini è stato votato perché ha promesso che avrebbe posto un freno all’immigrazione selvaggia. E visto che sta davvero tentando di farlo di voti, se si tornasse oggi alle elezioni, ne prenderebbe molti di più.

    1. Maxhellas scrive:

      Visto che secondo uno dei padri del pensiero razionale moderno il dubbio è alla base del pensiero ed il pensiero è alla base dell’esistenza, copioincollo qui sotto un articolo che almeno qualche dubbio dovrebbe farlo sorgere anche nelle menti meno allenate al pensiero. Poi, ognuno può trarre le proprie conclusioni, ma almeno mediante alcuni passaggi logici e non apoditticamente.
      Buona lettura, mi auguro anche per il “titolare” del blog.

      Infrastrutture e Trasporti, quell’ironia stonata sul ministro Toninelli

      di Antonello Caporale | 30 luglio 2018

      Solo uno stupido presume che questo governo, per principio, debba fare o faccia unicamente cose sbagliate. Secondo Aldo Grasso del Corriere, Danilo Toninelli, il ministro delle Infrastrutture, sarebbe null’altro che il ministro del No. No al Tav, no al Tap, no all’Airbus, no all’efficiente consiglio di amministrazione delle Ferrovie dello Stato. Grasso, per rendere ancora più teatrale la sua disistima, lo chiama “ToniNo” e lo annovera tra i distruttori universali. Noi che abbiamo assai stima di Grasso aspettavamo di leggere le motivazioni che erano alla base della sua critica. Ma purtroppo dobbiamo pazientare. La sentenza è stata resa pubblica, le sue ragioni no.

      Nell’attesa abbiamo passato in rassegna i No di Toninelli.

      Iniziamo dall’aereo di Stato. Sappiamo quanto costa, 150 milioni di euro il contratto di leasing, sappiamo chi l’ha commissionato, cioè Matteo Renzi, ma non sappiamo a cosa serva. Infatti questo lussuoso aereo non è mai stato utilizzato da Renzi, né da alcun suo ministro. Per una volta, almeno così abbiamo capito, è salito a bordo l’ex sottosegretario Scalfarotto in missione all’estero con gli industriali italiani. Ha senso? Esistono gli aerei di linea, e gli industriali, singolarmente o in gruppo, possono riservare la business class delle migliori compagnie e, con l’aiuto del governo italiano, fare affari all’estero.

      Il Tav. Mai un’opera è stata così contestata. Iniziamo a domandarci perché. Tutti matterelli i residenti della Val di Susa? Tutti vogliosi di togliere all’Italia un’opera così essenziale nel trasporto merci? I contestatori da anni documentano che i costi erano sovrastimati, il tracciato infieriva inutilmente e crudelmente sulla vallata. Perché i loro documenti, le analisi, le perizie e la logica che proveniva da quel movimento sono stati ritenuti inaffidabili e poi però abbiamo dovuto fare i conti con la realtà di altre analisi, perizie e verifiche, questa volta istituzionali, che, per esempio, hanno certificato che i 15 milioni di tonnellate di merci previste nel business plan per il 2035 rappresentano una cifra fantastica, irragiungibile? Perché appena due anni fa l’allora ministro Delrio ha comunicato la revisione del progetto con un risparmio di 2,6 miliardi di euro e una riduzione dell’impatto ambientale della tratta senza incidere in alcun modo sulla sua efficienza? Ecco, Aldo Grasso potrebbe riflettere e dirci chi aveva ragione: quelli del No o quelli del Sì. E soprattutto spiegare perché la decisione dell’attuale ministro Toninelli, quella cioè di analizzare attentamente i costi e capire cosa sia meglio fare, gli sembra così bizzarra.

      Proseguendo, sempre Grasso potrebbe spiegare ai pugliesi ma anche agli italiani perché lo sbarco del Tap, il grande tubo che arriva col suo gas dal lontano Oriente, debba per forza posarsi nell’area protetta di Melendugno anziché nella zona industriale desertificata e da bonificare di Brindisi? C’è qualcuno che finora l’abbia fatto capire bene? A me sembra di no. Chi si oppone allo sbancamento di Melendugno non riuscendo a comprendere la logica di quella scelta, è anch’egli un sovversivo, un estremista, un distruttore?

      E chi dice che i binari italiani siano utilizzati per meno di un terzo e le attenzioni esclusive sono destinate alle tratte dell’alta velocità, dichiara il falso? Sono più di cinquemila i chilometri di binari morti e centinaia di tratte secondarie sono in disuso. Lo sa Grasso che l’Italia nascosta, quella interna, sta morendo proprio perché non ha più via di comunicazioni celeri ed economiche? Lo sa che tra pochi anni mille dei nostri 8000 paesi moriranno, nel senso che scompariranno, perché la vita in quei posti è divenuta impossibile? Ogni anno la morìa avanza: ospedali chiusi, scuole chiuse, uffici postali chiusi.

      È immaginabile che l’Italia possa essere abitata solo lungo la costa, nella direttrice nord-sud, dove appunto i frecciarossa sono in orario, e divenire un cimitero al suo interno? È immaginabile lasciare cadere milioni di metri quadrati di abitazioni oramai disabitate e concentrare nelle aree metropolitane tutti i migranti territoriali? Finora Trenitalia ha pensato non agli italiani, ma alle sue casse. Chi ha soldi e abita in città parte, chi no aspetta e spera. Comprensibile per chi ha un fatturato da salvaguardare, meno per un governo che – fino a prova del contrario – dovrebbe fare gli interessi di tutti, principalmente dei più deboli.

      1. Norberto scrive:

        Io sono colpevole di tutti i vizi che il buon Martello mi ha garbatamente accreditato la volta scorsa e che, rincarando la dose, deciderà di addossarmi dopo questo post, compreso quello di essere in combutta o peggio, al servizio del dott. Aldegheri.
        Ma resta il fatto che il voto di 11 milioni di italiani ai 5S NON è il voto di 11 milioni di imbecilli inconsapevoli, come ha sostenuto Martello. Col tempo e senza mai doverlo ammettere anche Martello lo riconoscerà.

        • martello carlo scrive:

          Caro NORBERTO, dove tu abbia intravisto tutti i tuoi vizi nei miei post precedenti e come faccia a prevedere l’accusa di combutta, stento a capirlo e crederlo, dato che non ti considero un visionario.
          Il mio rispetto nei tuoi confronti, al di là di tutto, mi sembra una cosa consolidata, come tutto sommato quello per ALDEGHERI che ritengo una persona che crede in ciò che dice e fa, colto, buona penna, ma ciò non toglie che lo ritenga condizionato ( e per l’ età non più verdissima ) un po’ fossilizzato da un complesso di superiorità ( del tipo meno virale ) che gli impedisce di praticare quella dote che avrebbe potuto fargli raggiungere vette ben più alte: l’AUTOCRITICA.
          Mi volete dire dove, quando io abbia sostenuto i comportamenti e le politiche dei grillini?
          Mi sembra di aver sostenuto l’ esatto contrario: che nascono in gran parte da ILLUSIONI ( come per il reddito di cittadinanza ), da uno spazio lasciato COLPEVOLMENTE libero dalla sinistra classica, da reazioni giustificatissime al tradimento di quest’ultima della sua base e dai suoi ideali e da SESSANTOTTINI RITARDATI ( che espressione azzeccata ) che vogliono far carriera politica con il monopolio dell’ ONESTA’ alle spalle di qualche credulone e di altri che non hanno trovato alternative di voto per uscire dal forte disagio in cui versa il profondo sud a vocazione statalista.
          Se poi vogliamo spaccare il capello in quattro non c’è scusa migliore delle IPERBOLI.
          La mia irritazione era dettata da considerazioni, tue e di ALDEGHERI, ECCESSIVAMENTE QUALUNQUISTE E GIA’ UTILIZZATE DISASTROSAMENTE PER IL PAESE, RIGUARDANTE LA SENTENZA SUI 40 MLN DI CONTRIBUTI ELETTORALI DELLA LEGA DI CUI NON HO ANCORA SENTITO UN APPROFONFIMENTO QUALSIASI.
          CIAO.

        1. Maxhellas scrive:

          Scusa Aldegheri, ma quali sarebbero i “giornaloni nazionali” che hanno tirato la volata ai 5 Stelle?
          No, perché se vogliamo prenderci in giro, allora va bene, ma se si sta con i piedi per terra non è possibile sostenere che corriere e Repubblica abbiano sostenuto i 5 Stelle. E questi sono sicuramente i giornaloni. Tanto meno Il Foglio, Il Giornale, Il Tempo, Il Mattino. Citami gli articoli. Rendimi edotto della pubblicità gratuita che hanno fatto a Grillo & soci.
          Se con “i giornaloni” intendi Il Fatto, ti ricordo che fu il primo a dare notizia dei problemi della Raggi a Roma, con polizze ed altre questioni, così come per le mancate restituzioni di alcuni parlamentari. Se poi secondo te Il Fatto è di parte solo perché, oltre ai problemi dei 5 Stelle, ha riportato anche le questioni di Banca Etruria/Boschi, Consip/Lotti/Renzi, vicenda del processo sulla trattativa Stato/Mafia ed altro, beh, mi sa che allora hai una concezione piuttosto curiosa del mestiere che fai.

          Venendo al tema, credo che, come sempre, visto che il diritto di voto spetta a tutti, ci sono certamente diversi gradi di consapevolezza tra coloro che votano, in funzione del livello di educazione/cultura di ciascuno. Ma penso valesse anche per le europee del mai più visto 40% del PD. A meno che si voglia ipotizzare che chi vota in un modo è sempre culturalmente superiore a chi vota in un altro. Insomma, un voto…..ariano ed uno “inferiore” a prescindere. Anche questa impostazione ricorda un pochino il Mein Kampf… Che tra l’altro ho letto per intero, contrariamente a tanti che lo citano a vanvera.

          Sui singoli punti:
          No Vax: nessuno ha fatto campagna CONTRO i vaccini. Si è solo sostenuto un approccio diverso all’obbligo di legge, almeno per alcuni di questi.
          No TAV: la costruzione di 1 km di TAV in Italia ha un costo circa triplo rispetto alla media europea (dei paesi dove esiste). Il NO riguarda nello specifico il progetto in Val Susa, dove gli abitanti del luogo (ben prima che i 5 Stelle esistessero) sono sempre stati in maggioranza contrari. Sulla TAV in altre tratte non c’è mai stata chiusura totale a priori. Solo si è detto di dare la precedenza al trasporto pendolare (quindi regionale e interregionale), che versa in una situazione di sfascio evidente, e dopo pensare alla TAV. Ho fatto una decina di anni il pendolare e suggerisco a chi per mestiere scrive di provare il brivido. Così poi magari scrive su ciò che ha assaporato e non per sentito dire…
          NO TAP: personalmente sono a favore, ma un partito che concordi al 100% con ciò che penso non esiste e, credo, non piò esistere per nessuno. A patto che uno pensi….
          No euro: l’Euro, lo ribadisco, è stato un’enorme disgrazia per l’Italia. Le ragioni economiche per sostenere ciò che dico le ho già spiegate 1.000 volte anche su queste pagine e non vorrei tornarci. L’Euro, così com’è, rimane un cappio per i paesi come il nostro. Molto difficile pensare di uscirne, e soprattutto costoso. Molto giusto però tentare (che non nuoce mai) di cambiare le basi su cui si regge, colmando le numerose lacune già ben individuate da numerosi economisti di fama (altro che scie chimiche).
          Scie chimiche: ok, qualche pirla c’è ovunque, tipo Razzi, Picerno & C., o tutti fenomeni altrove? Non mi pare che le “scie chimiche” siano nel contratto di governo…
          Antiparlamentarismo: qui stenderei un velo pietoso, o meglio un sudario. Aldegheri ha già dimenticato voti di fiducia, canguri e altri strumenti con i quali gli ultimi governi, Renzi su tutti, hanno continuamente violentato ed esautorato il Parlamento. Se ne potrà parlare al primo voto di fiducia, sempre che si abbia un minimo di onestà intellettuale.
          Decrescita felice: è stato uno dei temi portati sotto i riflettori da Grillo, ma non mi pare sia nel contratto. Del resto, che i redditi della maggior parte degli italiani siano in decrescita (non so quanto felice) da anni è sotto gli occhi di tutti. E questo, per l’appunto, grazie alle scelte di Prodi sull’ingresso nell’Euro (ho già spiegato i meccanismi di adeguamento salariale in mancanza di flessibilità sul cambio). La robotizzazione ed altri fenomeni epocali, inoltre, stanno cambiando enormemente gli schemi economici e quindi sociali. Reddito di cittadinanza e questioni similari sono temi sui quali vale la pena di dibattere, al fine di immaginare soluzioni per un futuro nel quale potrebbe semplicemente esserci meno domanda di lavoro (causa automazione) e sempre alcuni miliardi di esseri umani da sfamare. Parlarne è utile. Confrontarsi con economisti, ingegneri, sociologi, filosofi è utile per prepararsi ad affrontare il futuro. Il che non impedisce di gestire nel frattempo il presente.

          1. Attilio scrive:

            Chi sarebbero i “sorpresi”?
            Io non ne ho incontrati e da quello che sento gli 11 milioni che hanno votato 5s sono rimasti più o meno uguali

            La domanda vera di questo blog è “ma quanto è cretino martello”. Per la risposta occorre ricorrere alla definizione di infinito: dato un cretino grande a piacere, martello è colui che è ancora più cretino del cretino dato

            • martello carlo scrive:

              Ogni volta che emetti ( stavo per dire esprimi ) delle parole, mi convinco sempre più che ha ragione chi sostiene che certi italiani rifiutano I LAVORI PIU’ UMILI.

            1. martello carlo scrive:

              Il rispetto per i lettori e per i partecipanti al blog non c’entra nulla: è solo il rifiuto all’autocritica della SUPPOSTA SUPERIORITA’ ELITARIA che l’ha fatta astenere dal ribattere,
              SONO ORGOGLIOSO DI AVER ABBATTUTO QUESTO MURO DI BERLINO.
              Il titolo è la rappresentazione più efficace di una OLIGARCHIA DECADUTA CHE SI RIFIUTA DI RICONOSCERE LE PROPRIE COLPE PER IL SUCCESSO DEGLI AVVERSARI, CHE NEL CASO DEL M5* PUO’ ESSERE MORTALE PER IL PAESE, COME MI SEMBRA DI AVER SEMPRE SOSTENUTO.
              La sua indignazione per i paragoni ad HITLER, è come sempre obnubilata quantomeno da uno dei 2 paraocchi: STALIN ED IL COMUNISMO SONO SEMPRE PREFERIBILI.
              Si può sapere cosa avete fatto voi socialisti per impedire l’ ascesa di quei SESSANTOTTINI RITARDATI del M5*?
              QUESTA E’ LA RISPOSTA CHE DEVE DARE, MA NON PUO’ PERCHE’ ESIGE UN’AUTOCRITICA CHE NON E’ CONFORME ALLA VOSTRA SUPERIORITA’ HOBBES/LOCKE/MARX/HENGELS/MARCUSIANA CHE SOLO LA VOSTRA SCOMPARSA RIUSCIRÀ A SEPPELLIRE.

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