09
set 2018
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L'Indiscreto

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POTERI FORTI SUL CARROCCIO DEL VINCITORE

Cosa sono, chi sono i Poteri Forti?

Che ci sian ciascun lo dice, cosa sian nessun lo sa.

Ma di sicuro ci sono. E l’incontro annuale di Cernobbio ne è una classica epifania.

Proprio a Cernobbio, sabato scorso, sono arrivati Matteo Salvini e il presidente del Consiglio, Conte (esiste, sì, tranquilli, esiste davvero).

Salvini ha detto l’esatto contrario di quello che aveva detto il giorno prima sui magistrati.

E Conte, per quel che conta, ha detto che non vuole nazionalizzazioni e che nessun governativo ha mai parlato di uscire dall’euro (bum!)

La platea ha applaudito, senza alcuna obiezione.

Una platea assolutamente d’elite, di gente che legge e che s’informa, che guida imprese, banche, televisioni e giornali.

Gente che conta (sicuramente più di Conte) insomma.

Come Alberto Bombassei (“Credo che con i comportamenti degli ultimi tempi ci sia un riavvicinamento”) e Luisa Todini (“Abbiamo avuto aperture negli scorsi giorni, che ci danno una prospettiva diversa”).

Poteri forti.

Che furono liberali, fascisti, antifascisti, democristiani, craxiani, berlusconiani e renziani. E su cui i “vaffa” e gli insulti scorrono come brezza marina.

Perché il potere logora chi non ce l’ha.

In Italia, forse, un po’ più che altrove.

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5 risposte a “POTERI FORTI SUL CARROCCIO DEL VINCITORE”

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  1. martello carlo scrive:

    MATTARELLA E’ UN MAGISTRATO E DEVE ESSERE L’ULTIMO CHE ENTRAIN POLITICA.

    1. martello carlo scrive:

      NO, a smentisco di averlo mai affermato

      1. Maxx scrive:

        Scusate la mia ignoranza ma era giusto per farmi un’idea: esiste qualche potere, in italia ma non solo, più forte della magistratura?

        1. Norberto scrive:

          Non credo esista una definizione univoca di “poteri forti” né tantomeno una individuazione precisa di chi ne fa parte. Ma le reazioni degli invitati al convegno di Cernobbio, come più in generale delle classi dirigenti italiane alla evoluzione del quadro politico e al mutare delle sue maggioranze denota i caratteri tipicamente nostrani del nostro rapporto col potere. Trasformismo, servilismo, spirito di sudditanza, inaffidabilità sono tratti costanti che accompagnano da sempre i comportamenti delle nostre classi dirigenti e non solo.
          Siamo fatti così, insomma, e questi difetti, assieme a doti di intelligenza e di creatività invidiabili, sono i tratti distintivi del nostro popolo: Piaccia o non piaccia.

          1. Attilio scrive:

            Ovviamente il giornalista nel suo blog può fare quello che vuole
            Se il giornalista legge le opinioni dei lettori, è comunque libero di fare quel che preferisce

            Lo stesso posso fare io è riportare continuamente l’attenzione al tema dei migranti
            La sinistra lo deve affrontare se ne è capace
            Altrimenti che continui a baloccarsi a cercare le pagliuzze dei populisti

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