21
ott 2018
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L'Indiscreto

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LETTERA AL PRESIDENTE

Giuro che non so da dove partire: la manina, la querela, il documento che non è al Quirinale, Conte che dice “qui comando io” come il siòr paròn da le bele braghe bianche…

Vabbè, scegliete voi, magari dopo aver dato un’occhiata a quanto valgono i vostri risparmi, se ne avete, rispetto a tre mesi fa.

Imbarazzato dal mio panico per la pagina bianca, mi salvo in corner citando un politico vero, serio, preparatissimo.

“L’Italia è vicina al default, i titoli di Stato, che sono l’ossigeno (meglio sarebbe dire l’anidride carbonica) che mantiene in vita la nostra economia, che permette di pagare pensioni e stipendi pubblici e di garantire i servizi essenziali, richiedono un interesse sempre più alto per essere venduti sui mercati. Interesse che non saremo in grado di pagare senza aumentare le tasse, già molto elevate, tagliare la spesa sociale falcidiata da anni e avviare nuove privatizzazioni.”

Come forse sapete, è una lettera a Napolitano, inviata nel luglio 2011.

Firmata Beppe Grillo.

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43 risposte a “LETTERA AL PRESIDENTE”

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  1. martello carlo scrive:

    ” la pluralità di opinioni non può mai prescindere dalla attendibilità di quello che si dice.”.
    Vorrei riprendere da questa giusta considerazione di NORBERTO, la sua discussione con MAXELLAS la cui fiducia sulla manovra si basa “sull’idea di fondo (stimolare la crescita con espansione fiscale)”.
    Se restiamo nell’ ambito teorico, MAXELLAS ha ragione, tenuto conto dell’ attuale congiuntura economico/sociale dell’ Italia.
    In pratica però io vedo solamente la parte dello stimolo alla domanda, ma della riduzione fiscale il tutto si riduce ad un’ ombra: l’ idea di partenza del CDX, che prevedeva uno shock produttivo con la flat tax, viene completamente annullato a favore di promesse elettorali ( pensioni e reddito di cittadinanza ) la cui tempistica viene ulteriormente distorta da un’altra scadenza elettorale a livello europeo in cui il M5* si gioca la credibilità di un elettorato congerie delle più più svariate istanze ma con un denominatore comune: il pretendere un trattamento speciale ormai consolidato dell’ assistenzialismo e dell’ irresponsabilità immatura. La TAP ne è un esempio, come l’ avversione a tutte le grandi opere, la mancata promessa della SBUROCRATIZZAZIONE (che da sola potrebbe valere una buona fetta dell’ aumento del PIL, ma assolutamente inconcepile per la mentalità meridionale) come la stessa CGA denuncia, la demonizzazione delle banche, l’irritazione per le politiche sulla sicurezza e dell’immigrazione della fronda del “MENO RUSPE E PIU’ AMORE” (roba da emoticons riservati ad ATTILIO).
    Se lo stesso TRAVAGLIO dà degli immaturi e incompetenti ai masanielli grillini, significa che la misura è veramente colma.
    L’ unica svolta che potrebbe raddrizzare la situazione, togliendo anche qualsiasi pretesto al direttorio UE, sarebbe ribaltare le voci di spesa ( come mi pare si stia ipotizzando (TRIA?) ) riversando sulla defiscalizzazione , almeno nella prima fase, gran parte delle risorse destinate a pensioni ( sanando i casi ancora scoperti generati dalla FORNERO e reddito di cittadinanza prendendosi i finanziamenti e il tempo necessari per la riforma dei centri per l’ impiego ) e AVANTI TUTTA CON LA SEMPLIFICAZIONE E LA RIFORMA DEL CODICE DEGLI APPALTI.

    PS: cos’è questo piagnisteo che il SUD è stato abbandonato dai passati governi? Qualcuno me lo vuole spiegare?

    1. Attilio scrive:

      È indice di cretinismo mettersi le faccine per cose che fanno ridere solo se stessi

      1. Attilio scrive:

        La nuova legge fortemente voluta da Di Maio ha mostrato i suoi primi effetti. Negativi. Le assunzioni a termine sono calate di oltre il 20 per cento

        Maxhellas?

        1. martello carlo scrive:

          Da “il Giornale”, PRODI “la Francia si è presa il monopolio della politica estera, la Germania quello della politica economica, e invece che avere un’Europa con un motore a due pistoni che vanno in armonia, abbiamo un’Europa con due motori a un pistone ciascuno”.
          Forse non si è reso conto che la Francia si è presa anche Telecom, Unicredit, Generali, Mediobanca, Edison, oltre che MUTANDE, CULOTTES, GUEPIERES e, forse arriverà a comprare con STX pure FINCANTIERI, facendo i suoi caxxo di nazionalizzazione che SOLO L’ITALIA NON PUO’ FARE.
          Parola di PRODI che con FICO fanno la coppia di pistoni di casa nostra, degni eredi dell’ INNOMINABILE che voleva farsi la sua costituzione con ALFANO.
          PER FORTUNA CHE CI SONO ATTILIO e FUBINO.
          :-D :-D :-D

          1. martello carlo scrive:

            ATTILIO, impara da FICO: non servono le ruspe, ma più AMORE.

            1. Norberto scrive:

              Caro Adegheri, non lo sapeva che l’opinione di Grillo è un’opinione qualsiasi?
              No, oggi, come ci spiega forbitamente il nostro Maxhellas, siamo di fronte ad una rivoluzione.
              Per creare altra spesa improduttiva con i soldi che non abbiamo, aspettando che altri ci paghino i debiti.
              Per mantenere poveri e finti poveri, a condizione che spendano oculatamente. Per fare l’ennesimo condono fiscale.
              Secondo una linea del “socialmente giusto, economicamente libero, politicamente sovrano.”
              Una linea così definita da tale Juan Domingo Peron, che una manciata di lustri fa condusse l’Argentina in bancarotta.

              • Maxhellas scrive:

                Norberto, la critica nel merito delle misure è legittima. Se tu non sei d’accordo o le ritieni sbagliate fai bene a dirlo. Se ritieni che si dovesse fare altro con la spesa pubblica hai ogni diritto di dirlo. Se pensi che si dovesse continuare a stringere la cinghia sperando che prima o poi il debito si riducesse (riduzione mai avvenuta finora) ne hai ovviamente piena facoltà.
                Quello che non accetto è dire che non vale la pena di combattere una battaglia in Europa per paura delle conseguenze negative su risparmi, titoli ed altro. Ciò equivale ad arrendersi prima ancora di combattere per paura di subire qualche perdita. O no?

                Rivoluzioni (sinonimo di cambiamento) si definiscono i momenti di discontinuità rispetto al passato. Ciò che sta accadendo oggi è certamente una piccola rivoluzione. Altrimenti non si spiega la levata di scudi generale da parte dell’ancien regime. Preciso: non si tratta di un cambiamento epocale, ma di una discontinuità netta rispetto al passato recente si. E probabilmente da maggio prossimo non più confinata solo all’Italia.

                I debiti dello stato italiano li paga (come da sempre) lo stato italiano. Nessuno ha chiesto ai tedeschi di rimborsare per noi i nostri titoli di stato o di pagare le cedole di interesse, mi pare. E siamo sempre stati un ottimo pagatore storicamente, al contrario dei tedeschi che nei due dopoguerra non hanno MAI onorato il loro debito.

                • Norberto scrive:

                  Il tuo fair play è apprezzabile ma la pluralità di opinioni non può mai prescindere dalla attendibilità di quello che si dice. Il risultato di quella che tu definisci una rivoluzione la stanno pagando e la pagheranno gli italiani, anche tu ed io. E’ un particolare che non va mai dimenticato.

                  • martello carlo scrive:

                    Caro NORBERTO, gli italiani la stanno pagando dai tempi di tangentopoli, col tentativo risparmiare un solo partito che gestisse gli interessi dell’ establishment nelle privatizzazioni/manovre di ingresso nell’EURO e, tralasciando le fasi intermedie, con l’ imposizione da parte di una UE agli ordini di FRANCIA e GERMANIA, di un governo fasullo che a cascata ne ha prodotti altri come una valanga distruttiva. Questo ultimo vulnus, che ancora non è stato ufficializzato dal MAINSTREAM, gli italiani l’hanno ormai compreso benissimo, portandolo all’ allergia, per non dire all’odio, non solo nei confronti delle istituzioni europee, ma anche nei confronti dei media padronali italiani che ora stanno ritentando la manovra.
                    Quando vedo FUBINI, mi vengono i brividi: sembra figlio di MONTI.

                  • Maxhellas scrive:

                    So bene che il tentativo in atto comporta dei costi: se ricordi, l’avevo detto (e non ero il solo, ovviamente) già all’epoca della formazione del governo. Il fatto è che io, personalmente, sono disposto a correre il rischio e sopportare i costi (e le perdite) nel breve periodo pur di provare a far uscire il nostro paese da questa lunga stagnazione.

                    Capisco che altri non siano disponibili a pagare il prezzo. O perché non sono convinti dell’idea di fondo (stimolare la crescita con espansione fiscale) o perché non condividono il modo (non piacciono le misure scelte per l’espansione fiscale).

                    Mi viene da dire, però, che se non si fa nulla, molto probabilmente avremo davanti a noi ancora molti anni di stretta fiscale accompagnata da poca o nessuna crescita e da debito che nella migliore delle ipotesi rimane stabile o cresce come negli ultimi 3 anni.

              • Attilio scrive:

                Naturalmente, nessuno si augura cose del genere.
                A noi non può capitare.

              1. Attilio scrive:

                La tesi è che si tratti di un cretino.
                L’antitesi è che si tratti di un grande cretino.
                La sintesi è che si tratta di un grandissimo cretino.

                • Maxhellas scrive:

                  Purtroppo l’antitesi deve per sua stessa natura essere speculare e simmetrica rispetto alla tesi.
                  Quindi la tua “terzina” non può funzionare in termini logici e filosofici.
                  Mi spiace, ma è così.

                  • Attilio scrive:

                    Concordo in parte.
                    Il punto, se vuoi, è che la logica razionale non si applica al gretino.

                    Per quanto riguarda, invece, il pacato dialogo con Norberto, mi consenta di dire: in linea teorica quelli che dice del l’approccio politico, rigorista vs espansionista a debito, esso è perfettamente lecito

                    Adesso però ci spieghi il passaggio dal l’approccio teorico alla implementazione.
                    La proposta sulle pensione è coerente con l’intento dichiarato? La risposta è no , purtroppo.
                    La pace fiscale? Si’, per quei pochissimi casi. No se in pratica è un condono. Giusto? Giustissimo.
                    Il rdc è aderente all’intento? No assolutamente no.esso risponde ad altri bisogni

                    Parlando seriamente: non pensi che i problemi degli italiani siano più “gli italiani” che i politici?

                    Poi, per carità, disposto a dire che i precedenti politici sono merda totale meritevoli di essere messi alla gogna continua

                    • martello carlo scrive:

                      “………. i problemi degli italiani siano più “gli italiani” che i politici?”.
                      Non so se tu sia italiano, ma, se sì, per una volta sono d’accordo con te.
                      Hai poi risolto il tuo problema affettivo con l’ immigrato?

                    • Attilio scrive:

                      Poi, per onestà intellettuale, occorre riconoscere e non fare spallucce davanti alle totali idiozie, insuperabili idiozie, come “abbiamo abolito la povertà “ , “domani vado in procura” e “l’Europa c’è l’ha con il popolo italiano “
                      Sarebbe ora sentire delle coraggiose prese di distanza

                      • Maxhellas scrive:

                        Concordo e sottoscrivo per le prese di distanza dai teatrini tipo “abolita la povertà” e simili. Non mi sono piaciuti, non mi piacciono e non mi piaceranno mai.
                        Per carattere sono uno che bada al concreto.

                        In merito all’espansione fiscale, sono convinto che sia l’unica strada razionale per cominciare a vedere scendere il rapporto debito/Pil, aumentando il denominatore.

                        Quanto alle misure scelte, il condonino è sicuramente troppo piccolo per dare frutti considerevoli in termini di crescita.
                        Sul RdC mi aspetto di più, anche se nel medio periodo, visto che gli effetti maggiori potranno scaturire solo dal suo completo funzionamento (centri per l’impiego inclusi). Tuttavia, si tratta di un discreto ammontare di denaro che verrà ad aumentare i consumi.
                        Le aspettative maggiori le ho sul programma di investimenti infrastrutturali previsti dal governo, corredati da quelli delle aziende a partecipazione pubblica. Questi potrebbero dare un impulso in minore tempo a domanda di lavoro e quindi alla crescita del Pil.

                        Infine, veniamo all’Europa. Non è che “ce l’abbia” con l’Italia. Il problema è che l’Italia è per una somma di coincidenze il terreno di battaglia ideale per le prossime elezioni europee. Nelle quali, peraltro, i partiti dei vari Juncker, Moscovici & C. rischiano di diventare come il Panda…. Se teniamo fino a maggio, credo che anche l’atmosfera in UE cambierà. Ed avremo allora un po’ più di respiro.

                        Continuo a pensare che sia, con tutti i limiti del caso, un tentativo da portare avanti, se vogliamo una sorte diversa da quella della famosa “rana bollita”.

                1. Attilio scrive:

                  Ezembi del gomblotto

                  Il PIL è in calo. Ma ZI ZI, ZONO ZERO VIRGOLA, che volede che-z-zia
                  60 (Zessanda) o 70 (Zettanda) miliardi di sborghi speguladori che zi zono liberadi di tidoli idaliani negli ultimi mezi

                  vieni avandi Gretino

                  • martello carlo scrive:

                    E chissenefrega, anzi se questo governo riuscirà a ridurre sul lastrico pretenziosi ignoranti del tuo calibro, sono pronto ad accettare persino il sussidio che potrebbero darti i 5* ( per il male che ti voglio ) con il redditino di cittadinanza.
                    Comunque per te preferirei la soluzione SALVINI/CIE: ti vedo bene insieme ai NEGRONI.
                    :-D :-D ………. ihihhhhhhhhhhhhhhhhh

                    • risiko italiko scrive:

                      Hammer, perchè ti ostini a fare il “moma” che è evidente che non lo sei.
                      Ma che cazzo di gusto ti da?

                      • martello carlo scrive:

                        E’ un lungo dramma che, per ATTILIO nasce al di fuori del blog per probabili corna immigrate.
                        Attilio è un troll che manco sa di esserlo, ma mi ha sollazzato molto all’ inizio, anche se molto grezzo nelle sue espressioni..
                        Devo ammettere che mi sono un po’ stufato: non arriverò a definirlo un IDIOTA, sarebbe troppo per lui, ma devo ammettere che gente che critica e non si qualifica, non esplicitando le proprie idee, ( perché non ne possiede ), in un blog o nell’altro, li definisco SERPI VISCIDE.
                        Il gusto? E’ molto amaro, visto che questa gente ci lascia in un limbo di deficienti dove non si riesce a risolvere alcunché.
                        Con ATTILIO sarò sempre più sarcastico e DURO: è diventata una missione SOCIALE. mirata ad evidenziare quanto possa essere distruttiva L’IGNORANZA IGNORATA

                  1. martello carlo scrive:

                    COSI’ FANNO GLI SPECULATORI che ti ritrovi dove manco te l’aspetti; per fortuna che qualcuno lo fà a mercati chiusi, mentre altri fanno le sceneggiate a mercati aperti.
                    Se poi torniamo indietro di qualche annetto, ci rendiamo conto che hanno avuto degli ottimi maestri, anche ai massimi livelli nostrani, e non solo per i BTP, ma anche per le bancone, banche e banchine, tant’è vero che ho confuso la lettera di GRILLO per un intervento di NAPOLITANO.
                    Eh sì, il 2011 ha insegnato parecchio a tutti, soprattutto sul come si fa a ridurre un paese con le pezze al culo, il debito aumentato e gli interessi pure ( cosa che ci pesa tuttora ) e quindi ricattarlo in eterno per imporre governi leccapiedi.
                    Comunque, si può vedere la cosa in positivo: c’è la possibilità di investimenti, soprattutto in BTP, molto remunerativi ( mi raccomando: solo piani di accumulo ).
                    EPPOI se gli italiani subentrassero agli investitori esteri che hanno SVENDUTO i loro titoli, ci si potrebbe rendere più indipendenti e SOVRANI a prezzo stracciati, il che non sarebbe male, visti gli esiti post montiani.
                    L’unica incertezza vera è dovuta al matrimonio per procura con politici che hanno vinto le elezioni promettendo il redditino del divano ad una parte del paese che nessuno riesce a controllare.

                    • Gatón scrive:

                      Oggi ho investito in BTP un eccesso di liquidità…

                      • martello carlo scrive:

                        E’ quello che sto facendo io. Attenzione però, vista la volatilità, sarebbe prudente scaglionare opportunamente gli acquisti. I lotti minimi ammontano a 1000 €, quindi…

                      • Attilio scrive:

                        nuova o vecchia emissione ? quinquennali o decennali ? troppo facile sparare così …

                        • Gatón scrive:

                          Titoli già sul mercato scadenti tra tre, cinque e sette anni.

                        • Maxhellas scrive:

                          Il rischio che ti accolli non cambia tra nuove e vecchie emissioni: il debitore è lo stesso.
                          Sulla scadenza invece, chiaro che più si allunga più rischio hai, nell’ipotesi di tenere il titolo fino a scadenza.

                          JPMorgan, qualche tempo fa, consigliava i suoi clienti di acquistare titoli di stato italiani approfittando del ribasso, ritenendo estremamente improbabile un nostro default.

                          • bardamu scrive:

                            Se non erro lo stato italiano è uno dei due ( non ricordo quale sia l’altro ) che nella sua storia non abbia mai fatto default. E’ vero che c’è sempre una prima volta, però…

                    1. Maxhellas scrive:

                      Eh, già…..

                      Ci sono ancora quelli convinti che si possa cambiare gratis, che le rivoluzioni (piccole o grandi che siano) non abbiano un costo, che forse era meglio continuare a fare sacrifici vedendo il debito comunque salire in valore assoluto e rispetto al Pil (come anche fino a 3 mesi fa, mi consta), a farci scrivere le manovre da Juncker e Moscovici, a fare da centro di accoglienza per tutta l’Europa.
                      Ma si, non proviamoci neanche, consegnamoci mani e piedi a chi da anni ha fatto dell’Italia territorio di conquista e sfruttamento, pur di evitare di almeno provare a combattere una battaglia che è più che legittima in Europa!

                      No, l’importante è quanto valgono oggi i risparmi, quanto al momento ci sta costando la tensione sui mercati, non se la filosofia di fondo della manovra ha senso o no. Come se il Comando Alleato fosse stato concentrato sulle perdite subite nel D-day, piuttosto che sulle possibilità di sconfiggere i tedeschi con quell’operazione.

                      • bardamu scrive:

                        A proposito del presidente della commissione europea. E’ circolato un video in cui, in un’occasione ufficiale, si aggira visibilmente ubriaco e poi viene sostenuto da un paio di capi di governo.
                        Tutti i media “ufficiali” si sono affrettati a dire che Juncker non era ubriaco, ma soffre di lombosciatalgia.
                        Affermazione ridicola, non solo per i medici, ma anche per chiunque abbia mai sofferto di mal di schiena.
                        E del fatto non si è più parlato.
                        Vi immaginate cosa sarebbe successo se la stessa cosa fosse capitata ad uno qualsiasi dei leader politici italiani degli ultimi venti anni?
                        Ma nessuno dei sovranisti alla rovescia, che vogliono consegnare tutto il potere ai mercati e/o alla commissione europea, ha speso una sola parolina sul conducator che regge i nostri destini sotto l’influsso dell’etanolo.

                      1. Attilio scrive:

                        Vieni avanti gretino
                        Ci sono gli speculatori
                        C’è il gomblotto
                        Proprio gretino che altro dire

                        1. Attilio scrive:

                          Piaccia o non piaccia il sor Lillo sarà chiamato come noi italiani tutti a scegliere fra i 5s e salvini

                          Il tema migranti ha seppellito tutto della sue ragioni politiche

                          Un giorno spara contro i 5s e quello dopo contro salvini

                          Il peggio che gli poteva capitare: sceglieresti uno o l’altro

                          • martello carlo scrive:

                            Contro chi vuoi che spari: contro sè stesso? E come potrebbe farlo uno che vede in NAPOLITANO il salvatore dell’ Italia e dell’ Ungheria?
                            Le solite considerazioni da bisognoso di cure.
                            :-(

                            • martello carlo scrive:

                              Chiedo scusa: non avevo letto bene fino alla fine le considerazioni di ALDEGHERI.
                              DI MAIO è contagioso; ho confuso la lettera di GRILLO con sollecitazioni all’esecutivo di NAPOLITANO. COMUNQUE POCO CAMBIA

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