28
ott 2018
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L'Indiscreto

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FORZA, BUONISTI!

Vabbè, non erano grande cosa neppure prima, ma i risparmi di tutta la mia vita si stanno assottigliando a vista d’occhio.

Eppure non ho l’animus dello speculatore: qualche titolo di Stato, qualche fondo che mi davano per tranquillo e sicuro.

Vabbè. Colpa di Soros, del rating, dei complotti di Bildenberg.

Spero che accada la stessa cosa a chi ha mandato al governo un esperto di ruspe e un bibitaro, ma è comunque una magra consolazione.

Consolazione vera, invece, è vedere come la questione non interessi quasi a nessuno.

Per tutta la vita mi hanno spiegato che gli italiani votano pensando al portafogli, che i grandi ideali sono utopia, che la maggioranza pensa solo ai propri interessi.

Per molti anni mi sono sforzato di non crederci. E adesso mi consolo vedendo che avevo ragione.

A nessuno interessa che i nostri risparmi gocciolino via come bruma d’autunno.

A nessun interessa che si fermino cantieri e opere pubbliche.

La grande maggioranza del paese è buonista, vuole uguaglianza, amore, decrescita felice, montagne verdi e felici praterie.

Siamo più poveri, isolati da tutti (a partire dagli alleati internazionali del sovranismo, che ovviamente ci hanno già mollato alla prima nube).

“L’armi, qua l’armi: io solo. Combatterò, procomberò sol io”.

Che meraviglia! Che idealismo puro ed assoluto!

E dei soldi, stercus diaboli, chissene…

Nel frattempo, senza neanche accorgermene, io devo essere diventato cattivista.

Ma neanche questo è importante.

E allora dài, forza buonisti!

Fatecela pagare cara. Molto cara.

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17 risposte a “FORZA, BUONISTI!”

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  1. Attilio scrive:

    Ascolterò sempre con piacere ed interesse le tue lezioni di economia

    Ma tu rifiuti di riconoscere le cose evidenti

    Il decreto dignità non aiuta la crescita. Gli effetti – negativi – sono Delle evidenze chiare adesso. Ne ho esperienza diretta

    La fuga dei capitali non è legata alle politiche economiche del governo in carica anche semplicemente perché non ci sono, per fortuna, ancora in essere. La fuga è dovuta al fatto che chi ha i soldi non si fida a tenerli in Italia

    Lo spread a 300 è colpa di questo governo. Inutile girarci intorno. Tu pensi che lo spread a 300 sia meglio di 150? Rispondi

    Puoi andare avanti da solo e darti un pizzicotto in faccia

    • Maxx scrive:

      Non sono un economista (Dio me ne guardi/scampi/aragoste e liberi…)
      Trovo comunque strano che nemmeno quando il governo amato (amato?) ha prelevato forzosamente soldini dalle tasche degli itagliani (cfr. seipermille) ci sia stato tanto interesse nelle faccende economiche itagliane.

      Ps. E’ già passato qualche giorno e nessun antifa che abbia condannato ad “apologia” l’uso della galleria Adige-Garda per salvare il basso Veronese (e non solo). Eppure TUTTO quello che è stato fatto durante il ventennio era MALE.

    1. Attilio scrive:

      dunque:
      PIL in calo dopo tanti trimestri che si era un pochino ripreso (e poi c’erano quelli che sfottevano per gli zero virgola)
      Tasso disoccupazione in crescita
      Spread attorno ai 300
      Risparmiatori esteri che fuggono dall’ Italia
      TAP/NO TAP/TAV/ NO TAV
      Tutti i lavori di infrastruttura bloccati

      Sono le ore 11 e 13 e tutto va bene, signora la marchellas

      • Maxhellas scrive:

        In qualsiasi testo di economia (anche quelli in adozione negli istituti tecnici), nelle prime dieci pagine trovi le risposte a quanto scrivi.
        Te le anticipo io, lasciando a te la possibilità di verificare.

        Il tempo necessario perché un cambiamento di politica monetaria o fiscale si trasmetta all’economia reale varia da minimo 6 mesi (interventi di tipo monetario) a 18/24 mesi (soprattutto per gli interventi fiscali).

        L’andamento delle variabili economiche del trimestre giugno/settembre 2018 non possono pertanto essere messe in relazione con questo governo. Nel bene o nel male vedremo i risultati di quanto accade oggi a partire dall’estate prossima (per lo spread, sempre se rimane così o peggiora). Per quanto riguarda gli effetti di reddito di cittadinanza, pensioni e cosiddetta flat tax, bisognerà attendere che le misure divengano concrete e verificare nei 12 mesi successivi gli effetti.

        Vale per tutti i governi, in Italia e all’estero, simpatici e non.

        Poi, per fare polemica gratuita, ci si può attaccare a tutto. Anche al maltempo….

      1. Norberto scrive:

        Avranno ragione quelli che sull’odierno blog inneggiano alle scelte grillo-leghiste, spiegando che non solo finora non è successo niente ma quando le misure in materia fiscale, pensionistica, di sostegno ai redditi più bassi andranno a regime, avremo finalmente più sviluppo, più occupazione, meno povertà. Oppure quelli che, nel blog precedente, ammettevano che dovremo pagare dei prezzi a causa delle attuali misure governative, ma in cambio di un futuro più roseo nel quale la via dello sviluppo verrà finalmente ripresa con tutte le conseguenti ricadute positive.
        E se non avessero ragione ne gli uni né gli altri?
        Con chi potremo prendercela?

        • Maxhellas scrive:

          Articolo apparso su Bloomberg (non esattamente un sito di rivoluzionari…)

          https://www.bloomberg.com/opinion/articles/2018-10-26/italy-s-budget-isn-t-as-crazy-as-it-seems

          Italy’s Budget Isn’t as Crazy as It Seems
          EU officials must recognize that the country needs stimulus.

          By Ashoka Mody
          26 ottobre 2018, 08:00 CEST

          Europe’s leaders have come down hard on Italy for its plans to increase spending with the aim of boosting growth and helping the poor. What they fail to recognize is that a little stimulus might be just what the Italian economy needs.

          The outlook for the global economy is deteriorating more rapidly than forecasters realize. A slowdown in China has hit global trade, European exports are decelerating, and euro-area business sentiment is sharply down. All this can’t help but affect Italy, where industrial production is barely increasing and a recession may be imminent.

          This is the context in which one should judge the increasingly strident debate between Brussels and Rome. The new Italian government, led by the right-wing League and the anti-establishment Five-Star Movement, proposed a fiscal stimulus that would cause the budget deficit to rise to 2.4 percent of gross domestic product next year. The European Commission rejected the plan as irresponsible, sparking a showdown that has included an episode of shoe-banging in the European Parliament and a crude exchange of words on Twitter. Amid the discord, the yield on Italy’s 10-year bonds has kept rising.

          Yet if the Italian economy is stalling, fiscal stimulus may be the only way to avoid a dangerous recession, which could tip Italy into an unmanageable crisis. Certainly, the EC’s insistence that the Italian government honor its predecessor’s commitment to shrink the budget deficit is completely unreasonable. Austerity will worsen the slump and, hence, increase the government’s debt burden (expressed as a percentage of GDP). This, in turn, will aggravate rather than ease market tensions.

          Instead, both sides should focus on the manageable size of a stimulus and the best way to spend the money. Italy faces hard constraints: The country’s debt-to-GDP ratio, at about 132 percent, is already extremely high. It’s thus crucial that the added spending not push the budget deficit beyond the government’s 2.4 percent target. To that end, the government must temper its overly optimistic growth projections, and correspondingly pull back some of its spending, lest the deficit end up larger than planned as a share of GDP.

          As regards how to spend the money, the traditional recommendation — that it should go toward infrastructure or other long-lasting investment — might not be an immediate priority. Italian governments have long run primary budget surpluses (excluding interest payments), at a time when growth has been slow and the financial crisis has severely set back sizable segments of the population. As economists from the International Monetary Fund have noted, such persistent belt-tightening creates pent-up demand for tax cuts or public spending to alleviate social discontent. Financial support for low-income families, for instance, could be particularly effective, because the money would go to the people most likely to spend it.

          The war of words between the EC and the Italian government leads nowhere. In principle, the commission can impose financial penalties if Italy ignores its recommendations, but even German Chancellor Angela Merkel has recognized that doing so serves only to “bring about insolvency particularly fast.” In any case, such fines are a political non-starter: The heads of government who comprise the European Council, which must authorize any action, will not impose sanctions for fear that their own countries could be sanctioned in the future.

          The government’s vague and erratic policies have caused consternation in markets. That said, EC officials’ harsh pronouncements on Italy have also pushed up borrowing costs. Some may see this as a useful source of pressure to keep Italy in line, but it’s playing with fire in a tinderbox. Rising yields and falling bond prices put added stress on already fragile Italian banks, which hold large quantities of government bonds. Distress among banks, in turn, can necessitate bailouts that further worsen the government’s finances. A slowdown in the broader economy will only worsen this dynamic, pushing the weak banks and government finances into a vicious downward spiral.

          In such a perilous environment, failure to pursue a constructive discussion could precipitate economic and political disaster. On the other hand, changing the narrative to give legitimacy to a modest Italian stimulus will reassure investors and calm the markets. European officials should quickly reconsider their position.

          Ashoka Mody is a visiting professor in international economic policy at Princeton University. Previously, he was a deputy director at the International Monetary Fund’s research and European departments.

          • martello carlo scrive:

            Perdio, MAXELLAS, che pappardellas: praticamente è una voce dall’estero che non fa che ribadire le opinioni del governo, dandogli sostanzialmente ragione.
            Questo dà un po’ ci conforto, come l’intervento di TRUMP pro TAP, ma non risolve la situazione governativa che si sta complicando ogni giorno di più: alla fine la diverse mentalità, culture, interessi ( che poi quando sono interessi del nord valgono anche per il sud) si identificano sempre più con la distribuzione geografica del voto, il che non preconizza nulla di buono non solo per l’unità del governo, ma anche per quella del paese.
            Le manifestazioni isteriche e fin troppo organizzate contro la decisione sulla TAP, sono piuttosto IRRITANTI ( nel senso che si pretende l’assistenza senza alcun “sacrificio”) e rivelatrici di una base pentastellata irresponsabile e immatura.
            Mi potresti spiegare quale apocalisse comporterebbe per il Salento?

            • Maxhellas scrive:

              C’è stato anche un articolo sul Wall Street Journal…. tutte cose che sicuramente a quelli che si “informano” esclusivamente su Repubblica magari sfuggono.

              Come sfugge altrettanto sicuramente che pagare un prezzo in termini di volatilità nel breve periodo per cogliere frutti nel medio periodo non sia una contraddizione. Che è ciò che sostengo (ed altri insieme a me) da sempre.

              Che il governo ogni tanto fibrilli è altrettanto naturale, viste le distanze tra i 2 “contraenti”, che tra la’altro qualcuno (incluso il “titolare” del presente blog) dipingeva come molto simili.

              Mi piacerebbe elevare un tantino il livello del dibattito, dando magari qualche spunto anche tecnico, visto che spesso si parla di economia. Ci provo.

              • martello carlo scrive:

                Elevare, elevare: giusto, sono pienamente d’accordo; non basta certo la pappardella di BLOOMBERG!
                Vediamo se riesci ad elevarti dai livelli di ALDEGHERI che non riesce a fare una, dico una, critica al PD, il che, avendo avuto modo di apprezzarti, sarebbe molto utile.
                Tanto per cominciare, perché non fai un’analisi critica, anche solo economica, ( i famosi costi benefici tanto cara a TONINELLI ), TRUMP a parte, della TAP e dell’ idiosincrasia per tutte le grandi opere?
                Oppure vuoi andare a spulciare gli algoritmi che hanno portato al FISCAL COMPACT? Magari, siamo tutt’orecchi.

        • Attilio scrive:

          Anche con te che non sei sufficientemente convincente
          Non hai esercitato abbastanza la coltivazione della tua capacità di essere influente
          Largo ai cretini

        1. portateliacasatua scrive:

          Ma quante ne scrive ? se ha titoli di stato sta incassando le cedole e se come dice non e’ uno speculatore li ha sempre tenuti fino a scadenza . Vendiamo da 7 anni di tassi a zero . quindi non sta accadendo nulla di straordinario. Lei sta facendo grande scena perché non ha al governo i suoi Renzi e boschi che hanno aumentato il debito pubblico. Stia almeno zitto e pensi al perché il popolo si e’ cosi incazzato da Monti in poi.

          • bardamu scrive:

            Applausi. Ci mancava la lamentazione per le perdite finanziarie.
            La sinistra ormai oltre ad aver perso il contatto coi proletari per avvicinarsi sempre più ai diritti civili dei ricchi, è pure diventata liberista.
            O tempora, o mores…

          1. Attilio scrive:

            Il pil dell’ultimo semestre evidenzia che si può fare sempre peggio
            Questo è il governo del cambiamento in peggio

            1. martello carlo scrive:

              Francamente ALDEGHERI, la credevo più idealista: lei l’azzeramento del valore degli immobili, non l’ha minimamente contestato in nome dell’ EPURAZIONE BERLUSCONIANA, nonostante sia proprietario dell’ immobile in cui dimora.
              Lei forse pensava che tutto si sarebbe fermato lì… e invece no: la speculazione ci ha imposto ben altri sacrifici, soprattutto ai 5 MLN di poveri, a cui non gliene ppò ffregà dde meno dei suoi BTP ( che tra l’altro, come già detto in precedenti interventi, le riservano succulente cedole e il rimborso a scadenza alla pari ).
              Quanto ai fondi, spero li abbia diversificati, rifugiandosi all’estero e sulla denominazione, nel qual caso il loro valore è indipendente dalla situazione italiana.
              Sulla immaturità ed incoscienza dei 5* ( la cui composizione è equamente distribuita tra speculatori del reddito di cittadinanza, arcadici sostenitori del non fare e transfughi del PD, tutta roba da decrescita felice per loro, ma lacrime e sangue per gli altri ), abbiamo detto tutto, quindi mi piacerebbe che in futuro mi, TANTO PER CAMBIARE, spiegasse un po’ cosa sarà, se sarà il PARTITO DEMOCRATICO.
              ABBIAMO UNA GRANDE NOSTALGIA DI RENZI.

              1. Maxhellas scrive:

                Sarà che dopo anni di governi che hanno depauperato la classe media ed il “terzo stato” siano rimasti in pochi ad avere risparmi da parte?
                Magari quelli del Pairoli a Roma o di Brera a Milano, che infatti sono rimasti come riserve indiane fedeli al PD dei “fenomeni”?

                Infine, non capisco come ha fatto, Lei che è un illuminato analista politico, a non vendere per tempo i titoli italiani per comprare quelli tedeschi in blocco. Non è da oggi che sostiene l’incompetenza del governo attualmente in carica, quindi perché non è uscito dall’Italia per comprare “competenza” estera?

                1. Attilio scrive:

                  Sia più specifico. Si riferisce al calo del valore dei btp? Se è così, o non sa quel che dice oppure è in malafede.

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