18
nov 2018
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L'Indiscreto

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LA BENZINA DI MACRON E QUELLA DI SALVINI

In una fredda e noiosa domenica, aspettando le legnate che prenderemo mercoledì dalla UE (ripeto l’invito a dare un’occhiata a quanto valgono i vostri risparmi) seguo in TV la protesta di piazza francese contro le tasse sulla benzina.

Lacrimogeni, un morto, centinaia di feriti.

A Parigi un litro di benzina costa 1,55 euro al litro. In Italia la paghiamo 1,67.

Leggo che a guidare la protesta d’oltralpe sono i movimenti populisti.

Non so se il furore sia giustificato.

Mi limito a ricordare che in Italia, il leader dei populisti, Matteo Salvini, aveva giurato più volte che “al primo consiglio dei ministri” dopo la vittoria elettorale avrebbe provveduto a cancellare le accise che gravano sui carburanti. Cosa che si è finora ben guardato dal fare.

In Francia tirano le molotov, qui battono le mani.

Paese che vai, populista che trovi.

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5 risposte a “LA BENZINA DI MACRON E QUELLA DI SALVINI”

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  1. Attilio scrive:

    Gli è già stato chiesto ma non abbiamo ricevuto risposta

    A cosa si riferisce nello specifico quando il giornalista invita a guardare i risparmi?

    Perché non risponde?
    Perché non ci vuol dire la sua opinione sul tema migranti, blocco dei porti ecc ecc ?

    1. Norberto scrive:

      Non è più semplice e più giusto dire che il taglio delle accise sulla benzina era si una promessa di Salvini ma non è entrata negli accordi di governo con i 5 Stelle ed è stata quindi abbandonata?
      No, è meglio abbandonarsi a sproloqui che non hanno attinenza col tema.
      Resta comunque il fatto che i francesi con costi della benzina più bassi dei nostri manifestano e si incazzano.
      Noi per il momento no.

      • Maxhellas scrive:

        L’attinenza c’è eccome. al contrario dello scritto di Aldegheri, che risulta stiracchiato giusto per tirare dentro l’attuale governo anche nel caro benzina……Il che la dice lunga sulla carenza di idee della sedicente opposizione.

        Mi piacerebbe leggere nel prossimo post un commentino sul sequestro dell’Aquarius per sversamento di rifiuti pericolosi. Così, tanto per vedere se l’Aldegheri riesce a collegare il governo attuale con questo fatto…..

      1. Maxhellas scrive:

        Allo scopo di dare notizia completa, e così venire in aiuto alle ripetute amnesie dell’Aldegheri (che se non fossero amnesie, sembrerebbero distorsioni dei fatti in stile pennivendolo), ricordo a tutti che l’ultimo aumento delle accise sui carburanti lo si deve al governo Monti, che aumentò il prezzo del litro di benzina di 10 centesimi e quello del diesel di 13 centesimi.
        Così, tanto per dire…..

        Per venire al tema così sgangheratamente citato dal buon PD-Renziano de noialtri, non capisco in quale logica si muove il suo ragionamento: da una parte inizia con la preoccupazione della reazione europea allo sforamento del deficit, dall’altro invita il governo a sforarlo ancora di più. Non è un tantino in contraddizione?

        Infine, osservo che Macron è il solito pinguino in salsa liberal, il classico tipo che ha stufato in tutto il mondo (salvo nelle redazioni dei giornali) e viene contestato (giustamente peraltro) per l’ennesimo provvedimento che va a prelevare nelle tasche di tutti (quindi più dolorosamente per i redditi bassi) per dare a chi incassa profitti (quindi ai redditi alti).
        Bene: Aldegheri e i suoi mentori dovrebbero capire una buona volta che la gente è stufa di farsi tosare per permettere ai soliti pochi di comprare uno yacht più grande. La Storia, inoltre, ci insegna (sempre che la si voglia studiare) che ignorare per troppo tempo il malessere delle masse, non porta molto bene alla classe dominante, che puntualmente finisce non benissimo. E, di concerto, in quelle occasioni l’ultima cosa di cui ci si preoccupa è il valore dei risparmi, dovendo invece salvare la pelle…
        Siamo ancora in tempo per evitare derive spiacevoli, ma le dinamiche che portano in quella direzione sono già in atto. Una classe dirigente di “esperti” e “preparati”, (Macron, Renzi, Moscovici, Junckers, secondo voi) avrebbe dovuto prendere i provvedimenti per invertire queste dinamiche. Ne parla nel suo ultimo libro Josef Stiglitz (non esattamente un bombarolo no global). Purtroppo la classe dirigente che a voi piace persevera nell’errore (clamoroso e macroscopico) e la gente (che in democrazia vota, e vota ciò che gli pare) ne sta cercando una nuova. Auguriamoci che la ricerca abbia buon esito, altrimenti fatti come Brexit, Trump o il Governo gialloverde saranno ben poca cosa rispetto agli accadimenti che ci attendono.

        1. Gatón scrive:

          Visto che è stato così bravo da riprendere i dati sul costo dei carburanti dal sito di Repubblica, poteva anche proseguire nella lettura dell’articolo ed informarsi, noi lo sapevamo già, che da Gennaio il prezzo aumenterà di 6,5 centesimi per il diesel e 2,9 per la benzina,.
          Ecco, questo aumento associato alla politica di riduzione degli sgravi fiscali è l’oggetto della protesta portata avanti da un movimento trasversale, non legato ad alcun partito.
          A proposito, Matteo Salvini è il leader della Lega, non dei “populisti”.
          In ogni caso non ha ancora deciso alcun aumento come ha fatto il premier francese.
          Ma, si sa, lui è di sinistra, quindi le proteste a lui indirizzate sono comunque fuori luogo.
          L’unica protesta legittima è contro i fascisti.

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