16
dic 2018
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L'Indiscreto

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TRA D’ALEMA E LELE MORA

La sinistra italiana adora Nanni Moretti. Citazione d’obbilgo: “Andiamo avanti così, facciamoci del male!” E a sinistra rispondono: “Obbedisco!”

Leggo l’ipotesi di una lista unica D’Alema-Zingaretti per le prossime elezioni europee.

Fantastico!

Obiettivo realistico, immagino, ottenere lo steso trionfo che ha ottenuto LeU alle ultime elezioni. Convincendo un’altra bella fetta d’italiani che non c’è alternativa al brillante governo gialloverde.

Io D’Alema lo capisco: ma Zingaretti?

Poi giro pagina, e leggo che Lele Mora vuole anche lui buttarsi in politica, col partito Unione Cattolica, perché, dice il Lele, “occorre tornare ai princìpi che la Chiesa e le religione cattolica incarnano”. Lele Mora, capite? E allora perché criticare un simpatico neo-partito D’Alema-Zingaretti?

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8 risposte a “TRA D’ALEMA E LELE MORA”

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  1. Gatón scrive:

    Senza alcun timore di mancare di rispetto a chicchessia, auguro un sereno Natale al Paròn de casa ed a tutti i partecipanti.

    1. bardamu scrive:

      il tema è francamente ( come direbbe D’Alema ) d’interesse pari all’ascolto dei cori della tifoseria clivense.
      Ma un paio di cose su baffino vorrei dirle.
      Ho sempre trovato inconcepibile l’odio puro dei “sinistri” nei confronti di D’Alema. Ho provato anche a capire da dove provenga questa furia iconoclasta parlandone con alcuni colleghi di lavoro che hanno sempre votato e talora anche militato a sinistra. Non sono riuscito a cavarne un granchè.
      Anche la famosa invettiva morettiana nei confronti di un D’Alema a suo giudizio troppo accondiscendente nei confronti di Berlusconi non è molto comprensibile. Cosa pretendeva che facesse durante quel famoso dibattito televisivo? Che lo prendesse a sberle, o a sputi in faccia? Ma se persino quel malmostoso saccente di Travaglio non ha profferito verbo di fronte alla celebre scenetta della pulitura della sedia da parte di Silvio.
      Mah!
      Sarà che gli avversari trovano sempre più accattivanti i rappresentanti meno stimati dai propri sodali ( ricordo quanti sinistri mi tessevano le lodi di Fini prima che tutti scoprissero che razza d’individuo fosse…), sarà che istintivamente sono portato a simpatizzare con chi è inviso alla maggioranza ma a me D’Alema sembra un fior di politico, tra l’altro di professione, come piace ai nostalgici della prima repubblica.
      Se qualcuno che vota a sinistra volesse illuminarmi in proposito appagando la mia curiosità gliene sarei grato.

      • Norberto scrive:

        Non voto a sinistra da un bel pò e non ho la pretesa di illuminarti ma più semplicemente voglio offrirti una chiave di lettura per spiegare questa apparente contraddizione su D’Alema, politico navigato e sommamente inviso.
        Secondo me, Baffino è e resta una persona intelligente. Non ha mai fatto errori eclatanti e non ha colpe capitali da farsi perdonare. Tuttavia nella sua lunga carriera si è sempre trovato dalla parte sbagliata, quella di chi perde.E’ diventato comunista quando aveva i calzoni corti e si sa che fine ha fatto il comunismo. Ha contribuito a crare un partito surrogato del partito sociialista con un accordo a tavolino con i reduci della D.C. E anche qui non gli è andata meglio. Infine è uscito dal PD per creare un polo riformatore di sinistra e l’esperienza è abortita prima ancora di nascere. Insomma quello che gli ialiani non perdonano a D’Alema è semplicemente di essere un perdente.

        • bardamu scrive:

          ragione di più per stare dalla sua parte, per quanto mi riguarda. Sempre stato dalla parte dei perdenti, anche calcisticamente ( tranne nell’anno di grazia 1985 ).

      1. Attilio scrive:

        è più interessante parlare del sesso degli angeli che di d’alema e zingaretti

        per me gli angeli sono femmine, avrei qualche remora ad avere un angelo custode maschio dietro la schiena

        1. Norberto scrive:

          Viene da ridere a pensare che il rilancio del PD possa dipendere dalla presenza di D’Alema o che i suoi capetti possano accapigliarsi attorno alla presenza di “baffino” a fianco di Zingaretti. Ma poi, per ragioni parallele a quelle che riguardano le gesta di Salvini e Di Maio, scatta la preoccupazione per un partito che dovrebbe essere il perno di una seria opposizione al governo giallo-verde e che ogni giorno di più assomiglia ad una barzelletta. L’unica consolazione è che in questo caso nessuno si offende o sente il bisogno di prendere a sproposito le sue difese.
          Vorrà dire che per il ritorno alla normalità dovremo aspettare qualche fatto eccezionale o altri 20 anni.

          1. Gatón scrive:

            Non ci trovo niente di strano, chi meglio di lui può rappresentare certi aspetti delle gerarchie ecclesiastiche ?

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