03
mar 2019
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L'Indiscreto

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BEPPE GRILLO E IL RAZZISMO

Una manifestazione è solo una manifestazione.

Se ci va tanta gente, significa che tanta gente pensa che ci sia un problema da affrontare.

Il giorno dopo il problema resta, e va affrontato anche in altri modi, se si vuol tentare di risolverlo.

Ciò premesso, certi commenti sono lampi di luce sulla realtà.

Dopo il corteo di Milano, Beppe Grillo ha spiegato che il razzismo non esiste e che se lo sono inventati i giornali.

Ha ragione: non sono sempre più italiani ad essere razzisti, sono loro che sono neri.

E comunque, chi prima delle elezioni (a proposito: è passato giusto un anno) mi scriveva che Salvillo era un’invenzione farlocca e che le differenze erano enormi, ci faccia magari un pensierino.

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4 risposte a “BEPPE GRILLO E IL RAZZISMO”

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  1. martello carlo scrive:

    NON SI PUO’ PIU’ DIRE “ PRIMA GLI ITALIANI “: SEI UN MALEDETTO RAZZISTA
    Questa storia del razzismo ormai stancato ed è preoccupante, se è vero che c’erano 250000 persone alla manifestazione ( pro immigrazione? Anti SALVINI? Anti xenofoba? Anti razzista? Pro cooperative? Pro schiavismo? ), è veramente PREOCCUPANTE.
    Non ci credo, ma se fosse vera l’ipotesi antirazzista, significherebbe che qualcun altro, non SALVINI, bensì manipolatori mentali e sociali ben più esperti ed indottrinati, stanno creando dal nulla il CLIMA D’ODIO che si imputa al ministro dell’interno che subisce attacchi di un odio, un livore tale di cui sono capaci solo persone col DNA Komunista.
    L’ORCHESTRA ROSSA suona ancora. Suona con tutti i suoi effettivi: tombe, tromboni, tamburi, pifferi e clarinetti: giornali, televisioni, boiardi di stato, magistratura rossa, infiltrati internazionali, nomenklatura a capo di migliaia di associazioni infiltrate, tirapiedi sindacali e di tutti, i tipi sono ancora in piena efficienza: un anno di governo giallo verde non l’ha manco scalfita.
    Cotanta organizzazione, cotanta voglia di accoglienza, cotanta espressione di tutte le variazioni sociali, meriterebbe una platea più significativa che non MILANO, dove gli immigrati sono accolti degnamente , con spacciatori ad ogni angolo della città, per cui lancio un’idea: PERCHE’LA PROSSIMA MANIFESTAZIONE NON LA ORGANIZZATE A CASTEL VOLTURNO, MANFREDONIA E SAN FERDINANDO PER COMATTERE SUL CAMPO IL CAPORALATO SCHIAVISTA?
    POTREI ANDARCI ANCH’IO.

    • Norberto scrive:

      Caro Martello, ancora una volta per difendere Salvini , scadi in argomenti che sono prerogativa del tifo più che della logica.
      Cosa c’entra prima gli italiani col razzismo? Si può, o potrebbe, difendere gli italiani senza scadere nel razzismo. Da qui a dire che non c’è il pericolo di una deriva razzista nella società italiana ne corre.
      Ed infine concludere che se manifestazione c’è stata, essa è il frutto di una costruzione politico partitica, è una mortificazione dell’intelligenza, a prescindere se è avvenuta a Milano o nella piana di Gioia Tauro.
      Lo schiavismo e l’abusivismo nell’uso della mano d’opera clandestina sono semmai la prova di un apparato statale connivente con forme di illegalità e di razzismo.

      • martello carlo scrive:

        Se non difendo io SALVUNI, chi vuoi, tra le Elites, che lo faccia?
        Ohh, adesso che mi sento un po’ trombone anch’io, posso confessarti il segreto: la frase ” chi dice prima gli italiani è un razzista” è anche lui un trombone… o un OBOE che l’ha cantata in un talk show e che va ripetendo con coristi sempre più numerosi ma di cui non ricordo esattamente l’identità: potrebbe essere un SANSONETTI, un VAURO, insomma uno di quei paranoici che, non avendo superato all’asilo qualche dispettuccio o qualche discriminazione, tirano fuori segregazioni e fobie dappertutto….. e questi sono ancora i tromboni più onesti, figurarsi gli altri.
        Certo che si possono difendere gli italiani senza scadere nel razzismo, ed è esattamente ciò che sta facendo il povero SALVINI, ma on si possono lasciare le cose allo stato a cui ci hanno ridotto l’Europa ed i loro servetti del PD alla FAZIO ( intervista quella a MACRON che eclissa quella di VESPA a SADDAM HUSSEIN ).
        A grandi disastri ( e si vede dal livello di drogati che girano per le strade, non solo in macchina ma anche a piedi ) si deve reagire con altrettanta decisione per riportare un minimo di ordine.
        L’invito di andare a manifestare nelle favelas nere della raccolta del pomodoro, l’ho fatto per non fermarsi alle ragioni economico/cooperativo che ispirano le manifestazioni pro immigrati e immigrazione, ma per andare a vederne i risultati nei luoghi dello schiavismo che potrebbero estendersi a tutto il paese.
        In italia non esiste razzismo, esiste la consapevolezza che i migranti, con la disoccupazione che abbiamo qui non possono avere alternative alla raccolta dei pomodori e dello spaccio perché, se messi tutti sul mercato del lavoro distruggerebbero tutte le conquiste del lavoro e del welfare.
        Cinque miliardi o più all’anno per la loro assistenza cooperativa non ce li possiamo permettere: è peggio di un altro reddito di cittadinanza mondiale.
        Quindi smettetela di seminare antirazzismo e antifascismo che non esistono, bensì sono frutto di una campagna politica di manipolazione che alla fine potrebbe avere il risultato contrario a quello che si prefigge.
        NON POSSO CREDERE CHE TU CREDA A QUESTE FREGNACCE.

    1. Norberto scrive:

      Ignorare il problema ma anche fingere di ignorarlo è il modo migliore per finire la propria carriera politica in un “vaffa” universale. E conta poco che il suo mestiere sia un altro e che ironizzi sulle contestazioni che riceve suggerendo, come ha fatto qualche giorno fa, di applicare un supplemento al prezzo del biglietto pagato per assistere al suo spettacolo.
      Uomini più potenti e più furbi di lui sono passati dall’altare alla polvere in un battibaleno.

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