10
mar 2019
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RINVIARE TUTTO, UN CLASSICO…

Rileggere i classici, please.

Quel fantastico studio d’architetti che ha redatto sia il parere favorevole sia quello contrario alla Tav: è puro Goldoni (Arlecchino servitor di due padroni), sì o no?

E il presidente del Consiglio (?) che non sa ma soprattutto non può decidersi (no alla Tav, ma “ovviamente non vogliamo che si perdano i finanziamenti europei già stanziati”): è o non è puro Manzoni (a metà tra don Abbondio e l’Azzeccagarbugli)?

Non manca certo  l’Ariosto (Rodomonte lo capite da soli chi è, no?), e c’è un Pd che è tutto un Metastasio (“E intanto confuso, nel dubbio funesto, non parto e non resto, ma provo il martirio che avrei nel partire, che avrei nel restar”).

Tra i minori, ecco poi il Boiardo (o forse il Berni, la memoria latita), a descriverci il gruppuscolo di D’Alema e Bersani: “il poveretto non se n’era accorto, continuava a pugnar, ed era morto”.

Insomma, letterariamente non ci facciamo mancare niente.

Ma politicamente, rimandando qualsiasi decisione importante a dopo le elezioni europee, rischiamo di farci mancare tutto, o almeno molto.

03
mar 2019
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1.130

BEPPE GRILLO E IL RAZZISMO

Una manifestazione è solo una manifestazione.

Se ci va tanta gente, significa che tanta gente pensa che ci sia un problema da affrontare.

Il giorno dopo il problema resta, e va affrontato anche in altri modi, se si vuol tentare di risolverlo.

Ciò premesso, certi commenti sono lampi di luce sulla realtà.

Dopo il corteo di Milano, Beppe Grillo ha spiegato che il razzismo non esiste e che se lo sono inventati i giornali.

Ha ragione: non sono sempre più italiani ad essere razzisti, sono loro che sono neri.

E comunque, chi prima delle elezioni (a proposito: è passato giusto un anno) mi scriveva che Salvillo era un’invenzione farlocca e che le differenze erano enormi, ci faccia magari un pensierino.

24
feb 2019
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1.081

TIRIAMO A CAMPA’

Ma sì, rinviamo tutto, che di tempo ne abbiamo.

La Tav? Studiamo ancora, poi decideremo.

L’autonomia veneta? Un altr’anno, dice Salvini.

L’anno bellissimo? Sarà l’anno che verrà.

Il boom? Vabbè, era una battuta.

Chi controllerà il reddito di cittadinanza? Poi vedremo, intanto cerchiamo di fare arrivare qualcosa in vista delle elezioni europee, poi ci penseremo.

E allora rinviamo, che di tempo ne abbiamo tanto (l’economia va a mille, il differenziale col resto d’Europa ci riemopie d’orgoglio, no?). Anche perchè, già si litiga su tutto, perchè farsi del male?

In fondo, ce l’ha insegnato il Divo Giulio, tanti anni fa: meglio tirare a campare piuttosto che tirare le cuoia.

 

17
feb 2019
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1.010

TRIBUNALI DEL POPOLO E SPIE

Un’azienda privata farà decidere, attraverso una piattaforma web da essa sola controllata, se un ministro della Repubblica debba essere processato oppure no.

Una proposta di legge chiede che si possa decidere per referendum anche in materia penale: un sì o un no da parte di persone che di regola conoscono al massimo il Codice da Vinci potrà aumentare le pene per reati particolarmente “impopolari”.

Un Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, parlando dei controlli sul promesso Reddito di Cittadinanza, spiega che saranno usate “anche le segnalazioni che arrivano dal vicino di casa che è invidioso perché vede quello che sfrutta uno strumento di aiuto illegalmente” .

Paolo Mieli sostiene che è sbagliato parlare di un ritorno al fascismo, e a sinistra ovviamente giurano che nulla c’entra lo stalinismo.

Ma l’Ovra e la Stasi (qualcuno avrà pur visto il film “La vita degli altri”) non erano qualcosa del genere?

Noi elitari continuiamo a ridere dei congiuntivi di Di Maio, delle gaffes del povero Toninelli, dei selfies da adolescente di Salvini.

Ma c’è davvero tanto da ridere?

10
feb 2019
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TRA SANREMO E KANT

Imbarazzante. Molto imbarazzante.

Il ministro degli Interni viola la legge sul silenzio elettorale, tanto sa che i 5 Stelle (onestà-ta-ta) gli garantiscono l’immunità parlamentare.

Provate voi a fermarvi in divieto di sosta, poi fate il confronto.

Lo stesso ministro poi spiega di aver seguito il Festival di Sanremo (bello avere tanto tempo libero) e di non gradire che abbia vinto un ragazzo che non si chiama Franceschino e neanche Carletto.

Subito gli fa eco uno stuolo di portaborse (presidenti di consigli comunali che invocano il complotto demo-giudaico massonico, assessori e politicanti a frotte).

Lo stesso ministro, ogni giorno, trova il tempo per dirci quel che mangIa (e mangia parecchio). Mandando “bacioni ai rosiconi”.

Queste sono le cose che oggi piacciono alla gente che piace.

Salvini va a letto tardi perchè vuol vedere chi ha vinto a Sanremo.

Grande nostalgia pe lo sfrontato snobismo di Umberto Eco, quando prendeva in giro Berlusconi dicendo. “anch’io vado a letto tardi, ma perché leggo Kant.”

03
feb 2019
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PERCHE’ LORO E’ IL REGNO DEI CIELI

C’è del metodo, in questa follia.

Uno dice che siamo alle porte di un boom economico.

L’altro spiega che sarà “un anno bellissimo”.

Una terza ministra della Repubblica italiana spiega che l’ottimismo è il sale della terra.

Tutto questo, implica chiaramente una strategia.

Si aumenta il debito e fa salire il costo del credito.

Si bloccano opere pubbliche per miliardi, cancellando migliaia di posti di lavoro.

Si riduce l’orario dei negozi, stoppando le aperture domenicali.

Ci si isola da tutti i maggiori partner commerciali.

Tutte misure (spero nessuno mi contraddica) che accelerano la recessione.

E’ la decrescita. E chi ci governa, da sempre e con coerenza, vuole la decrescita, e ci assicura che sarà felice.

Da bambino, m’insegnavano che i poveri erano felici e beati, perché loro è il regno dei cieli.

Che fosse scritto nel catechismo è comprensibile.

Che sia una strategia economica per una nazione, mi risulta più difficile da digerire.

27
gen 2019
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DEV’ESSERE LA FEBBRE

A letto con la febbre, leggo notizie che sono chiaramente impossibili.

Leggo che un senatore grillino crede ancora ai Protocolli dei Savi di Sion (povero Umberto Eco).

Leggo che nessuno dei suoi compagni di partito lo prende a mazzolate sul (si fa per dire) cervello.

Leggo che c’è una manifestazione di nazisti ad Auschwitz.

Leggo che Lino Banfi va all’Unesco. Ma leggo anche che, secondo Giorgia Meloni, ci va per sbaglio, perché Di Maio avrebbe voluto mandarlo all’Unicef ma si è confuso.

Leggo che la Cgil prima vota all’unanimità il sostegno al dittatore Maduro ma subito dopo dice che forse no, non è il caso.

Tutte cose che, ovviamente, non possono essere successe.

Dev’essere la febbre.

 

20
gen 2019
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L’ECONOMIA COME ATTO DI FEDE

Sostiene Di Maio che per prima cosa verranno assunti (come lavoratori stabili, non precari) 10 mila “navigator”, ossia quelli che seguiranno e controlleranno i percettori  del reddito di cittadinanza.

Bene, 10mila assunzioni subito, ottima cosa (e beati i 10mila).

Poi comincerà la distribuzione dei 780 euro di assegno a non si sa quanti milioni di italiani.

Dopo di che, si promette ai percettori che riceveranno 3 proposte di lavoro ciascuno, nell’arco di 18 mesi, e loro dovranno accettarne almeno una.

Davvero sono prevedibili in Italia tutte queste offerte d’impiego? Dove sono nascoste adesso, e perché salteranno fuori solo dopo?

Bisogna fare un atto di fede.

E ancora: la manovra del governo prevede uno sviluppo economico mentre la Banca d’Italia dice che quello sviluppo non ci sarà.

Anche qui, bisogna scegliere a chi credere (una volta non si sarebbe neppure cominciato a discutere).

Ecco perché mi pare emblematica l’immagine di quel lavoratore in nero (vende calzini, pare, senza fatturare) che bacia la mano di Salvini nel profondo Sud, spiegando che proprio da Salvini lui si aspetta il reddito di cittadinanza.

Si baciano le mani di coloro in cui si ha fede, si chiami Pio o Matteo.

Un tempo l’economia era la “scienza triste”, ma veniva studiata appunto come una scienza.

Adesso viene interpretata da ciascuno a proprio modo, come fosse la macumba di uno stregone.

Crederci, aiuta a vivere meglio. Ma governare?

13
gen 2019
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TUTTO E IL CONTRARIO DI TUTTO. E GIU’ VOTI!

Di Maio prevede un boom economico. Mezz’ora dopo escono le statistiche sul crollo della nostra produzione industriale. E il giorno dopo, Tria dice che siamo in stagnazione.

Bene, bravi, bis, urla la maggioranza degli italiani.

Salvini tuona che qui non sbarca nessuno, Di Maio dice che i bambini magari sì, Conte va a farne sbarcare qualcuno.

Sulla Tav, mezzo governo va in piazza per il sì e l’altro mezzo per il no.

Impossibile non essere governativi…

La Dc governava schierando i Galloni e i Bodrato sulla sinistra, mentre gli Scelba e i De Carolis stavano a destra e Andreotti stava dappertutto. Rumando nel sacco, chiunque trovava qualcosa che gli andasse bene.

Nel vuoto pneumatico delle opposizioni, si occupano tutti gli spazi, Salvillo non è più un’idea bensì un’epoca.

Pensate a Salvini, che dice di amare De Andrè e cita (o gli fanno citare) la canzone sul pescatore che aiuta un assassino inseguito dai gendarmi (“e versò il vino e spezzò il pane per chi diceva ho sete e ho fame”). Come si fa a credergli? Ma la ‘ggente vuole credergli, e gli crede.

Mentre noi che non gli crediamo, siamo più o meno come i nostri predecessori, costretti a dire che “questo soltanto oggi possiam dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.”

06
gen 2019
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BUON NATALE, SIGNOR VICESINDACO!

Di una cosa sono sicuro: quell’amabile vicesindaco che, a Trieste, ha avuto l’impavido coraggio di gettar via gli stracci con cui un senzatetto si difendeva dal gelo notturno, è uno di quelli che si scandalizzano se in un paese, in una scuola o anche a casa sua non viene fatto un presepe in perfettissima regola.

Quasi sicuramente si commuove alla vista di un cagnolino malato, di un uccellino caduto dal nido, di un agnellino che bela. Ma il senzatetto no, quello deve morire di freddo, Eccheccavolo: un po’ di decoro, no?

Fateci caso: anche lui, come tutti quelli del suo genere, subissato di accuse da parte di una marea di infingardi buonisti schifati da quel gesto, per prima cosa ha replicato: ma no, guardate che io non sono razzista. Ci mancherebbe altro!

Non è questione di destra e sinistra: a Verona c’è un assessore di ultradestra, uno di quelli che rimpiangono Lui, che per i senzatetto si danna l’anima da mane a sera, 365 giorni l’anno. Ma un’anima ce l’ha, lui.

Ma l’anima è merce rara, come un minimo di coerenza.

E sono tanti quelli che arrivano a fare i vicesindaci (o i ministri o ancora più su) tuonando, per esempio, che loro amano prima di tutto la famiglia: la amano talmente tanto che ne hanno due o tre.

Oppure quelli che incitano i sindaci a disobbedire a una legge (sui diritti civili) ma cascano dal pero e s’indignano se altri sindaci (secondo me sbagliando pure loro) disobbediscono a una legge diversa.

Siamo o non siamo il paese delle leggi ad personam?

E la meraviglia delle meraviglie è che, ogni volta, ci cascano a milioni. E giù voti.

Perdo tempo, scrivendo queste cose? Possibile.

E allora, per riguadagnarne un po’, subito Buon Natale 2019 al signor vicesindaco di Trieste, e a tutti quelli che l’hanno votato. Chissà come sarà bello il presepe che sicuramente sta già preparando, pieno di senzatetto che non usano stracci per difenersi dal gelo, ma solo un bue e un asinello…