27
gen 2020
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Hellas Verona

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STAGIONE DORATA

La schiacciante vittoria sul Lecce è l’ennesima conferma. Questo Verona ha tutto per tagliare traguardi prestigiosi, impensabili solo qualche mese fa. Fa bene Juric a puntare quota 40, da raggiungere il prima possibile. Il Verona di Bagnoli conquistò lo scudetto parlando di salvezza.

Dichiarazioni a parte, tutti i segnali dicono che questa è la stagione giusta per realizzare qualcosa d’importante. Europa? Se ci sperano Cagliari o Parma, anche questo Verona può candidarsi. Lo dice il campo, lo dicono le prestazioni, poi guardi la classifica ed arriva la conferma: il sesto posto (preliminare d’Europa League) è distante appena due punti.

Contro formazioni che lottano realmente per la salvezza, questo Verona ha mostrato sempre una schiacciante superiorità. Il Lecce rappresentava un’ostacolo insidioso che i gialloblù hanno neutralizzato brillantemente, giocando un match intelligente, ricco di concretezza, dinamicità e solidità in ogni zona del campo.

Per compiere un vero salto di qualità, servirebbe qualche colpaccio contro formazioni costruite per lottare ai vertici della serie A. Il calendario propone ora Milan, Lazio e Juventus in una settimana. Tre match che diranno se davvero questo Verona può lottare per l’Europa. In ogni caso, la stagione gialloblù è già colorata di tinte dorate. Da tempo non si ammirava un gioco così bello, una squadra capace di riaccendere l’entusiasmo tra i tifosi, un allenatore bravo in campo e in conferenza stampa.

Stagione dorata perché arriveranno tanti milioni, frutto di preziose plusvalenze. Entrate da investire con giudizio, attraverso operazioni sensate sulla scia di quanto fatto nel mercato post promozione, cercando magari giocatori graditi all’allenatore. La questione Stepinski non dev’essere dimenticata. Quei 5 milioni e mezzo potevano essere spesi in altra maniera.

13
gen 2020
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Hellas Verona

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GODIMENTO

La partenza lanciata, i ritmi vertiginosi, il pressing, la corsa, la difesa ermetica delle prime giornate, la zona retrocessione tenuta sempre a debita distanza. Sensazioni positive, indicazioni confortanti in avvio di stagione e un solo dubbio: quanto durerà? Arriverà il calo fisico, è fisiologico, pensavamo un po’ tutti. E quando mancheranno giocatori chiave come Amrabat e Veloso? Scottati da esperienze più e meno recenti, evitare voli pindarici era per i tifosi quasi un obbligo. Vivere il momento, senza sognare troppo in grande, scrivevo qualche settimana fa. Mi sembrava l’atteggiamento più giusto e realistico.

Adesso che il girone d’andata è ormai alle spalle, il freno della prudenza può essere allentato senza timori. Questo Verona ha tutto per conquistare la salvezza con largo anticipo e puntare verso traguardi più prestigiosi, soprattutto se in questo mercato saranno portate a termine quelle operazioni in apparenza marginali, ma che potrebbero risultare determinanti in caso di assenze forzate e infortuni. Juric ha parlato chiaramente di qualche ricambio all’altezza. Borini è potenzialmente un bel colpo, anche se in prestito secco.

La società dovrebbe ora mettere le basi per il futuro, senza troppi stravolgimenti. La prima mossa è ovviamente blindare l’allenatore, accontentandolo nelle sue richieste. Juric ha dimostrato qualità eccezionali e davanti a progetti seri ed ambiziosi, sarebbe meno tentato da altre offerte che stanno già arrivandogli.

Questo Verona in pochissimo tempo è diventato una realtà fantastica, godimento per i tifosi, fenomeno da studiare per i cultori del pallone. Gli ingredienti per regalare altre grandi soddisfazioni ai suoi sostenitori ci sono tutti.

24
nov 2019
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FENOMENALE

Fenomenale il Verona, fenomenale il suo allenatore. Fenomenale domenica per chi ama i colori gialloblù. Una vittoria con dedica speciale al grande Roberto Puliero, straordinario cantore del Verona, istrionico artista, sagace macchiettista. Mi sono divertito al timone della trasmissione di Telenuovo “Alè Verona”, anche se temevo un verdetto diverso del campo che gli scaramantici avrebbero sicuramente collegato al mio ritorno. Ora lascio con piacere(e con animo sollevato) il posto al Vigo, di ritorno dopo meritate ferie.

Juric è un tecnico preparato, intelligente e mai banale. In conferenza stampa, alla domanda “Che voto ti daresti?”, non ha risposto con il classico “lascio dare i voti a voi”, ma ha ammesso, ridendo divertito: “Sono stato bravissimo!”. Vero. E bravissimi sono stati i suoi ragazzi nell’interpretare il match con la Fiorentina nel modo migliore. Intensità, qualità, forza fisica, sono caratteristiche importanti che stanno facendo sognare i tifosi dopo stagioni difficili, allenatori mediocri, squadre modeste. Sulle ali dell’entusiasmo può accadere qualsiasi cosa, anche se sono passate appena 13 giornate.

Se fisicamente il Verona tiene questi ritmi, sarà dura per tutti gli avversari. Peccato che in attacco non sia arrivato un giocatore indicato da Juric. Si capisce chiaramente che Stepinski non è il centravanti ideale per l’allenatore croato. Dopo il gol vittoria di Di Carmine, per il polacco sarà ancora più dura farsi largo. Il problema offensivo rimane, Samuel (rete a parte) ha fatto una fatica tremenda, condizionando anche Salcedo.

Ero convinto che l’esclusione di Di Carmine nei match con Parma e Inter fosse legata anche ai piani della società, intenzionata a far partire l’attaccante a gennaio. Invece i fatti dicono che non è andata così. Nessuno ha voluto svelare i motivi della “litigata”. Di Carmine ha segnato, ha ricevuto i complimenti da Juric, tornando improvvisamente dentro il progetto Verona. Resto sempre dell’idea che il giocatore abbia troppi limiti per affermarsi in serie A. Felice di essere smentito.

 

11
nov 2019
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Hellas Verona

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MEZZO MIRACOLO

12 giornate, 15 punti, decimo posto in classifica. Un mezzo miracolo se pensiamo al Verona dell’anno scorso con Grosso in panchina o a quello della gestione Pecchia.

Non voglio ripetere quanto già scritto nei post recenti e quanto ribadito anche dai miei colleghi nei loro rispettivi blog. Il Verona sta sorprendendo tutti, me compreso. C’è ovviamente chi in maniera un po’ forzata deve cercare in ogni momento un motivo per polemizzare e criticare. Gli eterni scontenti ci sono e ci saranno sempre. Personalmente ritengo più giusto ora sottolineare i pregi di questa squadra, la bravura di Juric e il buon senso del direttore sportivo D’Amico che ha cercato di soddisfare le richieste del suo allenatore. A Setti va riconosciuto il coraggio di rischiare, di seguire le sue idee (molte volte sbagliate) e di non lasciarsi influenzare troppo dagli umori della piazza.

Sarebbe stato molto più facile far saltare l’accordo con Juric e promuovere Aglietti. Lui non ha seguito l’onda e questa volta ci ha preso. In passato la testardaggine del presidente si è rivelata in più occasioni una palla al piede.

La classifica è confortante, ma anche molto corta, soprattutto nelle zone medio-basse. Questo significa che basta pochissimo per ritrovarsi con l’acqua alla gola.

Dopo la sosta arriva la Fiorentina, che ha un solo punto in più dei gialloblù. Il test sarà indicativo per molteplici aspetti. Questo Verona ha tutto per regalare un’altra bella soddisfazione ai tifosi, compiendo un altro passo verso l’obiettivo salvezza.

31
ott 2019
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VIVERE IL MOMENTO

Sassuolo, Parma e Brescia. Un mini ciclo alla porta del Verona, si diceva. Un trittico che era iniziato malissimo e che adesso attende il match più sentito e probabilmente più importante di questa fase. Il Brescia è in crisi, Corini a rischio, lo scontro con l’Hellas già fondamentale per tornare a respirare.

I gialloblù di Juric avrebbero meritato il pareggio con il Sassuolo. A Parma nessuno si sarebbe scandalizzato se il match fosse finito in parità. Classifica alla mano, il Verona si ritrova con un punto in più rispetto a quanto avrebbe detto il campo. Bene così.

“Pensiamo partita per partita, senza fare calcoli”. E’ uno dei ritornelli preferiti dagli allenatori, interpellati su tabelle di marcia o previsioni a medio-lungo termine. E visto che Juric non ha svelato il suo personale calcolo sul citato trittico, mi sono divertito a leggere i vostri commenti con ipotesi realistiche, ottimistiche, ma anche pessimistiche. 3, 4, 6 o 7 punti, avete scritto. Io avrei firmato per due pareggi e una vittoria, dunque cinque punti. Battendo il Brescia sarebbero sei. Niente male.

Adesso però conviene mettere da parte ogni tabella, ogni previsione che vada oltre il match con il Brescia. Meglio vivere il momento e godersi questo sorprendente Verona. Dopo aver pasteggiato per tanto tempo con brodini insipidi, una pastasciutta con un buon sugo ha l’effetto di un piatto prelibato di alta ristorazione.

Dopo allenatori scialbi, parole banali, conferenze stampa inutili e calcio da sbadigli, ci sembra di vivere in un altro mondo grazie alla schiettezza di Juric, al suo calcio pieno di intensità e logica, ad un gruppo determinato, a giocatori dallo spirito battagliero, caricati a mille dal loro condottiero in panchina.

Arriveranno momenti difficili, sconfitte e inevitabili sofferenze. L’esperienza insegna. Non è il caso di lasciarsi andare ad eccessivi entusiasmi anche perché questo campionato è difficile e molto equilibrato. Non ci sono (almeno per il momento) squadre materasso e bastano un paio di ko filati per ritrovarsi con l’acqua alla gola. Vivere il momento, pensare a tenere indietro il Brescia e chiudere nella maniera migliore il mini ciclo di tre partite ravvicinate dev’essere il diktat. Io la vedo così. E voi?

22
ott 2019
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Hellas Verona

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IL GOL NON E’ UN PROBLEMA

Evidenziare la sterilità del Verona dopo la trasferta di Napoli mi sembra un controsenso. Certo, la tripla occasione mancata nel primo tempo grida ancora vendetta, ma incanalare adesso la critica nella direzione del gol che non arriva rischia di mettere in secondo piano le tante buone indicazioni arrivate anche da Napoli.

La settimana scorsa l’argomento comune era la difesa che subisce poche reti (la migliore dopo quella dell’Inter). Vai a Napoli, giochi una signora partita, prendi due gol insieme a tanti complimenti, ma la prestazione passa in secondo piano. Come passa in secondo piano il fatto che l’Inter di gol ne ha presi 3 a Sassuolo. So che è quasi paradossale dirlo dopo un ko con due reti su azioni incassate, ma adesso quella del Verona è la miglior difesa della serie A (a pari merito con Juve, Inter e Cagliari).

Capitolo Stepinski. Il ragazzo ha buone qualità. Non è un cecchino, difficilmente lo diventerà, ma ha ancora ampi margini di miglioramento. La dote del killer (calcisticamente parlando) è innata. Con il lavoro puoi diventare più bravo a smarcarti, imparare movimenti, affinare il feeling con i compagni, con chi ti deve servire i palloni giusti da sparare in porta, puoi migliorare la resistenza, la corsa, la forma fisica, ma la concretezza in zona gol (si può comunque crescere anche su questo punto) è qualità rara. Ce l’hanno solo i grandi bomber. E i grandi bomber costano tanti milioni. Milik, tanto per fare un esempio, ne vale quaranta.

Stepinski è un buon attaccante e non va messo in croce adesso. L’ho visto fare cose egregie con la maglia del Chievo due anni fa (5 reti in meno di 700 minuti giocati). L’anno scorso ha giocato spesso titolare in una stagione difficile e ha faticato come tutta la squadra, ma il ragazzo ha le qualità giuste per dare una mano a questo Verona. Bollarlo come bidone dopo 8 partite è prematuro, considerando che è stato preso nell’ultimo giorno di mercato.

Se proprio vogliamo parlare dell’attacco, mi sembra piuttosto avventata la riconferma di Di Carmine, che a 31 anni ha girato sempre e solo in serie B. Salcedo è un ragazzino di grandi prospettive, però è in prestito secco. Non può essere lui la scommessa su cui puntare. E poi c’è il vecchio Pazzini. La carta ideale per i finali di partita. Purtroppo l’infortunio muscolare in allenamento lo ha messo fuori dai giochi. Pensare ad un suo impiego diverso, quando ritornerà, non è a mio avviso possibile.

07
ott 2019
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Hellas Verona

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CERVELLO E CUORE

In questo Verona completamente modificato ci sono tante belle sorprese. Quando una squadra gira bene, i meriti vanno spartiti. L’allenatore ha portato nuove idee, rispetto al recente passato. Ha puntato su un modulo diverso, ha voluto giocatori con determinate caratteristiche, ha tagliato gente ritenuta non adatta al suo calcio e alla serie A, ma c’è un elemento che ha sorpreso tutti in positivo: Sofyan Amrabat.

Quando scrivevo “la forza delle idee” mi riferivo a questo. Con disponibilità economiche limitate, bisognava scovare elementi come l’olandese-marocchino. O come Miguel Veloso, centrocampista conosciuto, dal passato glorioso, ma quasi dimenticato (svincolato e in cerca di nuovi stimoli).

Se hai determinate qualità e un allenatore che crede in te, tornare a certi livelli è più facile.

Amrabat e Veloso rappresentano il cervello e il cuore di questo Verona. Dettano i tempi, hanno qualità che si sposano alla perfezione: visione di gioco e piede vellutato il portoghese; forza fisica, progressione, dribbling da favola l’olandese che ricorda tanto il panzer dello scudetto Hans Peter Briegel.

Amrabat ha solo 23, il Verona può riscattarlo per 3,5 milioni di euro. Se continuerà su questi livelli, si potrebbero aprire importanti aste tra i grandi club per averlo con entrate milionarie nelle casse gialloblù. Ci sarà tempo per affrontare questi argomenti. Adesso godiamoci le mirabolanti prestazioni di questo ragazzo classe ’96 che ha già conquistato tutti.

Ci sono altri aspetti da esaltare in questo Verona: la solidità difensiva, la bella sorpresa Kumbulla, la grinta, la determinazione, “la panchina”, la buona condizione atletica generale. Ci sarà tempo per approfondire anche questi argomenti. La stagione è solo agli inizi, la salvezza ancora molto lontana.

25
set 2019
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Hellas Verona

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PRUDENZA E PUNTI PERSI

Aspettare, difendersi con intensità, ripartire e colpire. Una strategia studiata a tavolino da Juric per abbassare il rischio di concedere troppi spazi al contropiede dell’Udinese.

Fosse entrato il colpo di testa di Stepinski, i commenti sarebbero stati di altro tenore. Invece rimane soprattutto molto rammarico per l’occasione mancata e due punti salvezza gettati alle ortiche. Il dubbio rimane: non sarebbe stato più opportuno partire forte, togliere il fiato ad un avversario pieno di problemi, metterlo alle corde ed eventualmente gestire le energie nella seconda parte del match?

La prudenza non sempre paga anche se non mi sento di condannare in toto il piano preparato dall’allenatore del Verona. Nella ripresa c’è stata solo la squadra gialloblù in campo, sorretta da un centrocampo sempre più convincente, brava nello sfruttare anche le corsie esterne (soprattutto quella di Faraoni) e nel complesso agevolata da una buona condizione fisica generale. Altra domanda: per quanto il Verona riuscirà a tenere questi ritmi e a correre tanto?

Ho l’impressione che la preparazione atletica sia stata appositamente “bilanciata” per permettere alla squadra una partenza del campionato al top con l’obiettivo di mettere in classifica il maggior numero di punti per poi affrontare l’inevitabile calo fisico senza troppe ansie o paure. Peccato aver disputato due match a ritmi altissimi contro Milan e Juventus e non aver raccolto nulla, a parte complimenti e applausi.

Il turno infrasettimanale è sempre insidioso. Lo spreco di energie fisiche e mentali si paga molto spesso nella terza partita. Il Verona, rispetto al Cagliari prossimo avversario, ha un giorno in più di recupero.

Il test di domenica in Sardegna (inizio alle 18) sarà molto indicativo nolo solo per valutare la tenuta atletica dei gialloblù. In una serie A molto livellata in basso, non è ancora semplice individuare le tre squadre che il Verona dovrà tenere dietro per salvarsi. Di sicuro sarà una lotta lunga, equilibrata e difficile. Ma dopo la delusione mista a rassegnazione dell’anno scorso, ora la situazione appare meno drammatica. Questa squadra ha già ottenuto un piccolo successo: ha dimostrato di potersela giocare. Un punto di partenza niente male.

16
set 2019
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LO STADIO NON E’ UN TEATRO

Ci sono commissari della Lega (Calcio) che non vedono l’ora di segnalare ululati razzisti, soprattutto quando vengono spediti al Bentegodi a seguire un match del Verona. Ci sono giornalisti che anziché preoccuparsi dei problemi del Milan o del gioco asfissiante dell’Hellas, aspettano con ansia qualche sporadico “buuuu” per poter ribadire il solito stancante motivetto, infiocchettato di falso buonismo.

C’è anche qualche imbecille che razzista lo è sul serio e non riesce a trattenersi. E ci sono tanti altri che razzisti non lo sono, ma che riversano allo stadio la loro rabbia repressa, colpendo gli avversari con svariate tipologie di “apprezzamenti” che farebbero impallidire gli scaricatori di porto più rozzi e beceri.

Ho seguito Verona-Milan dalla televisione e gli insulti a Donnarumma si sono sentiti molto chiaramente. Resta da chiarire il confine tra offese personali e sfottò. Si può dare ancora del cornuto all’arbitro? Evidentemente no, non si può. Si può mandare a quel paese un avversario? Assolutamente no, se usiamo una terminologia offensiva. Se urli buuuu a qualcuno passi per razzista, quindi conviene non farlo. Eppure una volta il buuuuu era molto differente dal verso della scimmia (uh uh uh). Potremmo disquisire a lungo sul tema senza arrivare ad una conclusione condivisibile. Per me lo stadio non è un teatro e il calcio non è il tennis. Ma è una mia idea e non vorrei passare per incivile, retrogrado o limitato (ma succederà, non ho dubbi in proposito).

Gli sfottò tra tifoserie mi hanno sempre fatto sorridere, mai arrabbiare. Coloriti epiteti verso i giocatori idem. Tutto però dovrebbe chiudersi al fischio finale, senza rancori o incidenti. Come avviene quasi sempre tra le squadre in campo. Ci si arrabbia, alle volte ci si insulta, ma a fine partita tutto passa (o dovrebbe passare).

Capisco che non è facile e capisco anche che se esistono delle regole, bisogna rispettarle. E’ stato deciso che non si può più dare del cornuto all’arbitro? (è un esempio). Ok, non sono d’accordo, ma devo rispettare la norma. E chi sgarra va punito. Multare le società non serve a niente. Colpire un’intera tifoseria o addirittura una città è sbagliato. Mi fermo qui perché ho già speso troppe parole sull’argomento.

Avrei preferito parlare di calcio, delle buone indicazioni arrivate dal Verona di Juric, ma ho visto che i colleghi Barana e Vighini hanno espresso molto bene concetti in linea con il mio pensiero.

03
set 2019
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Hellas Verona

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IL PIEDE GIUSTO

Partire con il piede giusto è fondamentale. Non è sinonimo di successo, ma è un buon inizio. Quattro punti in due partite, senza una prima punta, è già qualcosa. La strada verso la salvezza è lunghissima e piena di ostacoli, però l’avvio della nuova stagione è confortante, aspettando Milan e Juventus. Juric mi piace. Ha carattere, parla con schiettezza, ha idee e su multi aspetti mi sembra l’opposto dei suoi due predecessori.

Due partite in agosto dicono poco. Eppure qualche buona indicazione è già arrivata. Il modulo adottato è frutto di una logica che mi pare sensata, i nuovi hanno già dato segnali positivi, l’impegno in prima persona di Juric nel mercato è confortante, come è confortante il taglio di tanti giocatori dell’anno scorso, ritenuti non adatti alla serie A e al calcio dell’attuale tecnico.

I fatti dicono che il presidente Setti, al di là di strampalate dichiarazioni ufficiali, sembra aver capito gli errori del recente passato. Non è arrivato un top player, ma Stepinski è un potenziale crack. Il polacco ha buoni numeri, è costato tanto, può essere rivenduto al doppio, se le cose andranno come si augurano Setti, D’Amico e compagnia.

Non dimentico gli errori e le sofferenze delle ultime stagioni, ma mi sento in dovere di sottolineare questa sorta di nuovo inizio. La classifica al momento sorride, l’allenatore non è uno sprovveduto, il presidente ha sempre tanti difetti, però una piccola speranza adesso c’è. Ripeto per non essere frainteso: PICCOLA SPERANZA. Se un mese e mezzo fa ero pronto a scommettere sulla retrocessione del Verona e su un campionato disastroso dei gialloblù, ora vedo una flebile fiammella. Un fuocherello più facile da spegnere che alimentare, ma almeno ora c’è. Ripensando alle recenti delusioni e alla generale disaffezione del popolo scaligero verso la loro squadra, questo lumicino mi sembra già un mezzo miracolo.