16
giu 2018
AUTORE Mariobasket
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Sport

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BRAVA TRIESTE, POVERA ITALIA

“La mia anima è a Trieste”. (James Joyce) 

Trieste è in serie A. Dopo 14 anni la squadra giuliana torna dove ha dimostrato di meritare di stare, al termine di una stagione corsa sempre ai vertici. Una sola sconfitta in casa (al supplementare con Udine) tra regular season e playoff inquadra il magnifico campionato della squadra di Eugenio Dalmasson. Dal 2011, stagione del ritorno in A2 della Scaligera, è sempre salita una squadra del Nord o del Centro, e da quando è stata attuata la divisione Est-Ovest ha sempre conquistato la promozione una squadra dell’Est. Un applauso a Casale che ha onorato fino alla fine la serie, come Trento nella finale scudetto. Quell’Aquila che nel 2014 era ancora in A2 ed è arrivata alla seconda finale tricolore di fila. Un esempio emblematico che la programmazione, unita alla disponibilità economica, porta risultati. Aggiungiao anche un g.m. con pieni poteri come Salvatore Trainotti, sulle cui orme si sta muovendo Daniele Dalla Fiori.

A proposito di finale scudetto. Nelle 6 partite gli italiani, a parte Cinciarini, hanno fornito un contributo pressoché insignificante. Milano neocampione d’Italia ha concesso un minutaggio irrisorio a Pascolo, Abass e Cusin, tutta gente che gioca in Nazionale. Per Trento, con Flaccadori infortunato, il solo Lechtaler ha messo il piede in campo in rarissime occasioni. Non è certo un buon biglietto da visita per l’Italbasket. Ed ecco perché il vero campionato italiano è più che mai la serie A2.

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5 risposte a “BRAVA TRIESTE, POVERA ITALIA”

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    1. Jes scrive:

      Mario domanda.
      Non si è mai parlato di conferma di Jamal.
      È una scelta della società o del giocatore?
      Cè stato qualche dubbio, sai qualcosa?
      Secondo me con un anno di conoscenza del campionato italiano ci si poteva divertite e potrebbe aver trovato quella continuità che st’anno gli è a volte mancata

      1. So Tuto Mi scrive:

        Ciao Mario,
        Sono un vecchio abbonato dei tempi d’oro. Ho visto giocare Dalipagic, Iuzzolino, Williams, Shoene ma anche Dalla Vecchia, Bonora, Frosini Brusamarello. Ero a Bologna nel 91 alla mitica final four di coppa italia. Purtroppo la sentenza Bosman ha penalizzato maggiormente (dal mio punto di vista) gli sport con meno giocatori in campo (Basket e Volley, anche se gli italiani nel volley fanno ancora la differenza) in quanto gli italiani sono stati spazzati via. Da allora non ho PIU’, pur con grande dispiacere, seguito il campionato Italiano. Perché non si può piu parlare di Campionato Italiano ma di Campionato che si gioca in Italia. Non trovo alcuna identità ne spirito di appartenenza. Seguo ancora la Nazionale e l’NBA. Non conosco gli aspetti legali della faccenda ma penso che si possano rispettare i diritti dei lavoratori comunitari in questo modo: Libero tesseramento di tutti i comunitari (e quindi garanzia di stipendio) ma obbligo di presenza in campo di 3 italiani. Tornerò al Palaolimpia quando ce ne saranno in campo almeno 2.
        Grazie per i tuoi articoli e le tue cronache.

        1. Gino scrive:

          Viva i muli e soprattutto le mule!!!

        Rispondi a Gino

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