28
ott 2018
AUTORE Mariobasket
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Sport

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LA RUOTA DEL COLONNELLO

“I accetpt chaos, i’m not sure whether it accepts me” (Bob Dylan)

Partita di C Gold della Cestistica con il Bosco in campo. Si siede accanto a me un vecchio giocatore che è arrivato a buoni livelli, vestendo la maglia della scaligera. E chiede: “Ma com’è che tutti quelli che se ne vanno da Verona senza aver brillato poi diventano dei fenomeni?”. Poi cala il circo da 11: “Quando vedo giocare la Tezenis mi sembra di vedere la mezza ruota del colonnello Gomelski”.
Per gli appassionati più giovani Alexander Gomelsky è stato il leggendario allenatore dell’Armata Rossa Mosca (meglio nota come Cska, che ha guidato per 22 anni) e della Nazionale dell’Unione Sovietica che portò a vincere due Mondiali e le Olimpiadi del 1988 a Seoul, spingendo gli Usa a far nascere il Dream Team.
Battute provocatorie a parte, la Tezenis ha chiuso il ciclo di tre partite in sei giorni con due vittorie e una sconfitta, ma proprio il k.o. casalingo con Piacenza ha lasciato intatte le perplessità sul “sistema-Scaligera” in questo avvio di stagione.
C’è qualcosa che non funziona, se tiri con il 78% da 2, però scegli di tirare di più da 3 (32 contro 27), facendo il 34%. Quando la Tezenis si appoggia al gioco nel pitturato può contare sul totem Candussi, che è una sicurezza. Se riesce a correre, tenendo alta l’intensità offesiva, anche Henderson viene valorizzato. Altrimenti, se resta imbrigliato nel gioco troppo statico, con lunghi e ripetuti palleggi senza muovere la palla, perde molta efficacia offensiva. La ricerca ossessiva dei pick-and-roll non si sta rivelando sempre produttiva, aggiungiamo amnesie incomprensibili ed ecco come si dilapidano vantaggi abissali rischiando di perdere una partita in totale controllo come a Imola, oppure di farsi beffare da una squadra tutt’altro che irresistibile come Piacenza. Emblematica la gestione dell’ultimo possesso (a parte quello della disperazione con 1”74) che sul +1 ha portato al tiro dall’angolo di Henderson, ma anche e soprattutto le palle perse nel quarto conclusivo (sanguinosa quella di Ferguson che poi si è addirittura fermato sulla tripla di Sabatini) e i rimbalzi offensivi concessi all’Assigeco (in una partita fino a quel momento dominata sotto i tabelloni). Disattenzioni che hanno generato 7 tiri in più degli avversari nei 10 minuti finali. Dieng per ora si conferma ancora troppo acerbo per incidere nel ruolo di 3, sul quale la Tezenis ha deciso di investire. Ma le rotazioni rimangono molto ridotte per altri giocatori, mentre Amato pare soffrire la competizione, un po’ come succedeva nella prima parte della scorsa stagione. Per fortuna che Severini, giocatore di rara intelligenza e personalità, finalmente ha trovato il ritmo che gli è più congeniale. Insomma, più cose semplici e meno caos, con i giochi circensi nelle mani del playmaker.
La pazienza è la virtù dei forti, ma c’è il rischio che si dilapidi la dote di entusiasmo costruita l’anno scorso. E’ peraltro vero che al tifoso medio basta poco per raffreddarsi ed il clima dell’Agsm Forum di sabato era davvero deprimente, Locura a parte.
Infine ai posteri l’ardua sentenza sulle fortune ed i riscatti dei giocatori passati in gialloblù, da Cortese a Ricci, da Pini a Palermo e Totè.

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11 risposte a “LA RUOTA DEL COLONNELLO”

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  1. diego scrive:

    portannese a torino

    1. Vittorio scrive:

      Mario, io penso che il grande difetto di questa Scaligera sia il fatto che non riesce più a farti appassionare. Li vedi carichi per due quarti che lottano su tutti i palloni e improvvisamente *bem*: smettono di giocare. Parziali incredibili come a Forlì, amnesie inspiegabili, paura di tenere la palla in fase pressing, ingenuità pazzesche. Non puoi chiedere a un novizio di basket di andarli a vedere e appassionarsi: sono noiosi e spesso fanno pure incazzare al di là di come andrà la partita con Treviso (in questo momento siamo a metà partita).
      Un altro discorso è: come mai da noi i campioni diventano pippe e viceversa? Non sarebbe ora di cominciare a parlare di ambiente senza per forza inimicarsi i Pedrollos? Si possono fare discorsi costruttivi che possano essere utili a tutti senza scadere nella sterile e puerile critica.

      1. Jes scrive:

        A me pare che tra i tifosi ci sia molto disfattismo….
        Parlare di tagliare Henderson è molto prematuro. Sicuramente non sta facendo la differenza, ma neanche si può dire faccia disastri, quindi un minimo di tempo di ambientamento mi pare il minimo.
        A chi dice che Dalmonte vuol adattare i giocatori al suo gioco chiedo: quale sarebbe il suo gioco?
        Quello controllato della prima stagione fatta solo in parte, quello prettamente esterno della stagione scorsa, o quello che sembrerebbe + equilibrato di questo inizio stagione? 3 annate diverse x tipologia di giocatori e sul modo di metterli in campo.
        A chi dice troppo picknroll chiedo, avete visto qualche gara di euroleague, nba o A1 delle ultime stagioni?
        È il gioco preferito nel 90% delle squadre.
        E lasciamo stare Cortese che qui non ha fatto male ed è stato rilasciato x qualche litigio.

        • tom scrive:

          Cerco di argomentare. Ovviamente il pick-and-roll e pop sono talmente parte della nostra cultura cestistica oggi che è impossibile farne a meno. Diciamo però che potrebbe coesistere con altre alternative, qualche gioco alto-alto (mai visti tra Totè-Di Liegro/Poletti), qualche movimento senza palla in più (ricordo bene quelli di De Nik, Giuri, Reati sugli assist di Monroe: si può fare, almeno provarci), qualche dentro-fuori in più utilizzando il terrore che semina (giustamente) Candussi.

          Ma io non sono nessuno e quindi mi permetto solo di fare qualche osservazione da appassionato, senza disfattismi. E cmq ho detto che si tratta sempre di un mix di fattori. Non tutti gli anni hai gli stessi esecutori, e vorrei sottolineare che il nostro cambio play nel 2014-15 era un certo Giuri, posto fisso in A1 poi. Per dire.

          Per quanto riguarda Henderson, sottolineo: se l’intento è quello di partire da una buon piazzamento e dagli ottavi arrivare in finale playoff, Henderson non è la guardia USA giusta. Forse era la migliore in rapporto qualità-prezzo, ecco questo sì. A mio modesto parere.

        1. Angossa scrive:

          Da Giuri a De Nicolao ecc.ecc.ecc.ecc.ecc.

          1. tom scrive:

            Anche io dalla delusione del post-Ramagli ho la sensazione di una sorta di maledizione su Verona.
            Non riesco a capire quali siano realmente le cause, di certo si tratta di un mix di fattori di natura diversa.

            A Verona dopo la poesia dell’asse DeNik/Umeh/Ndojah/Monroe, non è girato MAI praticamente nulla. Emblematico, come dice Mario nel post, il rifiorire di giocatori usciti dall’esperienza in Scaligera (sopra tutti Cortese, Pini ma soprattutto Ricci). Il che indica che diversi ingranaggi qui non girano, non si tratta di una singola testa calda, non c’è molto da aggiungere.

            Sinceramente preferisco altri allenatori a Dalmonte, per scelte tecniche e tattiche. Ma il coach è solo uno dei fattori, sarebbe riduttivo considerarlo come l’unica causa. Vedremo se saprà adattarsi alle esigenze che questa stagione farà emergere (Dieng-Severini, Ferguson-Amato, meno pick-and-roll e -pop) e capiremo anche se d’accordo con la società si penserà a sostituire Henderson (prima di marzo-aprile), anche se ad oggi non ci sono molte alternative con esperienza.

            Lo sport non è una scienza esatta, per fortuna, e noi siamo qui solo per goderci lo spettacolo, in fondo è un bel lusso ed è già tanto potercelo permettere!

            1. Simone scrive:

              Sentenza non affatto ardua

              Il motivo è che Dal Monte è una persona cocciuta . Ostinarsi a mettere dall' inizio Dieng , è contro ogni logica e buon senso . Pretende che siano i giocatori ad adattarsi alle sue difficili idee e non adatta il suo gioco alle caratteristiche dei singoli . Giocatori e tifoso medio si stufa alla grande e va altrove

              1. Max scrive:

                “La pazienza è la virtù dei forti, ma c’è il rischio che si dilapidi la dote di entusiasmo …” ecco, non voglio parlare del disastro compiuto nell’allestimento della squadra nella scorsa estate. Disastro ampiamente annunciato dai più, ritenuto tale in relazione alle sbandierate ambizioni di gloria prospettate (come ogni anno) dalla proprietà (più che dalla società – coach, GM, …). Si dichiarasse una volta tanto che si attrezza una squadra con i mezzi che si hanno a disposizione, e che lo si fa soprattutto per i pochi (ma buoni) tifosi ed amanti del basket della nostra città, nonchè per preservare un punto di riferimento a tutto il movimento provinciale. Si dichiarasse ciò, si tapperebbe la bocca a tanti rompiballe, come il sottoscritto, che non avrebbero motivo di “contestare” scelte a dir poco “bizzarre” nella costruzione del roster sulle quali non ho voglia di ritornare. E concludo con un paio di considerazioni: se l’obiettivo è veramente quello di vincere il salto di categoria (e non quello di far crescere e valorizzare giovani virgulti), constatata l’assoluta inadeguatezza della compagine tecnica attuale, sono curioso di vedere come si muoverà la società nel prossimo futuro. Si può cercare di cambiare qualcosa ? Ricordo che lo scorso anno è arrivato Poletti perchè la sfortuna ha preso di mira la schena di Maganza ad inizio stagione, la società di è dimostrata reattiva. Quest’anno di sfortune neanche l’ombra !!!

                1. Simone scrive:

                  Notavo anch’io i rendimenti dei giocatori da te citati, in primis Ricci che, ad oggi, è da nazionale. E la ruota di Gomelsky è una citazione degna di nota per la sua veridicità nel contesto Tezenis.
                  Credo veramnete che come parco italiani abbiamo migliorato quello dell’anno scorso, Candu e severini sono gran colpi per la A2. Credo anche che Ferguson sia un fattore in un sistema di gioco che deve essere, a questo punto, per forza diverso da questo.
                  Non dilapidiamo l’entusiasmo dello scorso anno. Senza illuderci troppo su un eventuale promozione, la squadra può sicuramnete giocare meglio di così. Le potenzialità ci sono tutte.

                  1. Francesco scrive:

                    Sarà che il sistema di gioco preferito da Dalmonte non esalta le caratteristiche dei giocatori? Henderson sembra un pesce fuor d’acqua, raramente incisivo da fermo e poi, sostanzialmente, non è Phil Green IV, che sapeva costruirsi il tiro anche dal palleggio. La squadra ha potenziale, ma alla fine abbiamo perso una rotazione. Ikangi ha giocato una media di 5 minuti scarsi a partita, lo scorso anno sembrava maggiormente valorizzato. Comunque, alla fine del girone di andata vedremo dove saremo posizionati, ma qualche colpo bisogna pur batterlo e il nostro campo dovrebbe diventare ostico per tutti e provare a non perdere punti almeno nelle partite casalinghe

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