{"id":18,"date":"2008-11-03T21:07:00","date_gmt":"2008-11-03T21:07:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=64196E85-19B9-F93B-C3664A2056C44DF3"},"modified":"2008-11-03T21:07:00","modified_gmt":"2008-11-03T21:07:00","slug":"PRIMO-SONDAGGIO-VOTIAMO-IL-PEGGIOR-QUINTETTO-DEL-BASKET-GIALLOBLU","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-poli\/2008\/11\/03\/PRIMO-SONDAGGIO-VOTIAMO-IL-PEGGIOR-QUINTETTO-DEL-BASKET-GIALLOBLU\/","title":{"rendered":"VOTIAMO IL PEGGIOR QUINTETTO DEL BASKET GIALLOBLU&#8217;"},"content":{"rendered":"<p><b><span style=\"font-size: small;\">Nella mia personale (molto personale) galleria di miti dello sport ci sono due new entry. Wim Vansevenant, considerato il ciclista pi&ugrave; scarso di tutti i tempi, che a 37 anni &egrave; sceso dalla bicicletta: in 14 anni da professionista, facendo da gregario a Van Petegem, McEwen e Cadel Evans, ha conquistato solo una vittoria, nel 1996 al Tour du Vaucluse. L&#8217;altro nuovo mito &egrave; Peter Buckley, il pugile pi&ugrave; scarso del mondo: si &egrave; ritirato pure lui dopo 300 match nei superpiuma, con 31 vittorie, 12 pareggi e 257 sconfitte.<\/span><\/b><\/p>\n<p><b><span style=\"font-size: small;\">Qualcuno penser&agrave;: e che ce frega e che c&#8217;azzecca con la palla a spicchi? Mi sovviene di lanciare un sondaggio: quali sono stati i cinque giocatori pi&ugrave; scarsi della Verona dei canestri? Ecco il mio (never)starting-five.<\/span><\/b><\/p>\n<p><b><span style=\"font-size: small;\">1) Play: Emilio Marcheselli. Gioc&ograve; &#8211; si fa per dire &#8211; nella stagione 89\/90, la prima di Bucci. Scuola bolognese, soprattutto nello spazzolare quantit&agrave; industriali di tagliatelle fatte dalla mamma. Una leggenda metropolitana narra che adesso pesa 150 chili.<\/span><\/b><\/p>\n<p><b><span style=\"font-size: small;\">2) Guardia: Fabio Torri, uno dei giocatori triturati da Marcelletti. Chiuse la stagione con una media di 2 punti e 2000 insulti (del coach) a partita. La spunta di misura su Fabio Spagnoli, che viene graziato per altrui meriti. La di lui morosa rimasta nella storia per gli inarrivabilii nude-look con cui si presentava (s)vestita al Palaolimpia mettendo in bella mostra due bocce clamorose.<\/span><\/b><\/p>\n<p><b><span style=\"font-size: small;\">3) Ala piccola: Massimo Minto. Nel giudizio conta anche (e soprattutto) l&#8217;aspetto dis-umano, l&#8217;antipatia. Sicuro talento (ha giocato tanti anni in serie A), presuntuoso come pochi. Non si &egrave; mai fatto una ragione di essere stato spedito a Verona nell&#8217;anno in cui la Benetton vinse il primo scudetto.<\/span><\/b><\/p>\n<p><b><span style=\"font-size: small;\">4) Ala forte: Eddie Elisma. L&#8217;americano-israeliano sbarcato nell&#8217;estate del &#8217;98 resta la pi&ugrave; grande &quot;fenga&quot; di Fadini in tanti anni di successi. Resta insuperabile il meno 8 di valutazione nel Grande Freddo (-32) contro la Fortitudo, partita chiusa facendo virgola. Mai successo per un americano,<\/span><\/b><\/p>\n<p><b><span style=\"font-size: small;\"> 5) Centro: Massimo La Torre. Il pi&ugrave; alto nella storia del club (2,14), il pi&ugrave; scarso. L&#8217;unico lampo quando si spacci&ograve; per malato saltando una trasferta e invece and&ograve; a Roma per vedere la &quot;magggica&quot; nel derby con &#8216;a Lazio.<br \/>\n<\/span><\/b><\/p>\n<p><b><span style=\"font-size: small;\">Gi&agrave; che ci siamo aggiungiamo anche il comunitario e un altro americano. <\/span><\/b><\/p>\n<p><b><span style=\"font-size: small;\">a) David Arigbabu. Tedesco (di passaporto), muscoli neri e mano pi&ugrave; di pietra di quella di Roberto Duran, il pugile (quello s&igrave; vincente, non come Buckley).<\/span><\/b><\/p>\n<p><b><span style=\"font-size: small;\">b) Victor Page. Il mitico Vittorio Pagina. Arrivava dal quartiere pi&ugrave; malfamato di Washington e infatti, se non ricordo male, qualche anno dopo fin&igrave; al gabbio dopo essere stato sparato in una rapina. Non aveva mai visto uno spazzolino e nemmeno un appartamento con il bagno. Lascio intuire a voi se poi cominci&ograve; ad usare l&#8217;uno e l&#8217;altro. Di sicuro alla prima trasferta si present&ograve; sbocconcellando un pollo fritto, poi gett&ograve; i resti in fondo al pullman e l&#8217;autista, tra mille bestemmie, impieg&ograve; una settimana per capire e scoprire da dove arrivasse quel tanfo di carne putrefatta che rendeva inavvicinabile il bus.<\/span><\/b><\/p>\n<p><b><span style=\"font-size: small;\">Allenatore: Rudy D&#8217;Amico. Un&#8217;altra perla fadiniana. Dicono che non disprezzasse il buon vino (forse anche quello triste), arrivando poi a prendersi qualche abbiocco durante gli allenamenti. Memorabile una presa in giro dei G.U.A.I.: sul loro giornalino scrissero che il coach italo-americano (chiamato a Verona dopo qualche anno di inattivit&agrave;) era convinto che ci fossero ancora il &quot;2 su 3&quot; ai liberi e il possesso a 30 secondi.<\/span><\/b><\/p>\n<p><b><span style=\"font-size: small;\">E adesso mi aspetto i vostri &quot;bad quintet&quot; per poi stilare la classifica dei peggiori di sempre.<\/span><\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella mia personale (molto personale) galleria di miti dello sport ci sono due new entry. 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