{"id":2499,"date":"2019-03-10T11:14:04","date_gmt":"2019-03-10T10:14:04","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-poli\/?p=2499"},"modified":"2019-03-10T15:15:50","modified_gmt":"2019-03-10T14:15:50","slug":"2499","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-poli\/2019\/03\/10\/2499\/","title":{"rendered":"CIAO ALBERTONE"},"content":{"rendered":"<p><em>\u201cQuello per cui ho sempre ammirato Alberto Bucci era la straordinaria sintesi che aveva raggiunto tra la sua esperienza umana e la sua professione di coach. L&#8217;uomo era il coach, con lo stesso coraggio contro le avversit\u00e0, la stessa incrollabile fede che lo spirito avr\u00e0 sempre la supremazia sulla fragilit\u00e0 del corpo, l&#8217;impegno di condividere con i suoi la sua passione per la vita. I suoi giocatori hanno avuto da lui il pi\u00f9 importante schema per la vittoria, quella su se stessi\u201d. (Valerio Bianchini)<\/em><\/p>\n<p>Il ricordo di Alberto Bucci rester\u00e0 sempre legato in modo indissolubile al trionfo in Coppa Italia. Un mese dopo il coach bolognese avrebbe guidato Verona alla prima promozione in A1, ma l\u2019impresa del 21 febbraio 1991 a Bologna \u00e8 rimasta unica e irripetibile: nessuno potr\u00e0 mai eguagliarla. Di quella serata magica mi \u00e8 rimasta impressa l\u2019immagine di Alberto che &#8211; mentre tutta la squadra \u00e8 in preda all\u2019esaltazione &#8211; si avvia con la sua andatura caracollante ad abbracciare un amico nel parterre del Paladozza.<\/p>\n<p>Ma ci sono anche ricordi pi\u00f9 intimi. Bucci aveva firmato con la Scaligera ben prima di sfiorare lo scudetto 1989 con Livorno: contratto triennale da 300 milioni all\u2019anno. Nella prima stagione la Glaxo, dopo il doppio cambio di americano Bailey-Michael Henderson-Stokes, chiuse al terzo posto, lasciando la promozione diretta a Torino e Trieste. Poi nei play-out si sarebbe arresa nello scontro decisivo al Palaverde con la Benetton. All\u2019ultima giornata della regular season a Brescia, ininfluente perch\u00e9 i giochi per la promozione erano gi\u00e0 fatti, nel dopo gara Albertone, gi\u00e0 irritato per il risultato, ci chiese i risultati delle altre partite. L\u00ec per l\u00ec non fummo in grado di darglieli, cos\u00ec lui ci apostrof\u00f2 \u201cche grezzoni che siete a Verona!\u201d. Da allora, con il mio vezzo di dare un soprannome a tutti, Bucci divent\u00f2 \u201cil Grezzone\u201d, ovviamente in modo affettuoso, utilizzato anche da qualcuno con cui avevo pi\u00f9 confidenza nello staff, anche naturalmente se mi guardai bene dall\u2019utilizzare il nickname nelle telecronache\u2026<\/p>\n<p>Chi ha conosciuto bene Alberto Bucci sa che era pi\u00f9 severo e duro, con se stesso e con gli altri, dell\u2019immagine che dava all\u2019esterno, ma ovunque dove ha lavorato ha lasciato un profondo segno umano. A Verona pensava &#8211; un po\u2019 come il suo predecessore Dado Lombardi &#8211; che dovessimo essere \u201ceducati\u201d, cestisticamente parlando, a maggior ragione da uno che arrivava da Basket City. Perci\u00f2 si lasciava andare in lunghi sermoni con i giornalisti. Finch\u00e9, forse per stemperare la tensione della prima stagione che non andava al massimo, decise che a tavola i rapporti si sarebbero chiariti meglio. Cos\u00ec, con Stefano Alfonsi e me, andammo a pranzo. Quando tocc\u00f2 pagare a noi due, scegliemmo una buona ma normale trattoria del centro. Quando tocc\u00f2 a lui e ci disse di prenotare dove volevamo, un po\u2019 perfidamente puntammo su un ristorante stellato che gli cost\u00f2 un occhio della testa.<\/p>\n<p>Nella stagione trionfale, quando la Glaxo fu definita \u201cla diciassettesima squadra di A1\u201d (e senza l\u2019infortunio a Russel Schoene nei playoff probabilmente ci sarebbero state delle sorprese), decise di chiudere con un anno di anticipo il rapporto con la Scaligera. Aveva capito subito che la Glaxo, con l\u2019uscita di scena di Mario Fertonani, avrebbe ridimensionato l\u2019impegno. Un giorno mi arriva la soffiata che Bucci sta trattando con Pesaro. Mi sembra impossibile, Verona aveva appena vinto la Coppa e stava dominando il campionato, per\u00f2, fatte le opportune verifiche, diamo la notizia. Il giorno dopo all\u2019allenamento (beati i tempi in cui tutti i giorni andavamo al palazzo\u2026), appena mi vede Alberto dice: \u201cSocmel, non si pu\u00f2 neanche andare da Scavolini per comprare una cucina e subito lo sa mezzo mondo!\u201d. Una bugia che confermava tutto.<\/p>\n<p>A Verona lo abbiamo rivisto da presidente della Virtus, gi\u00e0 segnato dalla malattia contro la quale ha lottato con la proverbiale tenacia. E\u2019 stato l\u2019allenatore della stella della Virtus, a Bologna ha vinto altri due scudetti. Ha allenato la Nazionale Over, vincendo anche l\u00ec. In queste ore non si contano i messaggi di ex giocatori, colleghi (su tutti quello magistrale di Valerio Bianchini), dirigenti, tifosi, anche avversari. Perch\u00e9 Alberto Bucci si era guadagnato soprattutto il rispetto di tutti. Ti sia lieve la terra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cQuello per cui ho sempre ammirato Alberto Bucci era la straordinaria sintesi che aveva raggiunto tra la sua esperienza umana e la sua professione di coach. 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