{"id":919,"date":"2016-05-08T16:07:24","date_gmt":"2016-05-08T14:07:24","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-poli\/?p=919"},"modified":"2016-05-08T16:15:32","modified_gmt":"2016-05-08T14:15:32","slug":"non-e-colpa-del-custode","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-poli\/2016\/05\/08\/non-e-colpa-del-custode\/","title":{"rendered":"NON E&#8217; COLPA DEL CUSTODE"},"content":{"rendered":"<p>Si sbaglia sempre. Si sbaglia per rabbia, per amore, per gelosia. Si sbaglia per imparare. Imparare a non ripetere mai certi sbagli. Si sbaglia per poter chiedere scusa, per poter ammettere di aver sbagliato. Si sbaglia per crescere e per maturare. Si sbaglia perch\u00e9 non si \u00e8 perfetti. (cit. Bob Marley)<br \/>\nUn po&#8217; di anni addietro Silvio Baldini, dopo una sconfitta con l&#8217;Empoli contro il Chievo, notevolmente irritato per le domande di un collega gi\u00e0 un po&#8217; \u201cag\u00e8\u201d, lo apostrof\u00f2 cos\u00ec: \u201cLa colpa non \u00e8 tua, ma chi ti mette in mano il microfono\u201d.<br \/>\nE&#8217; chiaro che questa stagione-agonia non ha un solo colpevole. Ma c&#8217;\u00e8 chi non chiede scusa, n\u00e8 ammette errori o colpe. Per l&#8217;intera stagione, non ho mai sentito o letto una frase, nemmeno mezza parola, uscire dalla bocca di Marco Crespi per ammettere qualche responsabilit\u00e0 personale nei risultati, decisamente insoddisfacenti, della Tezenis.<br \/>\nLa colpa \u00e8 sempre stata di qualcun&#8217;altro: infortuni, giocatori, societ\u00e0, pure degli arbitri. Il tutto sempre condito dalla metafora di turno, dichiarando pi\u00f9 volte di essere contento o soddisfatto dopo alcune partite perse crudelmente. La quadratura del cerchio \u00e8 arrivata nella conferenza stampa dopo la disfatta con Scafati al Palaolimpia, che ha sancito l&#8217;eliminazione dai playoff.<br \/>\nPrecisando di non voler criticare nessuno, il coach della Tezenis ha manifestato il sentimento dicendo di provare grande dispiacere nel non aver potuto operare dal punto di vista umano e professionale come ha sempre fatto. Strano, evidentemente prima c&#8217;era un altro Marco Crespi. Perch\u00e9 al di l\u00e0 delle mancate scuse, come invece ha fatto Giorgio Pedrollo un secondo dopo la sirena; al di l\u00e0 della mancata assunzione di responsabilit\u00e0, come fece Ramagli un secondo dopo l&#8217;eliminazione ad Agrigento, resta incontestabile un fatto: Crespi ha voluto questa squadra in un mercato che ha rivoluzionato il gruppo che aveva dominato la scorsa regular season (in Gold, non come adesso con 9 squadre dalla Silver), ha indicato alcuni giocatori scartandone altri, ha scelto l&#8217;assetto, tutto con l&#8217;avallo della societ\u00e0. E se fosse stato per lui non sarebbe stato confermato nemmeno Boscagin. E soprattutto ha allenato questa squadra.<br \/>\nI primi problemi sono venuti a galla molto prima degli infortuni e della cessione di Chikoko, come il crollo nel secondo tempo a Bologna e la sconfitta in casa con Legnano. Troppi alti e bassi, prove roboanti con le grandi e scivoloni imbarazzanti con avversarie mediocri.<br \/>\nNel corso della stagione sono stati \u201cdistrutti\u201d giocatori che hanno dimostrato di non sopportare la tensione esagerata e lo stress mentale: il primo \u00e8 stato Spanghero (al punto che si era ventilata una sua cessione, stoppata dall&#8217;infortunio), poi \u00e8 toccato a Cortese, quindi a Chikoko che probabilmente se ne sarebbe andato a Monaco anche per met\u00e0 ingaggio, infine a Rice. Da Ros, fortemente voluto da Crespi, ci ha pensato da solo. In mezzo un balletto di accuse, processi al reprobo di turno, esternazioni sconcertanti, atteggiamenti a tratti indecenti di qualche giocatore e una societ\u00e0 che non \u00e8 stata in grado di gestire tecnicamente, umanamente e professionalmente la situazione.<br \/>\nUniche gemme in un clima di profonda depressione, il soldatino Saccaggi, il galantuomo Michelori e il capitano Boscagin, che hanno tirato dritto, facendosi carico di molte pi\u00f9 responsabilit\u00e0 di quelle che avrebbero meritato.<br \/>\nCrespi ha detto che il campo \u00e8 serio e vince chi costruisce. Ma c&#8217;\u00e8 anche il rispetto, che si conquista con i comportamenti e talvolta vale pi\u00f9 di una vittoria. C&#8217;\u00e8 il rispetto tecnico (sempre dovuto a chi s&#8217;impegna nel suo lavoro, e questo il coach lo ha sempre fatto), e il rispetto umano. E se dai giocatori non ottieni quello, tutte le metafore post-gara diventano solo una coperta corta per coprire altre magagne.<br \/>\nAdesso che la sirena \u00e8 suonata davvero, sono d&#8217;accordo con Crespi su una cosa: il silenzio \u00e8 la miglior risposta. Mi permetto solo una citazione finale: \u201cLe scuse sono come i buchi del culo, tutti quanti ne hanno una\u201d. (Sergente O&#8217; Neill &#8211; Platoon)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si sbaglia sempre. Si sbaglia per rabbia, per amore, per gelosia. Si sbaglia per imparare. Imparare a non ripetere mai certi sbagli. Si sbaglia per poter chiedere scusa, per poter ammettere di aver sbagliato. Si sbaglia per crescere e per maturare. Si sbaglia perch\u00e9 non si \u00e8 perfetti. (cit. 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