{"id":120,"date":"2011-04-26T14:40:00","date_gmt":"2011-04-26T14:40:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=91D5CD99-5056-8F05-E48713AF5A42428E"},"modified":"2011-04-26T14:40:00","modified_gmt":"2011-04-26T14:40:00","slug":"IL-MIRACOLO-PASQUALE-DI-SILVIO","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/2011\/04\/26\/IL-MIRACOLO-PASQUALE-DI-SILVIO\/","title":{"rendered":"IL MIRACOLO PASQUALE DI SILVIO"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>C&#8217;&egrave; una Liberazione remota: quella concretizzatasi 66 anni fa con la sconfitta dei nazifascisti. Ed una Liberazione attuale, che negli auspici dell&#8217;opposizione dovrebbe concretizzartsi al pi&ugrave; presto: la liberazione da Berlusconi.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Tra i primi a cantare &ldquo;Per fortuna che Silvio c&#8217;&egrave;&rdquo; dovrebbero essere quelli dell&#8217;Anpi. Perch&egrave;, se non ci fosse lui, non esisterebbe pi&ugrave; nemmeno l&#8217;Associazione nazionale partigiani d&#8217;Italia (vivificata nelle iscrizioni da stuoli di giovani che sognano la liberazione dal Berlusca) e la festa del 25 Aprile verrebbe celebrata da uno sparuto drappello di reduci in estinzione anagrafica.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Invece la celebrazione, come abbiamo visto ieri, resta viva, vibrante e partecipata per la divisione attualissima tra berlusconiani e antiberlusconiani; non certo per quella di 66 anni fa tra fascisti e antifascisti. <\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Mi fanno sorridere quelli che invocano una partecipazione educata e composta: come pretendere che si vada allo stadio senza nemmeno il piacere di fischiare gli avversari e applaudire la propria squadra. Cos&igrave; a chi ieri ha rinunciato alla gita fuori porta, scegliendo di partecipare alle celebrazioni, minimo va lasciata la soddisfazione di fischiare la Moratti e inveire contro il ducetto di Arcore. Il quale per&ograve; &ndash; non dimentichiamolo &ndash; ha appunto compiuto il miracolo pasquale facendo risorgere il 25 Aprile.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Trattasi di seconda resurrezione. Nel dopoguerra infatti lo stile ovattato del governo democristiano aveva messo la sordina alla festa della Liberazione, ridotta a ricordo per pochi intimi gi&agrave; nei primi Anni Sessanta. Poi arriv&ograve; la presidenza Saragat e la prima resurrezione, grazie all&#8217;inquilino del Quirinale che concludeva ogni discorso al grido: &ldquo;Viva l&#8217;Italia, viva la Resistenza!&rdquo;. E cos&igrave; gli italiani, anche i tanti distratti e impegnati a migliorare il proprio reddito, si ricordarono appunto che c&#8217;era stata la Resistenza.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Grazie a Saragat, al &#8217;68 e alla &ldquo;strategia della tensione&rdquo;, l&#8217;antifascismo trov&ograve; nuovo alimento. Anche se la figura del Duce, del nemico, restava un po&#8217; indistinta e oscillante: da Fanfani, ai servizi deviati a Junior Valerio Borghese coi suoi forestali golpisti.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>La partecipazione popolare non &egrave; comunque mai stata paragonabile a quella per il 4 Novembre e la vittoria della prima guerra mondiale che &ndash; anzitutto per il numero spropositato delle vittime &ndash; aveva letteralmente coinvolto l&#8217;intero Paese in ogni sua citt&agrave;, cittadina e comunello. Diverso l&#8217;impatto della seconda guerra mondiale e ancor pi&ugrave; della Resistenza che &egrave; sempre rimasta un evento controverso.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Controverso anche per gli scrittori che l&#8217;hanno vissuta e raccontata (pi&ugrave; che celebrata): da Cassola con &ldquo;La ragazza di Bube&rdquo; al &ldquo;sentiero dei nidi di Ragno&rdquo; di Calvino, al Fenoglio di &ldquo;Una questione privata&rdquo; fino a &ldquo;Uomini e no&rdquo; di Elio Vittorini. Tutti romanzi scevri dalle farciture retoriche, dove i partigiani sono uomini e non Arcangeli del Bene&#8230;<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Comunque sia anche la riscoperta del 25 Aprile stava esaurendosi agli albori del &ldquo;Ventennio berlusconiano&rdquo; quando &egrave; arrivato lui, l&#8217;uomo della Provvidenza per l&#8217;Anpi. La perfetta incarnazione politica del Male, capace di suscitare i pi&ugrave; convinti furori resistenziali.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Con un solo momento di panico: Onna, 25 Aprile del 2009, quando Silvio partecip&ograve; ai festeggiamenti. Della serie Mussolini che inneggia a Piazzale Loreto!&#8230; Grande fu lo sconcerto tra il popolo dei neo resistenti, che oggi (ieri) hanno potuto tranquillizarsi ed inveire contro un Berlusconi che ha scelto di restare a Villa Certosa snobbando la festa.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b><br \/>\n<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; C&#8217;&egrave; una Liberazione remota: quella concretizzatasi 66 anni fa con la sconfitta dei nazifascisti. 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