{"id":1254,"date":"2016-11-23T10:50:24","date_gmt":"2016-11-23T09:50:24","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/?p=1254"},"modified":"2016-11-23T10:50:24","modified_gmt":"2016-11-23T09:50:24","slug":"il-dialetto-la-lingua-degli-affetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/2016\/11\/23\/il-dialetto-la-lingua-degli-affetti\/","title":{"rendered":"IL DIALETTO, LA LINGUA DEGLI AFFETTI"},"content":{"rendered":"<p>Un amico ha dato una definizione che trovo perfetta: il dialetto \u00e8 la lingua degli affetti. Quindi \u2013 dato che gli affetti o ci sono o non puoi insegnarli \u2013 non ha senso la pretesa della Regione Veneto di insegnare il dialetto nelle scuola, alle ultime generazioni che non lo parlano pi\u00f9.<br \/>\nD\u2019altronde a scuola non ce lo hanno mai insegnato. Il dialetto lo imparavamo in quelle famiglie, non allargate, ma numerose che oggi non esistono pi\u00f9. Lo parlavano i nonni, i genitori, gli zii. E noi, fin da piccoli, iniziavamo ad usarlo con i fratelli, con i cugini, con tutti gli altri parenti e conoscenti.<br \/>\nLa lingua degli affetti. La lingua del fil\u00f2: i pi\u00f9 vecchi ci raccontavano gli aneddoti, le esperienze,  i proverbi e i modi dire, il mondo in cui erano nati e vissuti. Dopo di che si andava a scuola ad imparare l\u2019italiano, la lingua della comunicazione con tutti gli altri che veneti non erano e con i quali non avevamo gli stessi legami affettivi.<br \/>\nOggi ragazzi e ragazzini, spesso figli unici, che vivono in famiglie molto pi\u00f9 ristrette, dove uno dei due genitori non \u00e8 veneto se non addirittura straniero, da chi dovrebbero impararlo e con chi dovrebbero parlarlo il dialetto? Con facebook, con la rete? Comprensibilmente imparano ed usano il linguaggio povero e sincopato dei social network che sono i loro primi interlocutori.<br \/>\nIl dialetto lo parla ancora qualche giovane nei piccoli paesi, dove permane una certa struttura famigliare e sociale. Nelle citt\u00e0 quasi pi\u00f9 nessuno.<br \/>\nOggi a scuola ha senso studiare l\u2019inglese, il cinese: le lingue della comunicazione con il presente e con il futuro. Il dialetto serve, servirebbe, a comunicare con il passato: cio\u00e8 con un Veneto, con un mondo, con una struttura famigliare che oggi \u2013 di fatto \u2013 sono in estinzione o gi\u00e0 non esistono pi\u00f9.<br \/>\nNegli anni Sessanta, scegliendo di ridurre drasticamente l\u2019insegnamento del latino, si diede una definizione che oggi vale per il veneto: il dialetto \u00e8 una \u201clingua morta\u201d.<br \/>\nL\u2019evoluzione della societ\u00e0, il cambiamento di usi e costumi, determina l\u2019evoluzione e il cambiamento della lingua. E \u2013 piaccia o non piaccia \u2013 comunque non puoi riesumare il passato tornando ad insegnare la lingua che si usava un tempo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un amico ha dato una definizione che trovo perfetta: il dialetto \u00e8 la lingua degli affetti. Quindi \u2013 dato che gli affetti o ci sono o non puoi insegnarli \u2013 non ha senso la pretesa della Regione Veneto di insegnare il dialetto nelle scuola, alle ultime generazioni che non lo parlano pi\u00f9. D\u2019altronde a scuola&#8230;  <a class=\"excerpt-read-more\" href=\"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/2016\/11\/23\/il-dialetto-la-lingua-degli-affetti\/\" title=\"Read IL DIALETTO, LA LINGUA DEGLI AFFETTI\">Leggi tutto &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1254"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1254"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1254\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1257,"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1254\/revisions\/1257"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1254"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1254"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1254"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}