{"id":1350,"date":"2017-04-13T13:30:58","date_gmt":"2017-04-13T11:30:58","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/?p=1350"},"modified":"2017-04-13T13:30:58","modified_gmt":"2017-04-13T11:30:58","slug":"soldi-ai-poveri-che-poveri-restano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/2017\/04\/13\/soldi-ai-poveri-che-poveri-restano\/","title":{"rendered":"SOLDI AI POVERI CHE POVERI RESTANO"},"content":{"rendered":"<p>Lo chiamano reddito di inclusione. Tradotto in parole povere e comprensibili sono soldi ai poveri: da 300 a 500 euro al mese a 600 mila famiglie povere. La misura decisa dal governo Pd di Gentiloni non convince per almeno tre motivi.<br \/>\nCominciamo dal pi\u00f9 banale, quasi ridicolo per non dire autolesionistico. Questo tentativo di rincorrere il reddito di cittadinanza patrocinato dai 5 Stelle, non tiene conto di un fattore determinante: la copia non vale mai l\u2019originale. Quindi \u00e8 un\u2019illusione quella del Pd di incassare (comprare?) il voto dei poveri. In prima fila c\u2019\u00e8 gi\u00e0 Beppe Grillo ed \u00e8 impossibile per chiunque scalzarlo, tentare il sorpasso populista.<br \/>\nC\u2019\u00e8 poi la questione fondamentale che \u00e8, dovrebbe essere, la seriet\u00e0: qualunque misura prenda un governo \u00e8 tenuto a spiegare ai cittadini dove trova le risorse per finanziarla. Gentiloni gi\u00e0 si \u00e8 rimangiato la promessa di tagliare l\u2019Irpef, perch\u00e8 abbiamo una spesa pubblica e un debito pubblico fuori controllo. Per non parlare di una pressione fiscale da record europeo. E l\u2019unico modo per finanziare il reddito di inclusione sar\u00e0 un ulteriore aumento delle tasse.<br \/>\nMinimo va comunicato agli interessati, cio\u00e8 ai contribuenti. Dopo di che chiamiamola, se vogliamo, giustizia sociale o redistribuzione della ricchezza: prendiamo ai ricchi (ma sono tutti ricchi quelli che pagano le tasse?) e diamo ai poveri. Peccato che la carit\u00e0 \u2013 sia privata che di stato \u2013 aiuti solo il povero a restare povero. Cio\u00e8 a dargli l\u2019illusione di tirare a campare senza lavorare.<br \/>\nEd in questo senso \u00e8 deleteria anche la carit\u00e0 privata.<br \/>\nPeggio ancora quella pubblica (specie in un Paese dove i furbetti del welfare gi\u00e0 dilagano\u2026) Quando l\u2019impegno di un governo serio dovrebbe muoversi in una doppia direzione. Da un lato creare pi\u00f9 opportunit\u00e0 di lavoro, abbattendo la pressione fiscale non inasprendola. Dall\u2019altro educando i cittadini a vivere col lavoro. (Come recita la premessa della &#8220;Costituzione pi\u00f9 bella del mondo&#8221;&#8230;)<br \/>\nPu\u00f2 starci, certo, un aiuto alle famiglie pi\u00f9 povere. Ma ben delimitato nel tempo e pretendendo in cambio un qualche lavoretto socialmente utile. A puro scopo educativo.<br \/>\nMentre se elargisci assistenza gratuita, a tempo indeterminato e senza contropartita, diseduchi i nostri poveri. Esattamente come stiamo gi\u00e0 facendo con ottimi risultati verso i migranti\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo chiamano reddito di inclusione. Tradotto in parole povere e comprensibili sono soldi ai poveri: da 300 a 500 euro al mese a 600 mila famiglie povere. La misura decisa dal governo Pd di Gentiloni non convince per almeno tre motivi. Cominciamo dal pi\u00f9 banale, quasi ridicolo per non dire autolesionistico. 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