{"id":167,"date":"2009-07-25T21:09:00","date_gmt":"2009-07-25T21:09:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=B3533479-5056-8F6C-F8936214AB2DF580"},"modified":"2009-07-25T21:09:00","modified_gmt":"2009-07-25T21:09:00","slug":"CRAC-SANITARIO-E-PARTITO-DEL-SUD","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/2009\/07\/25\/CRAC-SANITARIO-E-PARTITO-DEL-SUD\/","title":{"rendered":"CRAC SANITARIO E PARTITO DEL SUD"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\n&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Il quotidiano La Stampa parla oggi di &ldquo;Bomba sanit&agrave; sui conti&rdquo; (pubblici). Il ministro del Welfar Sacconi, che per la spesa sanitaria fuori controllo ha commissariato Campania e Molise (deficit di un miliardo di euri nel solo 2009), denuncia &ldquo;pericoli devastanti&rdquo;. L&#8217;economista Pietro Garibaldi, sempre su La Stampa, spiega che le regioni &ndash; ieri Lazio e Abruzzo, oggi Molise e Campania &ndash; sforano cos&igrave; clamorosamente la loro quota del fondo sanitario nazionale perch&egrave; &ldquo;non possono finanziariamente fallire&rdquo; e quindi &ldquo;finiscono sempre per essere salvate dallo Stato&rdquo;.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Non in eterno. Vengono salvate finch&egrave; la bomba non esplode, finch&eacute; i pericoli devastanti non travolgono anche lo Stato. Perch&egrave; lo Stato italiano di questo passo sar&agrave; lui a fallire. E &ndash; ecco il vero nucleo del dramma &ndash; bisogna che succeda qualcosa di veramente catastrofico perch&eacute; cambi sul serio qualcosa nel nostro Paese: perch&egrave; cessi l&#8217;assistenzialismo dissennato che distrugge il Sud, perch&egrave; si superino i biechi interessi corporativi, per farla finita con lo scialo irresponsabile della spesa pubblica. O il fallimento dello Stato o una rivoluzione o una guerra. Scegliete. Ma finch&egrave; non arriva una di queste catastrofi finali temo che si continuer&agrave; tirando a campare alla Gattopardo: facendo cio&egrave; finta di cambiare qualcosa come alibi perfetto per non mutare assolutamente nulla.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Non fosse cos&igrave;, di fronte alla voragine dei conti sanitari di queste regioni, invece dell&#8217;inutile commissariamento, si risponderebbe dando immediata attuazione al pi&ugrave; rigoroso dei federalismi. Invece, come sappiamo, il federalismo diventer&agrave; operativo non si sa bene quando; mentre si sa bene che sar&agrave; tutt&#8217;altro che rigoroso, avendo ottenuto il benestare anche delle regioni meridionali che avrebbero dovuto conoscere la lesina nei trasferimenti.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Il principio regolatore sulla carta &egrave; semplice e di una equit&agrave; incontestabile: la quota del fondo sanitario nazionale deve essere uguale pro capite dalle Alpi a Lampedusa ripartita in base al numero degli abitanti di ciascuna regione. E gli amministratori delle varie regioni devono avere la responsabilit&agrave; totale sull&#8217;utilizzo dei fondi stessi: costruendo strutture sanitarie e acquisendo tecnologie, medicinali, servizi a prezzi di mercato; assumendo medici e personale sanitario in rapporto ai pazienti assistiti. Ogni prestazione fuori regione dovr&agrave; essere erogata contemporaneamente alla copertura finanziaria da parte della Regione di residenza del paziente. Perch&egrave; quando si assumono tranquillamente in alcune asl del Sud il doppio di primari o il quadruplo di infermieri, significa che si sceglie di fare del clientelismo infischiandosene di garantire le cure alla globalit&agrave; dei cittadini. I quali cittadini &ndash; se mai ci fosse un vero federalismo &ndash; ne sarebbero consapevoli sulla loro pelle e andrebbero di conseguenza a linciare i propri amministratori.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>I quali amministratori e uomini politici meridionali, invece di vergognarsi per come hanno dissipato le risorse e tradito i propri amministrati, cosa fanno? Minacciano di fondare il &ldquo;partito del Sud&rdquo;, chiedono ulteriori finanziamenti pubblici, ricattano il governo Berlusconi; come sempre hanno fatto con qualunque governo di qualsiasi colore politico. Da non lato hanno portato le loro regioni al dissesto dei conti sanitari, dall&#8217;altro &ndash; spudoratamente &#8211; minacciano e ricattano!&#8230;Ditemi voi se non ci vuole una guerra o una rivoluzione o il fallimento del Stato per pensare di uscirne. <\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; Il quotidiano La Stampa parla oggi di &ldquo;Bomba sanit&agrave; sui conti&rdquo; (pubblici). Il ministro del Welfar Sacconi, che per la spesa sanitaria fuori controllo ha commissariato Campania e Molise (deficit di un miliardo di euri nel solo 2009), denuncia &ldquo;pericoli devastanti&rdquo;. 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