{"id":174,"date":"2009-09-17T18:06:00","date_gmt":"2009-09-17T18:06:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=C8C37CC3-5056-8F05-E49E343D807466AB"},"modified":"2009-09-17T18:06:00","modified_gmt":"2009-09-17T18:06:00","slug":"SANAA-E-LISLAM-UGUALI-MA-COSI-DIVERSI","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/2009\/09\/17\/SANAA-E-LISLAM-UGUALI-MA-COSI-DIVERSI\/","title":{"rendered":"SANAA E L&#8217;ISLAM, UGUALI MA COSI&#8217; DIVERSI"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\n&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>La tragedia di Sanaa, la ragazza marocchina massacrata a Pordenone da suo padre perch&egrave; voleva vivere all&#8217;Occidentale e convivere con un italiano, dovrebbe quantomeno servire a farci capire che di uguale ci sono solo i diritti. Tutto il resto &egrave; diverso. Diverse sono le culture, le religioni, le tradizioni, le storie de vari Paesi. Affermare che tutte le culture, le religioni, le tradizioni, sono uguali &egrave; una colossale fesseria che diciamo solo per paura di venir accusati di razzismo.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Nulla lo dimostra meglio di Sanaa. Questa ragazza marocchina voleva esercitare il suo diritto, a decidere della propria vita, che &egrave; eguale a quello di ogni ragazza maggiorenne italiana o eschimese. Ma glielo ha impedito proprio la diversa formazione culturale e\/o religiosa di suo padre per il quale &egrave; inconcepibile che una figlia viva come voleva fare sua figlia. Non facciamo confusione con i delitti e le violenze passionali, diffusi in cultura, ma che nulla c&#8217;entrano con questo caso. Non esiste che un padre italiano arrivi ad uccidere la propria figlia perch&egrave; esce la sera o si sceglie un fidanzato a lui sgradito; mentre pu&ograve; succedere e succede con un padre musulmano. Se neghiamo questa differenza, non capiamo nemmeno dove esercitare una qualche prevenzione.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Le religioni. Un conto &egrave; dire che va salvaguardato il diritto alla libert&agrave; religiosa. Diritto che vale per ogni credo religioso (a meno che non contempli sacrifici umani nei suoi rituali). Ma affermare che tutte le religioni sono uguali &egrave; di nuovo una fesseria. Non sono uguali nemmeno sotto il profilo teologico, nel senso che tre solo sono monoteiste, figuriamoci per il resto ossia per i comportamenti sociali che inducono nei loro fedeli. Ci sono s&igrave; corsi e ricorsi storici. Ida Magli ricorda che in passato furono migliaia le ragazze cristiane &ldquo;condannate dai padri al carcere monastico a vita&rdquo;, quando magari le fanciulle musulmane godevano di maggiore libert&agrave;. Ma il confronto dobbiamo farlo nel presente: ed oggi chi pretende, fino ad arrivare a sgozzarle, di imporre stili di vita e scelte matrimoniali alle figlie &egrave; il padre islamico (non dico tutti) non quello cristiano.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>L&#8217;immigrazione in certi casi funziona come una macchina del tempo. Porta cio&egrave; in Occidente persone da distanze che sembrano pi&ugrave; ancora temporali che geografiche. Mi spiego. Certi uomini islamici, che provengono da Paesi dove la donna vive nascosta e sottomessa, e qui la trovano libera e magari anche discinta, restano sconvolti. Proprio come lo fu il buon Oscar Luigi Scalfaro nell&#8217;Italia cattolica e &ldquo;morigerata&rdquo; degli Anni Cinquanta, con la cultura che l&#8217;aveva formato, di fronte ad una signora col seno generoso in vista: la prese a sberle. Magari per reprimere l&#8217;impulso di saltarle addosso&#8230;(ed in questo senso i padri di Sanaa e di Hina sono un po&#8217; l&#8217;altra faccia degli stupratori).<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Quando provieni da queste distanze, da queste diversit&agrave; di cultura e di costumi, non basta di sicuro imparare la lingua italiana e nemmeno la Costituzione. Quello puoi farlo in pochi mesi. Ma ci vogliono decenni, forse generazioni, per digerire e dimenticare certi dettami. Per accettare che la donna sia libera di disporre della propria vita. Almeno tanto tempo quanto ne impieg&ograve; Scalfaro per capire che non si possono prendere a sberle le signore scollate&#8230;<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Concludendo con la tragedia di Sanaa e le contromisure concrete, ha certo ragione Ida Magli quando scrive che non &egrave; &ldquo;sufficiente affermare che chi vive in Italia deve rispettare le leggi italiane&rdquo;. Questa &egrave; solo una litania che ripetono alcuni politici. Bisognerebbe poter intervenire concretamente. Come secondo voi? <\/b><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; La tragedia di Sanaa, la ragazza marocchina massacrata a Pordenone da suo padre perch&egrave; voleva vivere all&#8217;Occidentale e convivere con un italiano, dovrebbe quantomeno servire a farci capire che di uguale ci sono solo i diritti. Tutto il resto &egrave; diverso. 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