{"id":191,"date":"2009-11-06T16:54:00","date_gmt":"2009-11-06T16:54:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=CA37FBBA-5056-8F05-E4B9994DB72C0681"},"modified":"2009-11-06T16:54:00","modified_gmt":"2009-11-06T16:54:00","slug":"SI-STAVA-MEGLIO-FINCHE-CERA-IL-MURO","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/2009\/11\/06\/SI-STAVA-MEGLIO-FINCHE-CERA-IL-MURO\/","title":{"rendered":"SI STAVA MEGLIO FINCHE&#8217; C&#8217;ERA IL MURO"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><b>Alla vigilia del 9 novembre, ventesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino, un grido dovrebbe levarsi da tutti noi come da un sol uomo: arridatece er Muro! Ovvio che &egrave; solo un sogno, certo che l&#8217;orologio della storia non torna mai indietro (come il nostro, biologico, per altro&#8230;), ma che almeno sia chiaro che noi non abbiamo proprio nulla da festeggiare. Noi stavamo molto meglio prima. Proprio perch&egrave; loro, quelli che vivevano dietro il Muro, stavano molto peggio: &egrave; l&#8217;ovviet&agrave; dei vasi comunicanti.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Giusto quindi che festeggino l&#8217;anniversario i cittadini che abitavano nei Paesi ex comunisti la cui vita &egrave; migliorata sotto ogni profilo, sia economico che delle libert&agrave; individuali. Ma noi dovremmo vestirci e lutto e suonare le campane a morto: il 9 Novembre &egrave; la data del funerale dell&#8217;Occidente, del suo benessere, della stabilit&agrave;. Una stabilit&agrave; che era tutta a nostro beneficio e che, paradossalmente, sul piano planetario era garantita dai &ldquo;nemici&rdquo;, cio&egrave; dal pugno di ferro dell&#8217;Unione Sovietica (Si potesse riportarlo indietro, quel maledetto orologio, vedremmo le truppe usa combattere fianco a fianco dell&#8217;Armata rossa in Afganistan, altro che finanziare Bin Laden e i talebani!).<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>La retorica martellante sugli immigrati che sono &ldquo;una risorsa&rdquo; non serve a farci dimenticare che, prima del 1989, questa risorsa proprio non sapevamo cosa fosse. l&#8217;Unione Sovietica infatti, ferrea guardiana dello statu quo, bloccava qualsiasi flusso migratorio non solo dietro alla Cortina ma anche in Africa e nel resto del Mondo. E, dove non ci pensava l&#8217;Urss, c&#8217;era la vecchia, cara, Cina Comunista di quel tempo che ci aveva non solo il Muro ma addirittura la Muraglia attraverso la quale non transitava nemmeno uno spillo.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Dopo il 9 Novembre di venti anni fa, i primi ad attraversare le macerie non sono stati n&eacute; i lavoratori n&eacute; le badanti ma i delinquenti, pronti e svegli come sempre ad andare ad arraffare la dove c&#8217;&egrave; il grasso che cola. Poi col passare degli anni ha cominciato ad arrivare la &ldquo;risorsa&rdquo;, cio&egrave; i lavoratori stranieri; ed ora negli ultimi anni &egrave; giunta anche l&#8217;iper risorsa: cio&egrave; i cinesi ed altre popolazioni orientali. Iper risorsa nel senso che i cinesi, come vediamo, lavorano molto pi&ugrave; degli africani e di chi &egrave; arrivato dall&#8217;Europa dell&#8217;Est (che gi&agrave; lavorano pi&ugrave; dei &ldquo;nativi&rdquo;, che saremmo noi). E noi, abbiamo semplicemente chiuso gli occhi e cercato di ignorare la realt&agrave;: come se ci fosse ancora il Muro a garantirci, pensiamo di potere avere il posto fisso; pensiamo di poter lavorare poco, lavorare tutti come se&#8230;fossimo noi ancora di l&agrave; del Muro!<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Per farla breve la caduta del Muro ha segnato l&#8217;inizio della globalizzazione, cio&egrave; la fine dei nostri privilegi. I terzomondisti militanti ci spiegano che finalmente &egrave; cominciata a finire la vergogna di un Occidente che si approfittava delle disgrazie altrui: delle popolazioni schiacciate sotto il tallone del comunismo, e delle altre a cui portavamo via impunemente le risorse. Tutto vero, tutto giusto. Ma con una piccola conseguenza. In questo mondo pi&ugrave; equo e pi&ugrave; libero dovremmo imparare a lavorare come cinesi, ad accettare la logica degli agenti di commercio:; si guadagna in proporzione a quanto di fattura e si produce. Perch&egrave; il Muro cadendo ha ripristinato la comunicazione tra i vasi del mondo.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Invece dentro di noi coltiviamo l&#8217;assurda utopia che il Muro sia ancora in piedi. Aiutati da una politica che per prima ha fatto finta di niente, pensando che bastasse cambiare nome&#8230;Quando invece i comunisti avrebbero dovuto scomparire anche di qua del muro come successo di l&agrave; (E, non a caso, oggi sono i polacchi a dirci che &egrave; inaccettabile affidare ad un ex comunista la politica estera dell&#8217;Unione europea&#8230;). Chiudendo gli occhi di fronte ad una nuova realt&agrave; sgradita ci illudiamo che tutto possa continuare come prima: Quando &egrave; evidente che le macerie hanno liberato chi stava di l&agrave;, rotolando per&ograve; addosso a noi che dal Muro eravamo difesi.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b><br \/>\n<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b><br \/>\n<\/b><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Alla vigilia del 9 novembre, ventesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino, un grido dovrebbe levarsi da tutti noi come da un sol uomo: arridatece er Muro! 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