{"id":205,"date":"2009-12-28T13:17:00","date_gmt":"2009-12-28T13:17:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=D53F8E33-5056-8F05-E41EF5A47A4C6E78"},"modified":"2009-12-28T13:17:00","modified_gmt":"2009-12-28T13:17:00","slug":"SE-IL-KAMIKAZE-SEMBRA-CURCIO","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/2009\/12\/28\/SE-IL-KAMIKAZE-SEMBRA-CURCIO\/","title":{"rendered":"SE IL KAMIKAZE SEMBRA CURCIO"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Abbiamo passato i giorni di Natale all&#8217;insegna dei terroristi e dei komeinisti; dell&#8217;attentato fallito sul volo per Detroit e della rivolta popolare che divampa nel Paese degli Ayatollah.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>La cosa che colpisce dell&#8217;aspirante kamikaze Umar Abdulmutallab &egrave; il suo status sociale: figlio di un ricco banchiere, abita nel cuore chic di Londra e frequenta una delle pi&ugrave; prestigiose ed esclusive universit&agrave; inglesi. In poche parole sembra Curcio o Feltrinelli;&nbsp;siamo cio&egrave; di fronte all&#8217;ennesima reincarnazione di quei rampolli della borghesia tanto ricca quanto marcia che, non dovendo lavorare per costruirsi un avvenire, hanno tutto il tempo per farsi le pippe.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Pippe rivoluzionarie o pippe fondamentaliste, non fa una grande differenza: sempre pippe sono. Quando va bene questi rampolli si imbottiscono di coca, quando va male si imbottiscono di esplosivo e saltano sui tralicci o sugli Airbus.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Umar &egrave; la riprova di quanto bene si integri la terza generazione di immigrati mussulmani. Tanto bene quanto gli altri islamo-londinesi che, nel luglio 2005, un momento facevano rafting lungo i torrenti e il momento successivo piazzavano bombe nella metropolitana.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Per quelli come Abdulmutallab l&#8217;integrazione resta una Chimera. Va per&ograve; aggiunto che non tutti gli islamici sono come lui, proprio come pochi sedicenti comunisti erano come Feltrinelli o come Curcio. Forse peccher&ograve; di ottimismo, ma resto convinto che, come la stragrande maggioranza degli italiani, negli Anni di Piombo, pensavano a guadagnare di pi&ugrave;, ad andare in vacanza, ad essere sempre pi&ugrave; liberi (cio&egrave; a liberarsi da fedi e ideologie), cos&igrave; oggi anche la quasi totalit&agrave; degli islamici punti a migliorare il proprio tenore di vita e a liberarsi dal plagio dei loro pretoni barbuti falsi e bugiardi.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>In questo senso i segnali che arrivano dall&#8217;Iran, quel Paese degli Aytollah dove inizi&ograve; il fanatismo fondamentalista, sono molto incoraggianti: non &egrave; la protesta di quattro intellettuali laici, &egrave; la rivolta del popolo iraniano che divampa e si estende da Teheran a tutte le altre citt&agrave;.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>E&#8217; vero che nessun aiuto arriva loro da un Occidente pavido e privo di leader epocali. Oggi non c&#8217;&egrave; n&eacute; un Reagan n&eacute; un Wojtyla che furono magli potenti contro la dittatura comunista. Ma il comunismo croll&ograve; anzitutto grazie alla televisione che mostrava ai popoli dell&#8217;Est come si viveva in Occidente, al di l&agrave; delle balle della propaganda di regime.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Ed ora contro il fondamentalismo islamico, oltre alla televisione, c&#8217;&egrave; uno strumento ulteriore, ancora meno controllabile dalle censure di regime, la Rete, che mostra alle donne e agli uomini mussulmani il paradiso terrestre delle libert&agrave; occidentali; diffondendo la convinzione che sia meglio per loro cogliere oggi l&#8217;uovo che vedono, invece che aspettare la gallina promessa per domani dagli Ayatollah (che quotidianamente di uova si ingozzano&#8230;).<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Sar&agrave;, ripeto, un eccesso di ottimismo. Tuttavia resto convinto che nell&#8217;epoca della comunicazione globale, del villaggio universale, non possa resistere a gioco lungo nessuna dittatura, n&eacute; politica n&eacute; religiosa. Anche se, a gioco breve, dobbiamo difenderci dai Curcio e dai Feltrinelli dell&#8217;Islam. <\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Abbiamo passato i giorni di Natale all&#8217;insegna dei terroristi e dei komeinisti; dell&#8217;attentato fallito sul volo per Detroit e della rivolta popolare che divampa nel Paese degli Ayatollah. 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