{"id":210,"date":"2010-01-14T18:25:00","date_gmt":"2010-01-14T18:25:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=2DDF6FFB-5056-8F05-E45FC3194B0446DF"},"modified":"2010-01-14T18:25:00","modified_gmt":"2010-01-14T18:25:00","slug":"SILVIO-NON-E-MARGARET-NE-RONALD","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/2010\/01\/14\/SILVIO-NON-E-MARGARET-NE-RONALD\/","title":{"rendered":"SILVIO NON E&#8217; MARGARET NE&#8217; RONALD"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\n&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Silvio non &egrave; Margaret n&eacute; Ronald; non &egrave; equiparabile ai due campioni del liberalismo che sono e restano la Thatcher e Reagan. Basta leggere oggi Libero e Il Giornale per cogliere la delusione e anche la rabbia del popolo del centrodestra per il &ldquo;sogno&rdquo; di riduzione delle tasse annunciato e subito dopo affossato da Berlusconi. <\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Franco Bechis, vicedirettore di Libero, afferma che se proprio non si volevano ridurre le aliquote, quantomeno andavano &ldquo;disboscate&rdquo; le 1843 gabelle che dobbiamo pagare. Ma nemmeno questo invece si pu&ograve; fare. Non si pu&ograve; sostituire con un unico salasso i tanti prelievi pi&ugrave; o meno piccoli. Perch&egrave; c&#8217;&egrave; il rischio che il cittadino si accorga di quanto enorme &egrave; il salasso (in cambio di quel poco che lo Stato restituisce in termini di servizi)&#8230;e le rivoluzioni dell&#8217;era moderna, non dimentichiamolo, sono sempre scoppiate per esasperazione da pressione fiscale&#8230;Cos&igrave; si va avanti alla democristiana: ti dissanguo e ti frego; ti porto via i soldi e faccio in modo che tu non te ne accorga perch&egrave; diluisco il salasso in 1843 diversi tributi.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Tornando al paragone di partenza, ieri Berlusconi ha affermato che non si possono ridurre le tasse perch&egrave; bisogna fare i conti con una crisi ancora pesante. Come se Reagan e la Thatcher avessero tagliato quando Gran Bretagna e Stati Uniti navigavano nell&#8217;oro del boom economico! Invece lo hanno fatto proprio perch&egrave; i loro Paesi erano in piena recessione e &ndash; da veri liberali &ndash; erano convinti che solo una drastica riduzione delle tasse potesse farli uscire dalla crisi, rilanciando i consumi, aumentando cos&igrave; gli introiti da tassazione indiretta e ampliando la platea dei contribuenti grazie alle aliquote pi&ugrave; basse.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Barlusconi, se mai, assomiglia ad Angel Merkel. Il cancelliere tedesco che aveva promesso ai suoi alleati liberali e annunciato un forte riduzione delle imposte a imprese e famiglie; e che adesso &egrave; in piena marcia indietro. Ma la Merkel, da vecchia democristiana, in cuor suo al taglio delle tasse non ha forse mai creduto. Mentre Berlusconi &egrave; un imprenditore e, per un imprenditore, ridurre le tasse &egrave; il primo comandamento. Quindi oggi, oltre a tradire le attese del popolo di centrodestra, tradisce la sua stessa essenza&#8230;<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Si pu&ograve; pensare che il suo errore sia stato affidarsi a quel commercialista che era e resta Giulio Tremonti. I commercialisti, i ragionieri, per carit&agrave;, sono gente seria; ma sono dei tecnici: hanno anzitutto l&#8217;ossessione, connaturata alla loro professione, di far quadrare i conti&#8230;Ma da un politico, da un aspirante statista, &egrave; giusto aspettarsi invece una marcia in pi&ugrave;, una visione pi&ugrave; ampia, una diversa capacit&agrave; di scommettere sul futuro del proprio Paese.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Oppure pu&ograve; darsi che di futuro il nostro Paese proprio non ne abbia. Pu&ograve; darsi che quelle ricette liberali, che funzionano nei Paesi normali, non siano applicabili all&#8217;anomalia italiana; qui dove met&agrave; Paese &egrave; farcito di assistenzialismo, dove c&#8217;&egrave; un numero senza eguali di statali; dove la principale attivit&agrave; sembra essere quella dei falsari: falsi invalidi, falsi braccianti, falsi disoccupati, falsi forestali, falsi agricoltori, falsi lavoro socialmente utili, falsi qualunque cosa purch&egrave; arrivi il contributo pubblico&#8230;<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>In un Paese cos&igrave; temo che basti togliere una pagliuzza, anche solo accorpare due gabelle in una, perch&egrave; tutto crolli; per ritrovarci come ad Haiti. Tutto questo per&ograve; Berlusconi dovrebbe saperlo bene e da un pezzo. O se ne accorto solo in questi ultimi giorni dopo aver annunciato, sabato su Repubblica, l&#8217;introduzione delle due aliquote uniche al 23 e 33%? Non si capisce proprio che senso abbia avuto fare un annuncio clamoroso per rimangiarselo subito dopo.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b><br \/>\n<\/b><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; Silvio non &egrave; Margaret n&eacute; Ronald; non &egrave; equiparabile ai due campioni del liberalismo che sono e restano la Thatcher e Reagan. 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