{"id":223,"date":"2010-03-01T16:27:00","date_gmt":"2010-03-01T16:27:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=1A5A756B-5056-8F05-E40A9D991BD51D51"},"modified":"2010-03-01T16:27:00","modified_gmt":"2010-03-01T16:27:00","slug":"LO-SCIOPERO-DEGLI-IMMIGRATI-E-IL-NOSTRO","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/2010\/03\/01\/LO-SCIOPERO-DEGLI-IMMIGRATI-E-IL-NOSTRO\/","title":{"rendered":"LO SCIOPERO DEGLI IMMIGRATI, E IL NOSTRO"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Alla vigilia dello sciopero degli immigrati, Gilberto Oneto scriveva domenica su Il Giornale che il loro vero sciopero sarebbe &ldquo;lasciare l&#8217;Italia&rdquo;. Intendeva che solo cos&igrave;, solo se tornassero tutti nei luoghi di provenienza , potremmo verificare davvero quanto contano e quanto pesano oggi nel nostro Paese. Dal momento che le cifre &ndash; numero dei regolari e degli irregolari, incidenza sul Pil, adesione stessa allo sciopero &ndash; sono cifre del tutto aleatorie. <\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Provocazione tanto interessante, quanto irrealistico &egrave; attendersi una verifica concreta attraverso il rimpatrio di massa. Nemmeno lo xenofobo pi&ugrave; scatenato pu&ograve; oggi illudersi di rimandarli tutti a casa loro (sarebbe gi&agrave; tanto riuscire a controllare il numero di nuovi ingressi e non venir semplicemente sommersi da ondate successive&#8230;). Ma anche solo pensare a come sarebbe un&#8217;Italia senza immigrati, pu&ograve; essere utile a capire quanto la presenza di questi &ldquo;schiavi moderni&rdquo; ci abbia corrotto. Corrotto &ndash; ovviamente &ndash; per colpa nostra, non certo per colpa loro; che di colpe gli immigrati magari ne hanno, ma di tutt&#8217;altro genere.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Cominciamo con le badanti, questa presenza cos&igrave; diffusa specie nel ricco Nordest. Immaginiamo che scompaiano domani, cosa succederebbe: ci mettiamo a costruire case di riposo a raffica, finanziate da nuove tasse rette comprese? Ci prendiamo i nostri anziani in casa rinunciando ad andare anche in vacanza per accudirli? Gettiamo la maschera e li lasciamo morire soli e abbandonati (come di fatto gi&agrave; avviene molto spesso)? Di certo il ricorso capillare alle badanti non ci ha aiutato a sviluppare adeguate politiche per l&#8217;assistenza alla terza et&agrave;, e meno che mai a ridimensionare il nostro egoismo a beneficio dei vecchi non pi&ugrave; autosufficienti. (E quando, tra poco, lo saremo noi?&#8230;)<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Passiamo poi ai lavori che &ldquo;gli italiani si rifiutano di fare&rdquo;. Che si rifiutino non c&#8217;&egrave; dubbio, che altrimenti non si spiega come mai interi comparti &#8211; dell&#8217;agricoltura, della produzione, dei servizi &ndash; siano monopolio dei lavoratori stranieri. Non c&#8217;&egrave; dubbio anche che il rifiuto nasca da retribuzioni inadeguate e orari di lavoro che solo gli stranieri sono costretti ad accettare. Ma qui entrano in ballo le scelte di datori di lavoro che puntano a restare sul mercato non con l&#8217;innovazione ma con il contenimento dei costi. Questo alla fine produce un sistema economico arretrato, che non &egrave; certo imputabile agli immigrati; ma che resta una realt&agrave;, una scelta sciagurata che imprenditori imprevidenti operano grazie alla presenza massiccia degli &ldquo;schiavi moderni&rdquo; sul nostro mercato del lavoro. Una scelta che &egrave; l&#8217;esatto contrario di quella fatta negli anni del boom economico, quando investimenti e stipendi aumentavano di pari passo.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Facciamo un esempio concreto, partendo da quanto successo a Padova con delle donne africane impiegate a separare a mano i rifiuti d&#8217;estate dentro un capannone torrido, ad una paga regolare (per le cooperative) di tre euro circa l&#8217;ora. Immaginiamo che non ci siano pi&ugrave; loro: o troviamo una tecnologia che li separi meccanicamente; o li gettiamo tal quali nell&#8217;inceneritore, senza sottilizzare troppo sulla qualit&agrave; dei fumi; oppure paghiamo venti euro l&#8217;ora chi &egrave; disposto a fare a mano un lavoro tanto infame (e magari cominciamo anche a domandarci se c&#8217;&egrave; pi&ugrave; bisogno di docenti universitari con tre studenti a corso o di operai che separino i rifiuti&#8230;).<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Invece, finch&eacute; abbiamo a disposizione le novelle schiave africane, n&eacute; cerchiamo alternative n&eacute; ci poniamo domande.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Concludo ripetendo che nessuna colpa va fatta a questi disperati che, comprensibilmente, cercano qui una vita migliore. Nemmeno la colpa di arrivare in massa e da clandestini, dal momento che noi dovremmo saper affrontare questa emergenza e non ne siamo capaci. Ma che non vengano a decantarci le magnifiche sorti e progressive della societ&agrave; multietnica, n&eacute; a spiegarci che gli immigrati &ldquo;sono una ricchezza&rdquo;: per colpa nostra, con la loro presenza, siamo diventati pi&ugrave; poveri e pi&ugrave; gretti. <\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Oggi, luned&igrave;, hanno scioperato gli immigrati. Il nostro &ldquo;sciopero&rdquo; &egrave; cominciato col loro arrivo.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b><br \/>\n<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b><br \/>\n<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b><br \/>\n<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Alla vigilia dello sciopero degli immigrati, Gilberto Oneto scriveva domenica su Il Giornale che il loro vero sciopero sarebbe &ldquo;lasciare l&#8217;Italia&rdquo;. Intendeva che solo cos&igrave;, solo se tornassero tutti nei luoghi di provenienza , potremmo verificare davvero quanto contano e quanto pesano oggi nel nostro Paese. 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