{"id":233,"date":"2010-04-13T16:25:00","date_gmt":"2010-04-13T16:25:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=F79565BC-5056-8F05-E4A46D5147B2A788"},"modified":"2010-04-13T16:25:00","modified_gmt":"2010-04-13T16:25:00","slug":"STRADA-E-IL-BENEFICIO-DEL-MITO","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/2010\/04\/13\/STRADA-E-IL-BENEFICIO-DEL-MITO\/","title":{"rendered":"STRADA E IL BENEFICIO DEL MITO"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>La vicenda di Emergency e dei tre operatori sanitari dell&#8217;associazione di Gino Strada, al di la dei risvolti specifici, sul piano generale ci ripropone il mito dei &ldquo;missionari&rdquo; sia religiosi che laici. Una vulgata popolare tende cio&egrave; a rappresentarli sempre come eroi dell&#8217;altruismo: uomini e donne che abbandonano gli agi e le sicurezze dell&#8217;Occidente per dedicarsi, tra mille pericoli, a curare l&#8217;anima o il corpo dei reietti, dei disperati, negli angoli pi&ugrave; martoriati del Terzo Mondo. Dimenticherebbero se stessi a tutto vantaggio del prossimo.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Trovo questa vulgata tanto generica quanto banale. Penso che la prima molla che muove i &ldquo;missionari&rdquo; sia lo spirito d&#8217;avventura, la ricerca di una vita movimentata in alternativa al tran tran quotidiano delle nostre citt&agrave; e delle nostre professioni. Sono quindi animati anzitutto da questa loro (egoistica) esigenza. Dopo di che tra questi &ldquo;avventurieri&rdquo; troviamo tante brave persone, ma non solo brave persone. Tante motivazioni nobili, ma tante anche pi&ugrave; sordide.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Partiamo con l&#8217;esempio dei missionari veri, dei sacerdoti e delle suore comboniane che il secolo scorso partirono a frotte dalla campagna veneta per l&#8217;Africa. Fecero certamente del bene, portarono la fede e anche l&#8217;istruzione, insegnarono il lavoro e il riscatto per &ldquo;salvare l&#8217;Africa con l&#8217;Africa&quot;. Ma non dimentichiamo che per tutti questi nostri giovani l&#8217;alternativa alla &ldquo;vocazione missionaria&rdquo; sarebbe stata restare a languire nella miseria della campagna veneta, in famiglie tanto numerose quanto affamate, passando le giornate a togliere a mano la gramigna dai campi. Mentre in missione magari trovavano anche il negretto che faceva loro vento&#8230;Cio&egrave; una vita pur sempre dura, ma meno dura che se fossero rimasti a casa.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Passiamo ai missionari laici. Negli anni Settanta mio padre organizz&ograve; il flusso di insegnanti di matematica che contribuirono a fondare l&#8217;universit&agrave; di Mogadiscio. C&#8217;era la coda di aspiranti fuori dall&#8217;uscio. Una frotta di docenti ansiosi di andare a insegnare i logaritmi ai somali. Magari anche perch&eacute; il loro stipendio veniva raddoppiato durante la permanenza all&#8217;estero&#8230;<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>I medici di Gino Strada hanno tutti rinunciato a diventare primari al San Raffaele per soccorrere le vittime innocenti della guerra, oppure ce n&#8217;&egrave; anche qualcuno che avrebbe stentato a ottenere l&#8217;ultima condotta del Polesine?<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b> Ho il massimo rispetto per i &ldquo;volontari&rdquo; che, dopo aver dedicato ogni cura ai propri congiunti, si dedicano anche al prossimo. Mi piacciono e mi convincono meno quelli che pensano al prossimo e trascurano i congiunti. C&#8217;&egrave; anche un volontariato che serve a giustificare la fuga dalle proprie faticose responsabilit&agrave; quotidiane. O &egrave; tutto oro quel che luccica?<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Non riesco in fine a dimenticare quella signora svizzera che, tanti anni fa, mi fece conoscere il sindaco di Padova Zanonato: venne anche a Telenuovo perch&eacute; stava girando l&#8217;Italia per raccogliere fondi a favore dei bambini del Mozambico. Mi raccont&ograve; di un Paese martoriato da vent&#8217;anni di guerra, dove non c&#8217;era pi&ugrave; nulla, nemmeno l&#8217;acqua per lavare i neonati. Aggiunse che prosperava solo la prostituzione minorile. Mi venne spontaneo chiederle chi potessero essere, tra tanta miseria e devastazione, i clienti delle ragazzine e dei ragazzini; chi avesse soldi per pagarli? E lei mi rispose gelida: il personale delle ong, quelli delle organizzazioni non governative!<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Cosa significa? Che tutti quelli delle ong sono dei pedofili puttanieri? No, ma ci sono anche questi accanto alle persone per bene. Cos&igrave; come ci sono i farabutti accanto ai missionari degni di questo nome. Il beneficio del mito non si pu&ograve; concedere n&eacute; agli uomini di Gino Strada n&eacute; ad alcun altro.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La vicenda di Emergency e dei tre operatori sanitari dell&#8217;associazione di Gino Strada, al di la dei risvolti specifici, sul piano generale ci ripropone il mito dei &ldquo;missionari&rdquo; sia religiosi che laici. 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