{"id":254,"date":"2010-07-05T17:20:00","date_gmt":"2010-07-05T17:20:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=A334C342-5056-8F05-E4B7BAB81369D3EA"},"modified":"2010-07-05T17:20:00","modified_gmt":"2010-07-05T17:20:00","slug":"MULTIETNICO-SI-MA-TEDESCO","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/2010\/07\/05\/MULTIETNICO-SI-MA-TEDESCO\/","title":{"rendered":"MULTIETNICO SI&#8217;, MA TEDESCO"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\n&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Dopo che la Germania ha &ldquo;asfaltato&rdquo; (Gazzetta dixit) l&#8217;Argentina di Maradona, i tedeschi sono diventati perfino &ldquo;simpatici e divertenti&rdquo; (La Stampa). Ma, soprattutto, si sottolinea come la nazionale di Loew stia sbaragliando il campo perch&egrave; &egrave; goiosamente multietnica: dal gahanese Boateng al tunisino Khedira al turco Ozil fino alla coppia polacca Klose-Podolski.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Quasi il contraltare ai nostri pregiudizi che ci avrebbero fatto lasciare a casa Balotelli, con la conseguente eliminazione di una nazionale tutta e solo italiana.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Prendiamo per buono l&#8217;assunto, ma cerchiamo di capire quando il multietnico funzioni e quando no. Perch&egrave; non possiamo ignorare che un&#8217;altra nazionale, pi&ugrave; &ldquo;mista&rdquo; ancora di quella tedesca, la Francia di Domenech, ha fatto invece la stessa nostra miserevole fine. Proprio il raffronto tra calciatori tedeschi e francesi ce lo fa comprendere.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>La premessa &egrave; che l&#8217;intreccio di etnie diverse funziona sempre, nel senso che produce un arricchimento delle facolt&agrave; sia fisiche che intellettuali. E&#8217; l&#8217;esatto opposto delle unioni tra consanguinei. Mescolare il sangue &egrave; positivo sia per i cani che per gli uomini. Dopo di che per gli uomini diventa per&ograve; decisiva la condivisione di un progetto comune, altrimenti scoppiano i conflitti. Altrimenti fai la fine dell&#8217;impero asburgico: tanto ricco di cultura, storie e intelligenze diverse, quanto dilaniato e disintegrato dall&#8217;insorgere dei singoli nazionalismi; perch&egrave; privo di una Weltanshauung condivisa.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Un po&#8217; come la Francia di Domenech dove il nero Anelka e l&#8217;islamico (convertito) Ribery non volevano in squadra Gourcuff accusato di essere un borghese bianco della Parigi bene&#8230;Se permangono le contrapposizioni sociali o razziali o religiose, la societ&agrave; multietnica resta una polveriera che genera le banlieue e gli spogliatoi ingestibili come quello di Domenech.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Bisogna invece condividere il progetto, sentirsi parte di una societ&agrave;, apprezzare il Paese in cui vivi. Come Sami Khedira, 23 centrocampista dello Stoccarda, figlio di padre tunisino e madre tedesca che, intervistato dalla Gazzetta, spiega di non aver mai voluto imparare l&#8217;arabo per essere e sentirsi completamente tedesco!&#8230;Cio&egrave; parte integrante di un Paese che &egrave; primo in Europa, che garantisce gli stipendi pi&ugrave; alti agli operai (doppi rispetto a quelli italiani), dove la scuola funzione al pari della giustizia, dove ha un senso perfino la burocrazia pubblica.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Significativo del livello di integrazione in Germania quanto raccontava domenica l&#8217;inviato de La Stampa da Berlino, da Neukolln il quartiere degli immigrati, dove &ndash; scriveva &#8211; &ldquo;gli autonomi di sinistra tedeschi se ne vanno in giro a strappare le bandiere federali appese da arabi e turchi colpevoli, a loro dire, di risvegliare il patriottismo tedesco&rdquo;.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Capito? I no global berlinesi temono che questi immigrati diventino pi&ugrave; nazionalisti dei tedeschi! Pericolo che noi non corriamo di certo, incapaci come siamo di trasmettere l&#8217;immagine di un Paese serio, di cui valga la pena sentirsi e diventare cittadini.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>In conclusione anche la nazionale di calcio finisce con l&#8217;essere lo specchio di pregi e difetti di un Paese: in Germania la societ&agrave; multietnica funziona, crea vantaggi e consenso, e risultati anche sportivi. Mentre basta guardarsi attorno nelle nostre citt&agrave; per vedere stranieri che nemmeno di sognano di voler diventare italiani. Ed &egrave; difficile dar loro torto. <\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b><br \/>\n<\/b><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; Dopo che la Germania ha &ldquo;asfaltato&rdquo; (Gazzetta dixit) l&#8217;Argentina di Maradona, i tedeschi sono diventati perfino &ldquo;simpatici e divertenti&rdquo; (La Stampa). Ma, soprattutto, si sottolinea come la nazionale di Loew stia sbaragliando il campo perch&egrave; &egrave; goiosamente multietnica: dal gahanese Boateng al tunisino Khedira al turco Ozil fino alla coppia polacca Klose-Podolski. 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