{"id":261,"date":"2010-08-26T16:30:00","date_gmt":"2010-08-26T16:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=AED38C05-5056-8F05-E4BDBCA15EFDF7E9"},"modified":"2010-08-26T16:30:00","modified_gmt":"2010-08-26T16:30:00","slug":"ECCO-PERCHE-STO-CON-FINI","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/2010\/08\/26\/ECCO-PERCHE-STO-CON-FINI\/","title":{"rendered":"ECCO PERCHE&#8217; STO CON FINI"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>&nbsp;L&#8217;estate porta consiglio, le ferie sono l&#8217;occasione per riflettere. E dopo averci riflettuto, appunto, ho concluso di essere anch&#8217;io un finiano; un finiano di ferro, pi&ugrave; che mai convinto. Di cosa? Che il presidente della Camera sia l&#8217;uomo giusto, forse quello decisivo, per spaccare in due il Paese. Per farla finita con quella unit&agrave; nazionale che &egrave; stata pi&ugrave; disastrosa ancora per il Sud che per il Nord (Qui concordo con Pino Aprile: leggetevi il suo &ldquo;Terroni&rdquo;, edizioni Piemme, &egrave; l&#8217;autentico best seller politico del 2010).<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Smettiamola una buona volta con la retorica unitaria. Lasciamo perdere l&#8217;estrema, pasticciata e velleitaria, riforma federalista che vorrebbe &ndash; e francamente non si capisce come &ndash; riempire un po&#8217; di pi&ugrave; la botte padana (che ne ha tutti i diritti come produttrice della ricchezza nazionale) continuando per&ograve; anche ad ubriacare la moglie meridionale. Prendiamo atto che quello realizzato nel 1860 &egrave; un matrimonio coatto, imposto dai cosiddetti Padri della Patria, Cavour-Garibaldi-Vittorio Emanuele II, contro la volont&agrave; degli sposi. Una di quelle unioni impossibili, che fanno unicamente soffrire entrambi i coniugi, e che giustificano la legge sul divorzio come strumento di civilt&agrave; e libert&agrave;.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Tornando a Fini spiego perch&egrave; lo ritengo il &ldquo;giudice&rdquo; che potrebbe decretare la separazione tra Nord e Sud. Tutto dipende dal suo diverso appeal elettorale. Da noi in Settentrione il suo seguito tra gli elettori del Pdl &egrave; modesto, per non dire inesistente. Riscuote molta simpatia ma tra gli elettori di centrosinistra, che apprezzano la sua capacit&agrave; di mettere in crisi Berlusconi, che lo ritengono magari pi&ugrave; efficace di Bersani&#8230;<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Qui al Nord per&ograve; Fini non modifica gli equilibri elettorali, non sposta voti: &egrave; solo un commensale in pi&ugrave; che si siede al tavolo dell&#8217;opposizione, e che minaccia di mangiarsi un pezzo della gi&agrave; modesta torta elettorale senza contribuire a farla lievitare. (E da questo punto di vista Casini, Bersani e Di Pietro gli riservano pi&ugrave; la diffidenza del concorrente che l&#8217;entusiasmo dell&#8217;alleato capace di portare nuove truppe&#8230;).<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Mentre il discorso al Sud &egrave; radicalmente diverso. Fini infatti qua si presenta come il paladino dell&#8217;antileghismo, contrapposto ad un Berlusconi che &egrave; invece legato a doppio filo con Bossi. Per l&#8217;elettorato meridionale il presidente della Camera &egrave; il primo ostacolo alla riforma federalista, il politico che &ndash; in nome della solidariet&agrave; e dell&#8217;unit&agrave; nazionale &ndash; potrebbe garantire che continui l&#8217;elargizione di denaro pubblico. E quindi al Sud potrebbe raccogliere parecchi consensi.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Si profila cos&igrave; uno scenario verosimile: Lega e Pdl che hanno una solida maggioranza al Nord; mentre al Sud il Pdl si ritroverebbe in minoranza, con una maggioranza magari solo teorica ma comunque ampia che va da Vendola al Pd a Casini a Di Pietro e ai finiani.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Credo che questo scenario sarebbe la premessa per festeggiare i 150 anni dell&#8217;unit&agrave;&#8230;iniziando le pratiche per il divorzio.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>In conclusione sottolineiamo un paio di contraddizioni tipiche della politica (che solo nelle attese degli ingenui non &egrave; contraddittoria): Fini, l&#8217;alfiere dell&#8217;unit&agrave; nazionale, da vita ad un partito nei fatti territoriale-sudista che contribuisce a spaccare ancora di pi&ugrave; il Paese. Bossi, l&#8217;alfiere della secessione, che ha fondato un partito dichiaratamente territoriale-nordista, &egrave; il protagonista dell&#8217;ultimo stoico tentativo di salvare l&#8217;unit&agrave; nazionale con la riforma federalista (che oggi pare abortita sul nascere).<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Personalmente comunque non ho dubbi: sto con Fini perch&egrave; sar&agrave; lui, pi&ugrave; di Bossi, a dare la spallata definitiva&#8230; <\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;L&#8217;estate porta consiglio, le ferie sono l&#8217;occasione per riflettere. E dopo averci riflettuto, appunto, ho concluso di essere anch&#8217;io un finiano; un finiano di ferro, pi&ugrave; che mai convinto. Di cosa? Che il presidente della Camera sia l&#8217;uomo giusto, forse quello decisivo, per spaccare in due il Paese. 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