{"id":272,"date":"2010-10-08T19:08:00","date_gmt":"2010-10-08T19:08:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=8CD19865-5056-8F05-E48D2EC4672F0398"},"modified":"2010-10-08T19:08:00","modified_gmt":"2010-10-08T19:08:00","slug":"TANTE-SARAH-IN-MEZZO-A-NOI","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/2010\/10\/08\/TANTE-SARAH-IN-MEZZO-A-NOI\/","title":{"rendered":"TANTE SARAH IN MEZZO A NOI"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\n&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Ovvio che l&#8217;&rdquo;orco&rdquo; &egrave; come un pugno sullo stomaco: questo zio che strangola la nipote, colpevole di non essersi concessa, e la violenta da morta. Inevitabile la reazione di chi invoca la pena di morta, la castrazione; di chi lo esorta a suicidarsi.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Ma non possiamo nemmeno dimenticarci di Sarah, anzi delle tante Sarah che ci sono in mezzo a noi. Ragazzine fragili, immature; giovani donne che hanno come unico sogno, unico progetto di vita, l&#8217;evasione, la fuga dal paesello. Come passerotti ciechi che svolazzano senza m&eacute;ta perch&eacute; nessuno gliel&#8217;ha indicata, nessuno ha fornito loro le coordinate.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Adesso le chiamano &ldquo;grandi agenzie educative&rdquo;. Sarebbero la scuola, la religione, lo stato, la famiglia, se volete ci mettiamo anche i partiti storici. Insomma quelle entit&agrave; che, nei loro ambiti, tracciavano la rotta, educavano, indicavano valori e punti di riferimento. Tutte agenzie sull&#8217;orlo del fallimento, che hanno chiuso i battenti. Col risultato di rendere ciechi le passerotte come Sarah e i passerotti.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Troppe famiglie, in particolare. Famiglie dove &ndash; come ha scritto Carla Collicelli del Censis &#8211; &ldquo;prevalgono figure genitoriali deboli e non autorevoli&rdquo;. Genitori che, a loro volta, hanno gi&agrave; perso la rotta (a parte quella della palestra, delle vacanze, del tempo libero) e non sono dunque in grado di tracciarla per i figli.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>A quel punto, incapaci di esistere come genitori, diventano libertari, anti-autoritari: lasciano i figli liberi, di uscire tutte le sere, di frequentare chiunque, di &ldquo;farsi la propria vita&rdquo;. E cos&igrave; i passerotti vanno a sbattere. Perch&eacute; la prima cosa che ci chiedono i figli sono le regole, i principi, gli obiettivi. Mentre la cosa peggiore per loro e lasciarli senza una rotta. Al punto che dobbiamo capire e dire: meglio la rotta islamica, meglio il burqa del nulla. Meglio spingere una figlia a diventare suora di clausura che abbandonarla a se stessa.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Quei genitori islamici che vogliono coartare la volont&agrave; delle figlie, che vogliono imporre loro lo stile di vita e perfino il matrimonio arrivando ad usare la violenza, ci sembrano il peggio possibile. Ma loro, sia pure nella forma pi&ugrave; distorta e inaccettabile per la nostra civilt&agrave;, si pongono l&#8217;obiettivo di educare le proprie figlie. Il peggio del peggio siamo noi quando rinunciamo completamente a farlo, per giunta ammantandoci da genitori liberal&#8230;<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Cos&igrave; si moltiplicano i passerotti ciechi, le tante Sarah che vediamo in mezzo a noi. Che svolazzano e, ovviamente, non &egrave; detto che vadano a sbattere contro l&#8217;&rdquo;orco&rdquo;. Ma molto spesso vanno a sbattere contro un&#8217;esistenza insipida, una vita insulsa.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; Ovvio che l&#8217;&rdquo;orco&rdquo; &egrave; come un pugno sullo stomaco: questo zio che strangola la nipote, colpevole di non essersi concessa, e la violenta da morta. Inevitabile la reazione di chi invoca la pena di morta, la castrazione; di chi lo esorta a suicidarsi. 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