{"id":280,"date":"2010-11-18T12:27:00","date_gmt":"2010-11-18T12:27:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=5EBE8D09-5056-8F05-E41D7720DA7129B8"},"modified":"2010-11-18T12:27:00","modified_gmt":"2010-11-18T12:27:00","slug":"SAVIANO-IOVINE-E-LA-MERITOCRAZIA","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/2010\/11\/18\/SAVIANO-IOVINE-E-LA-MERITOCRAZIA\/","title":{"rendered":"SAVIANO, IOVINE E LA MERITOCRAZIA"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\n&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Commentando l&#8217;arresto del boss Antonio Iovine, Roberto Saviano ha fatto un&#8217;osservazione molto interessante e, in buona parte, condivisibile. Ha scritto che &ldquo;le organizzazioni criminali hanno un grande vantaggio rispetto all&#8217;economia legale italiana: sono meritocratiche. Un merito identificato nella severit&agrave; d&#8217;azione, nella spietatezza, nel saper gestire gli imprenditori, comprare la politica e saper ammazzare&rdquo;.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Non c&#8217;&egrave; alcun dubbio che non si diventa boss per caso ma solo per merito, per merito criminale. Non perch&egrave; sei figlio di un boss; come invece capita di diventare notaio o professore universitario solo perch&egrave; questa &egrave; la professione di tuo padre. Nelle mafie puoi essere un nessuno e salire fino a vertice se sei efferato e dotato. La spaventosa efficienza delle mafie &egrave; dovuta proprio alla meritocrazia come criterio di selezione dei boss. Saviano ha perfettamente ragione. Il merito &egrave; sempre vincente, sia in positivo che in negativo, sia nel male che nel bene.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Non concordo per&ograve; quando afferma che nell&#8217;economia legale italiana non esisterebbe il merito. Non esiste se &egrave; economia assistita, stile Fiat. Ma in tutto il resto, che &egrave; la grandissima parte, esiste eccome: continui a fare il negoziante solo se sia innovare, mentre se credi di gestire come faceva tuo padre chiudi bottega. E questo vale per gli artigiani, per tutti i produttori di beni e di servizi.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Vale tra gli scrittori. Ce ne sono cento che hanno scritto di mafie, ma uno solo &egrave; divenuto Saviano: significa che sa scrivere meglio degli altri, che &egrave; pi&ugrave; incisivo, che sa catturare i lettori. Vale tra i giornalisti conduttori: uno solo &egrave; e resta Santoro. Non basta schierarsi. E&#8217; schieratissima anche la Busi (e per giunta contro Minzolini&#8230;). C&#8217;erano tutti i presupposti per farne il Michele in gonnella; ma dopo due puntate le hanno cancellato la trasmissione, travolta dal flop di ascolti, perch&egrave; non ha il merito di saper condurre&#8230;<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Dove non esiste la meritocrazia &egrave; nel pubblico impiego. Quando vai in cattedra, alle medie o all&#8217;universit&agrave;, ci resti sia che insegni bene sia che cazzeggi e vai comunque avanti con i tuoi scattini di stipendio e di anzianit&agrave;. Quando diventi magistrato ci resti fino alla pensione; e ci vanno tutti al massimo livello della carriera, sia che abbiano fatto il loro dovere sia che abbiano sperperato tempo e risorse. Non a caso la scuola e la giustizia (come il resto del pubblico impiego) sono allo sbando: lo sono perch&egrave; non esiste meritocrazia nella selezione e nella promozione degli addetti.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>E qui arriviamo al paradosso finale: per rilanciare il pubblico impiego bisognerebbe adottare gli stessi rigidissimi criteri meritocratici che valgono tra i picciotti delle mafie. Oppure rovesciamo il discorso e arriviamo all&#8217;identica conclusione: per distruggere le mafie, per mandarle in rottamazione, bisognerebbe che i boss fossero selezionati e promossi con gli stessi criteri che sono in vigore per magistrati e professori&#8230;<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Conclusione. Non so se Saviano ne sia consapevole ma, commentando l&#8217;arresto di Iovine, ha tessuto l&#8217;elogio della societ&agrave; liberale, delle grandi democrazie, che sono fondate sul merito. Non sulle cricche, sulle corporazioni, sulle caste, sul familismo, sugli ordini professionali: queste, purtroppo, sono le fondamenta dell&#8217;Italia. <\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b><br \/>\n<\/b><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; Commentando l&#8217;arresto del boss Antonio Iovine, Roberto Saviano ha fatto un&#8217;osservazione molto interessante e, in buona parte, condivisibile. Ha scritto che &ldquo;le organizzazioni criminali hanno un grande vantaggio rispetto all&#8217;economia legale italiana: sono meritocratiche. Un merito identificato nella severit&agrave; d&#8217;azione, nella spietatezza, nel saper gestire gli imprenditori, comprare la politica e saper ammazzare&rdquo;&#8230;.  <a class=\"excerpt-read-more\" href=\"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/2010\/11\/18\/SAVIANO-IOVINE-E-LA-MERITOCRAZIA\/\" title=\"Read SAVIANO, IOVINE E LA MERITOCRAZIA\">Leggi tutto &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/280"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=280"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/280\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=280"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=280"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=280"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}