{"id":284,"date":"2010-12-13T17:38:00","date_gmt":"2010-12-13T17:38:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=E09A2B77-5056-8F05-E4D71C3A880F12EF"},"modified":"2010-12-13T17:38:00","modified_gmt":"2010-12-13T17:38:00","slug":"MARCHIONNE-MOLTO-PIU-CHE-SILVIO","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/2010\/12\/13\/MARCHIONNE-MOLTO-PIU-CHE-SILVIO\/","title":{"rendered":"MARCHIONNE MOLTO PIU&#8217; CHE SILVIO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>&nbsp;Se arriver&agrave; (ammesso che mai arrivi) un reale cambiamento nel nostro Paese &egrave; pi&ugrave; probabile che lo induca Sergio Marchionne, cio&egrave; l&#8217;economia, che non Berlusconi (o chi per lui a Palazzo Chigi) cio&egrave; la politica.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Nelle ore in cui l&#8217;attenzione generale &egrave; concentrata sul &ldquo;B day&rdquo;, la fiducia o non la fiducia, la maggioranza che tiene si sfalda o si allarga, il governo Berlusconi o quello tecnico o le elezioni, Giuliano Ferrara ci spiega che tutta questa spasmodica attenzione &egrave; superflua. Il direttore de Il Foglio, parafrasando Mussolini, sostiene che nel nostro Paese &ldquo;governare &egrave; difficile, quasi impossibile, forse inutile&rdquo;.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Un&#8217;analisi che &egrave; frutto della semplice osservazione: quale governo, dal 1948 ad oggi, &egrave; riuscito a varare una riforma davvero incisiva? La politica in Italia &egrave; resa impotente dalle corporazioni, dalle concertazioni, dal consociativismo che conobbe la sua pi&ugrave; alta incarnazione in Gianni Agnelli, presidente di Confindustria che era &ldquo;buseta e bot&ograve;n&rdquo; con Luciano Lama segretario della Cgil&#8230;<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>La modifica dei comportamenti &ndash; scrive Ferrara &ndash; non pu&ograve; che essere indotta da fuori. Si pensava che i vincoli e una maggiore disciplina in termini di produttivit&agrave; e mercato del lavoro fossero resi obbligatori dall&#8217;euro. Non &egrave; stato cos&igrave;. Ma oggi potrebbero costringerci a cambiare l&#8217;Asia e il modello americano che dettano legge nell&#8217;industria automobilistica mondiale.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Sergio Marchionne &egrave; solo l&#8217;interprete in Italia di queste nuove dinamiche mondiali collocando &ldquo;la sfida tra capitale e lavoro nelle aziende, sul tema della produttivit&agrave; e del salario, in stretto collegamento tra loro e per incrementare decisivamente gli uni e l&#8217;altra&rdquo;.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Per inciso ricordo che anche Federico Rampini, su Repubblica, ha scritto che Marchionne &egrave; costretto a muoversi in questa direzione perch&egrave; incalzato dallo stesso sindacato americano Uaw, azionista della Chrysler, che &ldquo;considera impresentabile per i suoi iscritti un progetto strategico che conceda ai metalmeccanici italiani garanzie e rigidit&agrave; abbandonate qui negli Usa&rdquo;.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Tornando a Giuliano Ferrara, in quella che potremmo definire un&#8217;analisi marxiana, &egrave; convinto che i cambiamenti economici siano la struttura da cui derivano tutte le altre sovrastrutture. Cio&egrave; che dalla rivoluzione del rapporto produzione-salari in economia possano poi derivare riforme vere nella pubblica amministrazione, nella scuola, nel welfare, nella giustizia, nell&#8217;intero assetto del nostro Paese.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Di sicuro, se pensiamo al nostro Veneto, i cambiamenti profondi dal dopoguerra ad oggi non li hanno provocati le forze politiche, di governo e di opposizione, nemmeno la Chiesa (che anzi li ha subiti), ma la trasformazione economica di una regione che dall&#8217;agricoltura &egrave; passata alla produzione e ai servizi.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>In conclusione il vento impetuoso di una crisi economica mondiale, che impone trasformazioni profonde, forse far&agrave; uscire il nostro Paese dalla palude. Non i refoli che in queste ore spirano su Camera e Senato, anche se tanti media li scambiano per tifoni.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b><br \/>\n<\/b><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;Se arriver&agrave; (ammesso che mai arrivi) un reale cambiamento nel nostro Paese &egrave; pi&ugrave; probabile che lo induca Sergio Marchionne, cio&egrave; l&#8217;economia, che non Berlusconi (o chi per lui a Palazzo Chigi) cio&egrave; la politica. 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