{"id":285,"date":"2010-12-15T17:12:00","date_gmt":"2010-12-15T17:12:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=EACFB59D-5056-8F05-E47CD179E81BF7AD"},"modified":"2010-12-15T17:12:00","modified_gmt":"2010-12-15T17:12:00","slug":"DAL-SANTO-AL-SACCO-DI-ROMA","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/2010\/12\/15\/DAL-SANTO-AL-SACCO-DI-ROMA\/","title":{"rendered":"DAL SANTO AL SACCO DI ROMA"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\n&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Per cercar di capire l&#8217;ennesimo sacco di Roma, come mai un&#8217;orda di nuovi barbari abbia potuto mettere a ferro e fuoco la Capitale, bisogna partire dal Santo. Dalla Basilica del Santo di Padova dove le telecamere hanno pizzicato un albanese che rubava dalla cassetta delle offerte.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Il rettore del Santo, padre Enzo Pojana, pur essendo un francescano aperto, moderno e progressista, ha subito dichiarato: &ldquo;La povert&agrave; non giustifica il gesto. Chi sbaglia paghi&rdquo;. Non poteva che dire cos&igrave; perch&egrave;, se avesse cominciato a giustificare il furto con la povert&agrave;, il giorno dopo ne avrebbe trovati altri dieci di poveri, stranieri e veneti, a far man bassa delle offerte. Sarebbe stata un&#8217;istigazione a delinquere.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Esattamente quello che fa una classe politica ambigua che, da un lato condanna ogni violenza, dall&#8217;altro per&ograve; per&ograve; ricorda che c&#8217;&egrave; il disagio sociale, che ci sono i tagli alla cultura, che ci sono i rifiuti a Terzigno oppure i terremotati ancora senza casa all&#8217;Aquila. E&#8217; esattamente come ricordare che c&#8217;&egrave; la povert&agrave;. Cio&egrave; &egrave; dare una giustificazione alla violenza. Mentre tutti dovrebbero dire e ribadire che non c&#8217;&egrave; n&eacute; povert&agrave; n&eacute; montagne di monnezze, ne tagli n&eacute; licenziamenti o qualunque altra calamit&agrave; che, in un Paese civile, possano rendere tollerabile il ricorso alla violenza.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Dopo di che tutto resta pura filosofia se non seguono risposte adeguate. Assai pi&ugrave; importante di quanto ha detto padre Pojana, &egrave; che i carabinieri arrestino il ladro e i magistrati lo condannino (senza l&#8217;attenuante della povert&agrave;). Che altrimenti i furti si moltiplicheranno di certo.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Esattamente come non &egrave; mai stata estirpata la protesta violenta perch&egrave; non &egrave; mai stata punita adeguatamente. I mitici poliziotti inglesi girano disarmati perch&egrave; tutti sanno che colpire un poliziotto significa incorrere nel massimo rigore della legge. Da noi invece colpirli e bersagliarli &egrave; uno sport nazionale: anche ieri a Roma ci sono stati pi&ugrave; feriti tra le forze dell&#8217;ordine che tra i nuovi barbari.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Si parla di infiltrati, di qualcuno che li organizza e li usa. E pu&ograve; darsi che sia anche cos&igrave;. Ma al fondo del sacco di Roma c&#8217;&egrave; la certezza dell&#8217;impunit&agrave;, confermata dall&#8217;esperienza che risale al &#8217;68 e arriva al 2010: quando mai chi lancia cubetti di porfido, chi spacca vetrine, chi incendia blindati o compattatori o auto, ha subito una seria condanna scontata in carcere? Mai &egrave; accaduto.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>E allora &egrave; come quando compri un cucciolo, un cagnetto o un gattino. Lo porti a casa e lui regolarmente la fa sul tappeto. Dopo dipende solo da te: se lo sculacci e gli ficchi dentro il musetto, lui impara a non farla pi&ugrave;. Se invece lo lasci continuare impunemente, lui continua a farla; non solo sul tappeto ma anche sul divano e sul letto. <\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Questo &egrave; il nocciolo del problema: ai &ldquo;cuccioli&rdquo; dei centri sociali e affini nessuno ha mai ficcato il muso nei loro escrementi di violenza.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; Per cercar di capire l&#8217;ennesimo sacco di Roma, come mai un&#8217;orda di nuovi barbari abbia potuto mettere a ferro e fuoco la Capitale, bisogna partire dal Santo. Dalla Basilica del Santo di Padova dove le telecamere hanno pizzicato un albanese che rubava dalla cassetta delle offerte. 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