{"id":311,"date":"2011-05-17T13:07:00","date_gmt":"2011-05-17T13:07:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=FDA5AC31-5056-8F05-E4DE9B7602CE4F1E"},"modified":"2011-05-17T13:07:00","modified_gmt":"2011-05-17T13:07:00","slug":"HA-PERSO-SILVIO-HA-VINTO-LA-ILDA","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/2011\/05\/17\/HA-PERSO-SILVIO-HA-VINTO-LA-ILDA\/","title":{"rendered":"HA PERSO SILVIO, HA VINTO LA ILDA"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><b>Non c&#8217;&egrave; l&#8217;ombra di un dubbio: a Milano, e non solo, ha perso Silvio Berlusconi. Ha voluto, come capolista in comune, essere il dominus della campagna elettorale del centrodestra. Ha voluto dare al voto milanese un significato nazionale (che avrebbe comunque avuto) e gli &egrave; andata malissimo. Ha perso in modo clamoroso, come dimostra anche il crollo delle sue preferenze.<br \/>\nUn tonfo tale da mascherare, in qualche modo, quello della Lega che pure &egrave; (quasi) altrettanto sonoro un po&#8217; in tutta la Padania. Ed a Milano in particolare: perch&egrave; non puoi essere il partito del Nord se poi, nella capitale del Nord, nella capitale della tua Padania, ti fermi al 9% dei consensi. Roba da terzo polo.<br \/>\nLe ragioni della sconfitta della Lega sono almeno due: si &egrave; troppo appiattita su Berlusconi e ha fatto troppe promesse, non mantenute, sul fronte del contrasto dell&#8217;immigrazione.<br \/>\nLe ragioni della sconfitta di Silvio sono varie, ma una &egrave; quella principale ed evidente: ha voluto lo scontro frontale con la magistratura pi&ugrave; politicizzata, con i pm di Milano, e i cittadini elettori non l&#8217;hanno seguito. Anzi: l&#8217;hanno abbandonato.<\/p>\n<p>Come &egrave; ridicolo sostenere che a Milano ha perso la Moratti, altrettanto &egrave; ridicolo dire che ha vinto Pisapia. In realt&agrave; ha vinto la Ilda Bocassini che &egrave; l&#8217;emblema dei pm pi&ugrave; engag&eacute;e sul fronte dell&#8217;eliminazione di Silvio per via giudiziaria. Lo dimostra anche la clamorosa affermazione di un altro magistrato assai &ldquo;creativo&rdquo; sul fronte delle imputazioni: Luigi De Magistris a Napoli, un caso praticamente unico di candidato che ottiene pi&ugrave; del doppio di voti personali rispetto a quelli andati al suo partito (l&#8217;unico precedente &egrave; Flavio Tosi a Verona).<br \/>\nCompleta la dimostrazione il successo generalizzato dei grillini, che sono collocabili nell&#8217;area del qualunquismo giustizialista. Grillini e De Magistris quelli che Fabio Martini su La Stampa chiama .&rdquo;Il partito di Santoro. Presenze fisse e poco moderate ad Annozero si sono imposte nei seggi&rdquo;.<br \/>\nDifficile pensare che non si siano incrinati definitivamente i rapporti Pdl-Lega. Che gi&agrave; sul territorio sono ovunque conflittuali. Ancor pi&ugrave; difficile pensare ad un secondo tempo in cui la Moratti vinca il ballottaggio: della serie il Real che recupera tre gol da Barca&#8230;<\/p>\n<p>Questi i fatti emersi dalle urne. Passando ai commenti, la mia opinione &egrave; che la vittoria della Ilda sia molto preoccupante, radicalmente diversa da una vittoria di Bersani, del centrosinistra, che avrebbe cambiato poco nulla. Come poco nulla &egrave; sempre cammbiato nel doppio passaggio dai governi Berlusconi ai governi Prodi o D&#8217;Alema.<br \/>\nQui &egrave; diverso perch&egrave; con la Bocassini, con De Magistris vince quel potere giudiziario che non &egrave; soggetto ad alcun controllo democratico da parte dei cittadini elettori. Un potere che gi&agrave; ha dimostrato tante volte la tendenza a debordare e che pi&ugrave; che mai adesso di riterr&agrave; legittimato a farlo.<br \/>\nUltima piccola, paradossale notazione: anche il vincitore formale di Milano &egrave; un garantista. Anzi un ultragarantista: Giuliano Pisapia, da deputato di rifondazione comunista, votava infatti le leggi di Berlusconi. Perch&egrave; chi ha provato, come lui, sulla propria pelle le unghiate del potere giudiziario, non pu&ograve; che diventare un garantista a vita.<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non c&#8217;&egrave; l&#8217;ombra di un dubbio: a Milano, e non solo, ha perso Silvio Berlusconi. Ha voluto, come capolista in comune, essere il dominus della campagna elettorale del centrodestra. Ha voluto dare al voto milanese un significato nazionale (che avrebbe comunque avuto) e gli &egrave; andata malissimo. 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